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32 minuti di Porta a porta

Creato il 26 maggio 2011 da Malvino

Troppi partiti, troppe liste civiche, la scheda era un lenzuolone talmente pieno di simboli che il povero elettore ha fatto fatica a trovare quello del Pdl. Col pragmatismo che lo contraddistingue, poco manca che butti lì l’idea di stamparli di dimensioni differenti, in proporzione al numero dei voti raccolti all’elezione precedente, un bel Pidiellone al centro.Questo spiegherebbe il calo del suo partito, ma il calo delle preferenze a 28.000? Sul simbolo della lista c’era scritto il suo nome e quindi l’elettore avrà pensato che bastasse sbarrarlo per esprimere la preferenza in suo favore. Ma sul simbolo della lista non c’era il suo nome, quando ne prese 53.000? In generale, poi, com’è che le cose sono andate tanto male?Colpa delle tv, tutte schierate contro di lui. Qui la balla è così grossa che perfino Bruno Vespa si vede costretto a fargli notare, giusto per darsi un tono da giornalista, che 5 emittenti su 7 sono state multate per averlo favorito. Non fa una piega: gli hanno chiesto un’intervista e non si è sentito di negarla, gli sembrava scortesia. Sì, ma la multa inflitta dall’Agcom? Garantisce che non sarà pagata, deve far pacchetto con la moratoria sugli immobili abusivi da abbattere e col condono delle multe per infrazioni al codice stradale (liberticida non meno di quello civile e di quello penale).
Milano e Napoli sono grandi aziende, hanno bisogno di un sindaco che s’intenda di gestione aziendale. Non vuole esagerare, è evidente, e infatti non chiude il sillogismo, ma lo lascia all’intelligenza degli elettori: solo un imprenditore può fare il sindaco, il governatore, il premier. Infatti, chi vota De Magistris, uno che non ha mai gestito neanche un chiosco di sfogliatelle, non ha cervello. Chi vota Pisapia non ne ha di più, e quel poco dev’essere cervello di frocio, di drogato, di brigatista o di musulmano. Votare quei due è una follia pura, se ne vuole un esempio? Ciò che il governo ha promesso a Napoli, se sarà eletto Lettieri, non le sarà dato, se vince De Magistris. Dimostrata la follia di votare contro la sua indicazione.La sofisticata argomentazione avrà stancato troppo il telespettatore, peraltro è poco applicabile a Milano, che al governo le promesse può estorcerle, dunque stacchiamo un attimino dal ballottaggio e passiamo a parlare dei massimi sistemi nazionali, che è meglio.
Forse non troppo meglio. Il fisco, per esempio. Siamo davanti al fortunato inventore della formula “meno tasse per tutti”, che dunque ha il tema in pugno e potrà finalmente dirci come, quando, con quali coperture. Saranno dettagli, perché gli basta ripetere che lo farà.Anche qui a Vespa scappa un’obiezione (avrà pippato e si sente ardimentoso:) “Scusi, presidente, ma lei è stato eletto per farlo e finora non l’ha fatto” (non così letteralmente, molto più sofficemente, come a sottintendere: quale mala sorte le si è messa di traverso, presidente?). E qui lui s’incazza un poco, come a dire: “Ma che cazzo volete? Meno tasse non si può, son cose che si promettono per prometterle, come quando per troppo idealismo ti scappa un ti amo con una puttana”.
Vespa si morde la lingua, capisce di aver sollevato una contestazione scostumata. Per riparare, passa al caso Ruby, con l’intenzione di offrire: “Ma poi, presidente, come cazzo le è venuto di chiamare in Questura e fare concussione di persona? Non poteva farla fare a un dipendente?” (non così letteralmente, molto più complice, come a sottintendere: lei è una affascinante testa di cazzo, presidente, sarà mica che l’ha fatto in buona fede, per fare una buona azione, per coltivare buone relazioni diplomatiche con Mubarak?).Cross pennellatissimo, arriva il bomber e spara – più o meno – che nessuno gli può impedire di essere spontaneo e generoso. Doppio palo interno: vale come goal anche se ritorna in campo.
Qui cambio canale, sennò sfondo il televisore.
 

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