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11 Settembre 2001: Storie di strategia della tensione

Creato il 09 ottobre 2013 da Molipier @pier78
11 Settembre 2001: Storie di strategia della tensione Genny Sangiovanni Genny Sangiovanni vedi altri articoli 09 ottobre 2013 10:30

Ci sono storie che fanno male. Sono storie che sembrano così assurde da sembrare fantascienza. Per non ferire la nostra sensibilità, la mente per autotutela le cataloga come finzione. Sono solo i soliti complotti, si sente dire.

L’“11 Settembre del 2001” è una di quelle storie. Ci sono tante storie. C’è quella ufficiale ripetuta fino alla nausea, che entra nelle menti di chi la ascolta tanto da assimilarla come propria, come vera. Ufficiale, appunto. Ci sono poi altre storie, raccontate e diffuse inizialmente tramite la rete, che prendono sempre più credito, anche se con estrema lentezza.

È di queste storie che alcuni scrittori, giornalisti, curiosi e insospettiti hanno sempre parlato. Sono le storie di chi ha visto nella versione ufficiale dei fatti dell’11 Settembre del 2001 qualcosa di incoerente. Sono i retroscena di quella giornata ancora giudicati “puro delirio cospirazionista” dai canali di trasmissione principali. Eppure questa versione taciuta sta arrivando in alto.

Riguardo all’11 Settembre, un sondaggio mostra che secondo l’84% dei cittadini americani il governo sta mentendo. “Disponiamo di precedenti documentati storicamente che dimostrano come il governo sia pronto a commettere i peggiori crimini contro la propria stessa popolazione” ha affermato l’ex deputato Dennis Kucinich.

Grazie a “Consensus 9/11”, un gruppo di tecnici indipendenti ha smontato la versione ufficiale, facendo emergere la tesi peggiore, quella della strategia della tensione secondo la quale senza esplosivo posizionato nelle torri, queste non sarebbero mai crollate. Lo dicono ex funzionari dell’intelligence, ingegneri, vigili del fuoco. E allora, hanno davvero assassinato tremila innocenti per poi avere l’alibi per invadere il mondo?

Il reportage trasmesso l’8 Settembre 2013 dal “Russia Today” (il network televisivo “all news” di Mosca) in una trasmissione in lingua inglese molto seguita negli USA risulta pieno di particolari sconcertanti.

Il conduttore del programma, Daniel Bushell, ha spiegato che “alti funzionari dicono che la Casa Bianca stia dietro il terrorismo contro la stessa popolazione americana”, esibendo prove sull’11 Settembre. “Per decenni, atti di terrorismo di cui si è attribuita la responsabilità ad ‘estremisti’ sono stati in realtà pianificati e finanziati dalla Casa Bianca”. Nel corso di una testimonianza sotto giuramento, uno dei cospiratori ha confessato: “Tu devi attaccare i civili, la gente, le donne, i bambini, lontano da qualunque gioco politico, in modo che le autorità possano dichiarare uno stato di emergenza”.

Dennis Saccher del FBI ha definito il supporto che gli USA hanno dato ai leader di Al-Qaeda fino al 2001 “un affare più grosso del Watergate”, mentre “Veterans Today” scrive che la cosa va avanti ancora oggi. L’ex funzionario dissidente del FBI Siebel Edmonds ha svelato la verità sugli innumerevoli meeting in cui rappresentanti del governo USA e l’allora numero due (oggi numero uno) dell’organizzazione terroristica, l’egiziano Ayman Al-Zawahiri, si incontravano fino a poco prima del Settembre 2001. A Luglio di quell’anno, agenti del FBI, che si erano messi sulle tracce di futuri attentatori delle Torri, sono stati esclusi dalle indagini e minacciati di procedimento disciplinare. La stessa estate, dopo l’arresto di Mohammed Khalifa (direttamente collegato al terrorista Ramzi Yousef, uno degli uomini più ricercati dagli USA), il segretario di Stato intervenne perché Kahlifa fosse trasferito in Arabia Saudita, dove poi fu rilasciato.

Per questo Kevin Barrett, autore del libro “Questioning the War of Terror”, ritiene che in “realtà Al-Qaeda è il burattino delle agenzie di intelligence dell’Occidente. Lo abbiamo sentito dire da Mohamed Heikal che è il più importante commentatore politico del mondo arabo”. Heikal, subito dopo l’attacco alle torri, ha dichiarato che la storia ufficiale degli attentati alle Torri era semplicemente ridicola. “Heikal ha detto che quando lui era ai più alti livelli di governo in Europa, era la persona che aveva il compito di operare come infiltrato e dirigere, virtualmente, la cosiddetta Al-Qaeda. Al-Qaeda è piena di gente dell’intelligence saudita, americana, israeliana e naturalmente egiziana e come organizzazione terroristica, da sola, non sarebbe in grado di fare praticamente nulla”.

Alcune di queste motivazioni hanno portato analisti indipendenti e parenti delle vittime a denunciare i “fatti strani” di quel tragico giorno. Ad esempio: quali sono le motivazioni del crollo della terza torre, chiamata Wtc-7, collassata in caduta libera nonostante si trovasse a diversi isolati di distanza dagli edifici colpiti dagli aerei? Come spiega l’ingegnere strutturale Roland Angle nel video “ReThik911” “un edificio non può collassare in caduta libera con quarantamila tonnellate di strutture in acciaio e con tutti i suoi sistemi strutturali interni se non viene fatto esplodere con una demolizione controllata”. La versione del governo, ricorda “Russia Today” è che il fuoco degli incendi sviluppatosi all’interno degli uffici ha fatto in modo che l’acciaio delle 84 colonne si indebolisse e cedesse allo stesso momento.

Secondo Jon Cole, uno delle migliaia di esperti indipendenti che fanno parte di “Architects and Engineers for 9/11 Truth” «è impossibile che quell’acciaio possa essere stato fuso dagli incendi degli uffici, dal carburante degli aerei o dal collasso stesso. È fisicamente impossibile, non può essere riprodotto in via sperimentale. Sfida le leggi della fisica. Se mettiamo da parte la politica, le nostre credenze e la religione e ci limitiamo a utilizzare il metodo scientifico, il Wtc-7 è di base un classico caso di demolizione controllata in cui un edificio collassa su se stesso in caduta libera e precipita dritto sulla propria superficie di appoggio. L’unica spiegazione che possa essere coerente con tutte le prove disponibili: la nano-termite, le microsfere di ferro, le alte temperature rilevate nelle macerie, la caduta libera e l’accelerazione uniforme delle torri che sono venute giù con velocità costante ed uniforme, senza strattoni o scatti».

La spiegazione di Cole alla caduta libera continua con la descrizione del fatto che  “se non ci sono variazioni nella velocità di caduta, qualcosa dall’interno ha fatto esplodere le torri, permettendo di accelerare uniformemente verso il basso: l’unica cosa che ha senso, dal punto di vista scientifico, è che le torri sono state fatte esplodere”. Anche secondo la ricercatrice Elizabeth Woodworth, parte del “Consensus 9/11”, il governo ha mentito, coperto dalla reticenza dei media: “se le persone sapessero delle ricerche (effettuate sulla resistenza delle colonne d’acciaio con mezzo chilo di nano-termite militare) le troverebbero convincenti”.

Il governo statunitense, di fronte alla dimostrazione di “Consensus 9/11” ha modificato la versione ufficiale ammettendo che la terza torre, il Wtc-7, sia effettivamente collassata in caduta libera. David Chandler, un abile sviluppatore di modelli, ha dimostrato che i piani superiori sono precipitati senza incontrare alcuna resistenza e secondo la ricercatrice Woodworth  “c’è un solo modo in cui ciò possa accadere, ed è quello di far si che tutte le 84 colonne portanti siano rotte allo stesso esatto momento”.

Un altro tecnico, il dottor Graeme Mc Queen, ha avuto accesso ai dati del corpo dei vigili del fuoco registrati nel giorno dell’attentato che raccolgono le dichiarazioni di testimoni oculari tra le quali ha individuato 118 persone che hanno distintamente percepito esplosioni. A parlare sono “vigili del fuoco che hanno dimestichezza con incendi ai piani alti e che sono abituati ad incontrare esplosioni. Tuttavia anche loro usano parole come ‘bombe’. Sono parole che non corrispondono alle cose che ci si aspetterebbe di trovare in un incendio”.

Non solo gli esperti ma anche i familiari delle vittime ricercano la verità. Bob Mc Ilvane vorrebbe sapere perché l’autopsia del corpo di suo figlio ha stabilito che le ferite mortali non siano coerenti con le fiamme di un incendio, ma con gli esplosivi. Bob Mc Ilvane, oltretutto, è stato anche deriso dalla conduttrice di un popolare programma televisivo, Rachel Maddow, sostenendo che l’uomo non solo è un “cospirazionista” ma forse anche un infiltrato di Al-Qaeda.

Il padre del ragazzo morto nell’attentato ritiene che la stampa non mostri la verità sull’11 Settembre perché significherebbe instillare un dubbio nella testa delle persone. Di tutto questo “il popolo degli Stati Uniti ha le sue responsabilità, perché la gente vuole solo credere e sentirsi dire che siamo brava gente, che siamo un paese eccezionale, ed è proprio questo che fa il governo, è molto machiavellico”.

Daniele Ganser, autore del libro “Gli eserciti segreti della NATO” conferma le teorie di Bob MC Ilvane e accusa i media che continuano a non parlarne anche se è ormai provato e ufficialmente documentato che decenni di attacchi terroristici contro la popolazione sono stati in realtà organizzati dalla CIA su ordine della Casa Bianca. “Grazie ai dati, la gente comincia a capire che questo è effettivamente avvenuto anche se”, continua, “è molto difficile credere che queste cose stiano accadendo, perché si tratta di cattive notizie”.

Non è affatto piacevole prendere atto del fatto che «il terrorismo può essere manipolato al fine di prendere il controllo della popolazione, e di guidarla come se fosse un gregge di pecore, letteralmente. E se qualcuno ti dice che sei una pecora, che ti hanno ingannato e manipolato con operazioni terroristiche sotto falsa bandiera, bene, si tratta di cose che nessuno davvero vuole sentirsi dire» afferma ancora Ganser.

Se la verità è troppo enorme perché sia accettata, è più facile e rassicurante che venga rimossa. “Le prove di cui oggi disponiamo – assicura Ganser – ci dicono che questa strategia non è finita, e sta andando avanti ancora oggi”.

Fonti:

http://www.libreidee.org/2013/10/119-ora-lamerica-sa-che-il-governo-le-ha-mentito/


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