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"2001 Odissea nello Spazio": corollari e considerazioni

Creato il 16 marzo 2013 da Bruno


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Se nel post precedente abbiamo letto il film in chiave metastorica, come trasposizione iconica di un "principio" che da alcuni secoli muove la Storia ( attraverso un moto elicoidale fatto di cicli storici, a loro volta ottenuti tramite la precisa successione di 4 fasi socio-economiche ), vediamo ora più nello specifico alcuni simbolismi, significati correlati e considerazioni corollarie che ne derivano.
Insomma, dopo aver capito che alla Storia viene impresso da alcuni secoli un moto FORZOSAMENTE INDOTTO, dopo averne intuito il perchè, e quale sia la volontà retrostante realmente agente attraverso le forze socio-economiche che piega al suo volere, torniamo a interrogarci sull' aspetto più prettamente filosofico-esistenziale di tale conduzione forzosa, cercando di sbaragliare idee preconcette erroneamente assunte a verità storiche.
In questo troviamo ancora nel film una fonte inesauribile di spunti "appena accennati" che andiamo a sviluppare: l' opera in questo senso è "densissima" di immagini, icone e simbolismi da sviscerare.
I passeggeri sono gentilmente pregati di allacciarsi le cinture di sicurezza ...
L' ALBA DELL' UOMO:  Con l' incipit del film Kubrick pone un chiaro principio esistenziale "di necessità" a far piazza pulita di presunte teorie che vorrebbero un iniziale "Giardino dell' Eden" perduto, un' "Età dell' oro" in cui l' uomo vivesse felice in sostanziale armonia con la natura e il creato.
Secondo Kubrick ( ed anche secondo il sottoscritto ) trattasi di balle belle e buone ( peraltro avvalorate da un principio biblico che trae da tale assunto la giustificazione perfetta per un ben determinato tipo di conduzione "imperiale" della Storia e dell' Umanità, come vedremo parlando del Monolite ). E il fatto che Kubrick, ebreo e protestante, esordisca smentendo così clamorosamente tale assunto, non è cosa di poco conto.
In sostanza questa la ricostruzione più verosimile fatta dal regista di quell' "alba dell' uomo" posta ad introduzione e chiave di lettura dell' intero film:
1) fase 1: gli ominidi, al pari di ogni altra specie animale esistente sulla Terra, sono soggetti alla "legge del più forte", alla "catena alimentare" che vuole che il forte si nutra del debole. Così, pur organizzandosi da subito secondo una spiccata tendenza associativa, tale spirito di branco nulla può contro la fiera che assale il singolo individuo: nel film vediamo la scena di un puma ( o quel che è ) che assale e sbrana un ominide, mentre i restanti non possono che assistere alla scena, impotenti.
Una seconda scena ritrae il puma, vero re, vero anello al vertice della catena alimentare, incontrastato dominatore di tale era storica, al fianco del cadavere di una zebra ( pare ). Gli ominidi devono vivere trovando rifugio in caverne: Kubrick ce li mostra impauriti e sperduti, raggruppati in fondo a caverne caverne dove la loro pur naturale tendenza ad associarsi in gruppo nulla può contro il terrore, comune a tutto il genere animale, di poter "essere mangiati" dal più forte, in quanto per nulla posti in cima alla "catena alimentare" ( altro che età dell' oro !! ) ... 
2) fase 2: il Monolite ( dopo lo analizziamo per comprenderne meglio il significato ) fa la sua prima comparsa sul pianeta, dopodichè l' ominide apprende l' uso dell' UTENSILE: con un semplice osso manovrato a mo' di clava, ecco il nostro ominide svincolarsi da quel primitivo "stato di necessità" e portarsi IN CIMA ALLA CATENA ALIMENTARE: ora non solo può difendersi dall' assalto di altri animali, ma diventare egli stesso "cacciatore".
3) fase 3:  Questo primo passaggio, che porta l' ominide alla stadio di "uomo" ponendolo al vertice della catena e svincolandolo dal primordiale stato di necessità, introduce però un altro problema, di tipo appunto SOCIALE: ecco che lo "stato di necessità" si sposta semplicemente ad un gradino più alto, quello appunto di carattere sociale, ( e al quale siamo TUTT' ORA ANCORATI ), di controllo e dominio sia delle fonti alimentari ( Kubrick ci mostra l' immagine emblematica della lotta tribale che avviene attorno alla pozza d' acqua ) che, appunto, di potenziali gruppi rivali.
Ecco descritto lo stadio attuale dell' evoluzione umana, sostanzialmente ancora divisa in una lotta tribale per il dominio ( ora "sociale" ) della catena "energetico-alimentare": una situazione inizialmente favorita a generarsi proprio dalla naturale tendenza dell' uomo ad associarsi per far fronte alle difficoltà, e che oggi rischia paradossalmente di trasformarsi nella "difficoltà per antonomasia", minacciandone ancora una volta la sopravvivenza stessa: è QUI ( su questo preciso punto, su questa "fissazione" ormai MALIGNAMENTE ANTISTORICA ED ANTIPRAGMATICA ) che il Monolite dovrà intervenire una seconda volta ...
Una parentesi: il fatto che IL PUNTO "EVOLUTIVO" (?) sia sostanzialmente questo ancora oggi, è sottolineato nel film sia attraverso l' immagine dell' osso che, colpito dall' ominide, saltando in aria si trasforma in astronave, sia attraverso la strana insistenza sul particolare del cibo e dell' alimentazione, cui con attenzione quasi maniacale Kubrick apre ogni nuovo scenario del film.
Ogni nuova situazione del film infatti ripropone scene che vedono l' uomo avere sempre variamente a che fare col cibo: dai vassoi con cannuccia della stazione lunare, ai tramezzini sulla navicella di trasporto, alle gelatine variamente assortite che costituiscono il pasto di Bowman sull' astronave che va verso Giove, all' "ultima cena" consumata dall' astronauta nel salone "imperiale" ( va rimarcato ) prima di morire ...
Altra parentesi doverosa: Un' ultima cena in cui a "spezzarsi" non è tanto il pane, quanto il fragile contenitore di vetro che contiene il liquido dissetante ( vino bianco nella fattispecie: anche qui un' immagine "densa" di più significati, di cui uno "cristico" -l' ultima cena- e uno che sottolinea la "fragilità", nonostante tanta raggiunta abbondanza di tecnologia, che pone nella stessa precarietà di ieri un' esistenza che necessita di mangiare, ma anche di bere ... in tutti gli infiniti risvolti fisici e metafisici che si vogliano intendere ).
( E quindi ancora il miserevole stato di abbandono e solitudine a cui approda con lo stadio finale tanto sorprendente progresso tecnologico, una solitudine tanto tragica che diventa palpabile, sia nell' espressione sconfortata ed atterrita di Bowman che "si guarda allo specchio", sia nell' insistenza del respiro come unica colonna sonora che sempre accompagna Bowman, sia nella tragicomica non-comunicazione video che avviene sull' astronave con la famiglia, sia nell' apoteosi della sensazione di abbandono e solitudine che accompagna tutta la scena finale del film, dove unico motivo di speranza diventa ancora il monolite, cui tende il braccio l' astronauta prima del trapasso ... come dico sempre, la "densità di significati" di opere quali 2001, girate APPOSITAMENTE in modo che appaiano in tutto e per tutto come un "sogno", vaghe e difficili da interpretare, senza una trama precisa, è voluta ... e quando si comincia non si finisce più ).  
In senso lato e molto lapidario dunque l' incipit del film va inteso con una semplice, banale e breve frase riassuntiva: "nessun vero progresso sociale, nonostante il progresso tecnologico" ...
L' umanità, dalla primordiale scoperta dell' utensile ( leggi: affrancamento dallo stato di "animale" verso quello di "uomo", affrancamento cui ha contribuito UNA PRIMA VOLTA il monolite ), è ancora sostanzialmente ferma alla lotta tribale per la sussistenza, per il dominio e controllo "sociale" delle risorse, lotta per il dominio che si è via-via configurata in "gruppi tribali" sempre più ampi, fino a raggiungere il gigantismo degli "imperi coloniali", che tuttavia funzionano sempre secondo il primordiale assunto della sopraffazione del forte sul debole ...
E' tempo quindi che il nostro "misterioso protagonista" ( il monolite ) intervenga ancora ... ma di questo ne parliamo col prossimo post.
( CONTINUA NEL PROSSIMO POST )
( PS: per chi lo desidera, alla pagina "Download" è possibile trovare il link per scaricare il pdf de "Il Linguaggio Dimenticato", via maestra e molto comprensibile per affrontare la lettura iconica del sogno e linguaggi preverbali, di cui opere come 2001 sono pregne ).


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