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2011, l’inizio della fine

Creato il 18 gennaio 2011 da Patuasia


E’ stato notato sul blog che l’Amminstrazione regionale si è premurata di mettere stretti limiti allo sfruttamento delle energie rinnovabili che non sia la produzione di energia idroelettrica, a motivo della teorica necessità di “tutelare” il paesaggio. Poiché sappiamo invece i nostri amministratori totalmente indifferenti alla materia, ci è facile indovinare la probabile ragione del provvedimento: solo gli amici, una volta accuratamente definiti gli assetti societari, con particolare attenzione a quelli occulti, potranno intraprendere. Agli altri, niente. Questa bramosia nello sfruttamento di ogni possibile fonte di energia – alle condizioni su specificate – fa riflettere. Una volta era nel settore delle costruzioni pubbliche che si annidava il grosso della trippa per i nostri gatti, poi nei trasporti e nei rifiuti, infine nella sanità. Queste fonti di guadagno sono lungi dall’essere scomparse, come provano molti episodi. Ma sono state appunto sostituite al primo posto, nell’attenzione di chi decide, dall’energia. Possibili molte spiegazioni: la più semplice è che, solidamente impiantati nei settori suindicati, i nostri possono ora dedicare tutte le loro forze a questa nuova manna. Ma, seppur certo vera, questa versione non sembra del tutto esauriente. Sono almeno trent’anni che si parla di microcentrali elettriche, fotovoltaico ed eolico. Perché solo adesso questa accelerazione? Quanto dobbiamo temere è che i più lungimiranti tra i nostri, e senz’altro chi li controlla, abbiano capito che stanno per arrivare anni di magra. Gli USA sono in un abisso finanziario di cui il 2011 comincerà a dare una dimensione più realistica – con il fallimento di molte collettività locali – e che farà sembrare la crisi del 2008 come una passeggiata. A cascata, il problema dei debiti sovrani si manifesterà con tutta la sua acutezza, in specie in Italia. Conseguentemente, ben prima del 2017, arriveremo alla fine degli anni ruggenti del riparto fiscale. Per ora, l’Amministrazione agisce, nascondendo i propri debiti e la propria situazione di crisi nella Finaosta. Ma questo non sarà possibile per sempre, visto che, in ultima analisi, la finanza regionale è dipendente da quella nazionale e quella della Finaosta da quella regionale. Ovviamente, per il resto della popolazione valdostana, quando arriverà la mazzata, non rimarrà niente, se non una struttura produttiva obsoleta, una mentalità collettiva totalmente distorta e spese correnti altissime e improduttive. Per questo il 2011 sarà un anno così importante. Segnalerà in modo inequivocabile quanto molti sospettavano: che siamo fottuti e che questi si preparano a lasciarci un campo di rovine come ricordo del loro passaggio.

Auguri a tutti di buon anno, in particolare al Movimento cinque stelle: dubito in realtà che riuscirà a far molto, ma ci sta provando con tutte le sue energie. In tempi di sconforto, la speranza è un bene preziosissimo e loro dimostrano di averne anche per noi. Bravi!

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