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A che punto siamo

Creato il 20 settembre 2010 da Fabio1983
A che punto siamoBono si chiede, giustamente, se gli obiettivi della “Dichiarazione del Millennio” dell’Onu (firmata nel 2000) si trovino a un buon punto. I patti vengono stipulati a iosa, ma non sempre rispettati.
Infatti, è il genere di cose fuori dalla realtà che la gente che partecipa ai vertici tende a dire, cavandosela così perché nessun altro vi presta la dovuta attenzione. Nondimeno, l’assemblea del 2000 fu diversa. I firmatari approvarono specificatamente che si sarebbero impegnati a raggiungere obiettivi specifici in un arco di tempo specifico: dimezzare la fame e la povertà nel mondo, offrire a tutti i bambini e le bambine un'istruzione di base, ridurre la mortalità infantile e delle neomadri (rispettivamente di due terzi e di tre quarti) e invertire una volta per tutte la diffusione di Aids, tubercolosi e malaria. Il tutto entro il 2015. Obiettivi che dal punto di vista dell'ambizione si meritano sicuramente un bel “10”.
Un bel dieci si può attribuire anche alla Strategia di Lisbona, rimanendo in ambito comunitario. Si tratta di un programma economico, formulato nel 2000 dai capi di Stato e di governo dell’Unione europea, volto a fare dell’Ue la più competitiva e dinamica economia della conoscenza entro il 2010. Il 2010 sta per chiudersi e noi a che punto siamo? Il programma, rinnovato nel 2005, prevedeva inoltre “posti di lavoro più numerosi e di migliore qualità”. Un obiettivo che, stando agli ultimi dati italiani ed europei, è difficile immaginare centrato. È vero: la crisi economica ha rallentato (o demolito) tante buone idee. Ma delle due l’una. O nel 2000 si optò per una strategia di breve periodo non tenendo conto della reale condizione economica (cosa alquanto improbabile), oppure la crisi ha sconquassato tutti i piani che andrebbero perciò ridiscussi. L’impressione è che nessuno, purtroppo, ce ne renderà conto.

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