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114° Congresso: il Gop è maggioranza, ma è come se fosse ancora all'opposizione

Creato il 14 gennaio 2015 da Pfg1971

114° Congresso: il Gop è maggioranza, ma è come se fosse ancora all'opposizione

114° Congresso: il Gop è maggioranza, ma è come se fosse ancora all'opposizione

Come succede sempre, ogni due anni, a Washington, la settimana scorsa si è riunito il nuovo Congresso.

 

Per la precisione si tratta del 114 esimo. Come prevede la Costituzione americana, a novembre, è stata rinnovata l’intera Camera dei Rappresentanti, 435 membri e un terzo del Senato, costituito da 100 senatori, due per ogni stato.

 

Per un totale di 535 parlamentari, per inciso, 410 in meno del nostro Parlamento, a fronte di 316 milioni di abitanti, contro soli 60 milioni di italiani.

 

Per la prima volta dal 2006, entrambi i rami del Congresso sono a maggioranza repubblicana e quindi, tutti i presidenti delle varie commissioni appartengono all’ex partito di Abram Lincoln.

 

Ad esempio, al Senato, John McCain dell’Arizona, colui che nel 2008 corse per la Casa Bianca contro Barack Obama, è divenuto capo della potentissima Committee on Armed Services, l’organismo che decide gli stanziamenti congressuali per i principali contratti di acquisto di navi da guerra, carri armati, bombardieri strategici e missili balistici.

 

Una posizione di potere enorme in un paese in cui quello che Dwight Eisenhower definì il complesso militare industriale è vivo e vegeto, lotta insieme a noi, ed è sempre in grado di imporre scelte di politica estera in grado di condizionare il mondo intero.

 

Paul Ryan, l’ex candidato alla Vice Presidenza con Mitt Romney nel 2012, è stato nominato presidente della United States House Committee on Ways and Means.

 

Si tratta della fondamentale commissione della Camera dei Rappresentanti chiamata a decidere le varie forme di tassazione e che attraverso le scelte fiscali può influenzare la Social Security, il sistema pensionistico, l’assistenza sanitaria per i poveri, il Medicare, etc..

 

Con il cambio di maggioranza congressuale, avvenuto con le elezioni di novembre 2014, il Gop, il partito conservatore è quindi entrato nella stanza dei bottoni.

 

Ha cioè le risorse per governare gli Stati Uniti, insieme al presidente democratico.

 

Sono quindi finiti i tempi in cui i repubblicani potevano permettersi di sabotare ogni scelta del Congresso a maggioranza democratica o continuare a votare impunemente, come è accaduto per più di 30 volte negli ultimi anni, l’abolizione dell’Affordable Care Act, la storica riforma del sistema sanitario americano, ottenuta nel 2010 dal democratico Obama.

 

Mitch McConnell, senatore del Kentucky, famoso per aver dichiarato più volte che il suo partito avrebbe dovuto far di tutto perché il primo presidente afro americano fosse un inquilino della Casa Bianca per un solo mandato, è il nuovo leader della maggioranza al Senato.

 

Una posizione di potere rilevante, ricoperta in passato da uomini del calibro di Lyndon Baines Johnson, successore di John F. Kennedy alla presidenza, e che permette a colui che la ricopre di svolgere un vero e propria funzione di codecisione (insieme all'esecutivo) dei destini politici ed economici del paese.

 

Al riguardo va subito messo in luce che i nuovi titolari della maggioranza congressuale non sembrano ancora aver ben afferrato le responsabilità di governo che comporta il loro recentissimo status.

 

Una spia importante della mancanza di consapevolezza del Gop, voluta o involontaria che sia, di ciò che comporta avere il 51 % in entrambe le Camere è evidenziata dai traguardi legislativi che i repubblicani vorrebbero realizzare nel 2015.

 

Il partito che fu di Richard Nixon non vorrebbe solo tornare a mettere in discussione la riforma sanitaria democratica, ma vorrebbe riproporre anche la costruzione del Keystone Xl Pipeline, l’oleodotto che dovrebbe trasportare il petrolio, ricavato dalle sabbie bituminose del Canada, negli Stati Uniti.

 

Una opera pubblica molto avversata dagli ambientalisti poiché rischierebbe di creare notevoli ricadute in termini di inquinamento.

 

Un progetto sul quale Barack Obama ha dichiarato che porrà il suo veto, un rigetto che il Senato potrà superare solo a maggioranza dei due terzi.

 

A parte i rischi ambientali, pur rilevanti, che senso ha sponsorizzare una opera come il Keystone, in un momento in cui il prezzo del petrolio mondiale si avvia a scendere sotto quota 50 dollari al barile e gli Usa sono, già adesso, tornati ad essere il principale produttore di oro nero, grazie anche alla tecnica del fracking?

 

I legislatori repubblicani giustificano le loro scelte dicendo che lo fanno per aumentare l’occupazione e permettere quindi ai cittadini americani di aumentare il loro reddito.

 

Certo, come no.. E allora come mai il Gop non si batte per spendere più soldi pubblici nel migliorare le infrastrutture statunitensi, sempre più precarie e cadenti?

 

Le strade americane sono piene di buche, i ponti crollano e il premio Nobel per l’economia 2008, Paul Krugman, lunedì scorso si faceva la stessa domanda sul New York Times.

 

Del resto, anche spendendo più risorse in infrastrutture si aumenta l’occupazione dei cittadini.

 

Però così non si tutelano gli interessi di gente come i fratelli Koch, titolari delle Koch Industries, magnati nell’estrazione e nella raffinazione del petrolio, che hanno speso milioni e milioni di dollari per far eleggere politici repubblicani chiamati a votare leggi e opere pubbliche a loro favore.

 

In qualche modo la nuova maggioranza repubblicana deve ripagare le cambiali contratte con coloro che li hanno messi lì e che non coincidono con il popolo americano.

 

Tale strada non contribuirà però a creare un clima di coesione e spirito bipartisan che, in un sistema costituzionale diviso come è quello americano uscito dalle elezioni del 2014, sarebbe l’unico in grado di perseguire gli interessi degli americani nel loro complesso e non solo di una piccolissima ricca minoranza.   

  

114° Congresso: il Gop è maggioranza, ma è come se fosse ancora all'opposizione

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