Magazine Cinema

A proposito di Davis – La recensione

Creato il 08 febbraio 2014 da Drkino

by · 8 febbraio 2014

Rei di essersi fatti attendere per più di 3 anni, i fratelli Coen decidono di rilanciarsi, con “A proposito di Davis”, in una pellicola ambientata nell’America folk degli anni ’60…

a_proposito_di_davis_trailer
A proposito di Davis si presenta quindi innanzitutto come ritratto di una generazione di giovani scontenta del mero esistere dei propri padri e stanca delle previsioni di un futuro certo e carrieristico. Il punto di vista attraverso il quale ci approcciamo a questo mondo è quello di Llewyn, ragazzo senza un centesimo che tenta di raggiungere il successo musicale respingendo ogni orizzonte determinista imposto dalla morale cristiana su cui poggia il mondo occidentale. La sua sfiancante ascesa su di una scala infinita (allo stesso modo in cui egli si inerpica sulle scale di amici, parenti e conoscenti, per raggiungere un divano su cui passare la notte) è continuamente ostacolata da una sfortuna a cui egli, dopotutto, va incontro costantemente. Vedere il suo continuo inciampare nei medesimi errori è una tortura partorita dal sadismo dei Coen a cui lo sguardo e il cuore di chi osserva vengono incondizionatamente sottomessi.

Llewin è in fuga dalla realtà: non accetta la separazione dall’amico col quale ha iniziato la carriera musicale così come non riesce a tenersi stretta la speranza. Speranza rappresentata da quel gatto che egli continua a inseguire senza tregua. Lo perde, lo ritrova, lo confonde, lo abbandona, per incapparci nuovamente quasi per caso. E solo alla conclusione del viaggio si rende conto che forse quel gatto (il cui nome stesso è evocativo) non è molto diverso da lui e che, al suo stesso modo, il continuo viaggiare alla ricerca di nuove mete lo ha riportato infine sulla soglia di casa.

I Coen proseguono così, con A proposito di Davis, la loro ricostruzione omerica di un viaggio verso casa pieno di ostacoli che reca con sé la crescita interiore. Ricco di riferimenti al periodo storico e alla musica folk, l’avventura di Llewyn, costellata dai personaggi bizzarri e tragicomici tipicamente coeniani, accantona lo stampo umoristico per rifarsi sul genere on the road musicale, delineando la sconfitta costante della speranza giovanile (ancora così attuale, nonostante il gap di cinquant’anni).

fwgr3g3rg
Incapace di reggere il passo con un mondo adulto che la disprezza, essa viene sballottata qua e là quasi senza un apparente motivo, mentre i suoi proprietari, pescatori di aringhe alla costante caccia del proprio obiettivo, camminano ostinatamente su strade buie e fredde tempestate di neve, cantando le proprie sconfitte in pub grigi di periferia.

AMARA BALLATA DELLA SPERANZA

Elia Andreotti

Regia: Joel e Ethan Coen– Cast: Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, John Goodman – Nazione: USA – Anno: 2013 – Durata: 105′

305 visualizzazioni

&size;

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :