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E’ questa la filosofia di Michele Maio, esperto di melanoma. . Non solo il centro dell’interesse è concentrato sull’oncologia medica moderna , l’immunoterapia, ovvero il tentativo di usare il sistema immunitario del malato9 per fargli combattere la guerra al cancro.
Maio studia queste tematiche da sempre , e una grande azienda non poteva che far sperimentare a Siena il suo farmaco dalle uova d’oro : si chiama ipilimumab , è una terapia immunologica contro il melanoma metastico. E sembra che funziona.
Molte metastasi dei pazienti scompaiono e la malattia diventa abbastanza stabile per consentirgli una vita normale. Maio è soddisfatto delle aspettative di questo farmaco e crede di aver dimostrato qualcosa in più : tutti i pazienti entrati nella sperimentazione sono la prova vivente del fatto che la determinazione del paziente è fondamentale nell’affrontare la malattia e che in medicina l’ostinazione paga, così come paga il pensiero eterodosso.
Eterodosso? “Tutti abbiamo sistemi di regolazione delle difese che fanno sì che la reazione immunitaria ci sia ma, a un certo punto , venga spenta” spiega Maio “ Nei malati di tumori lo spegnimento è però deleterio , perché quando il sistema immunitario è disattivato , le cellule malate riescono a crescere e diffondersi. Di qui l’idea di tentare di togliere il freno fisiologico , per avere un supersistema immunitario che riesca a spazzare via le cellule anomale in maniera continuativa , fino alla vittoria finale. Ipilimumab fa appunto questo , permettendo all’organismo di condurre da solo la sua battaglia , e spesso di vincerla , aiutato in certe fasi dalla chemioterapia , che ne potenzia l’effetto”
I risultati ottenuti da Maio e da altri sei gruppi di diversi Paesi che hanno sperimentato il farmaco sono impressionati e la presentazione ad un grande evento medico è stato un trionfo e la terapia è considerata il big shot dell’anno : la sopravvivenza dei malati nei quali la malattia è avanzata è del 46% dopo un anno e del 24% dopo due anni , mentre con la chemioterapia si arriva al massimo al 25% al 14%.
La forza del farmaco è che se funziona contro un cancro , non si vede perché non deve funzionare anche contro altri tumori. Infatti il farmaco è sotto osservazione presso la struttura di Maio e altri sei centri italiani , per vedere gli effetti contro il mesotelioma, i tumori del polmone e quelli della prostata.
I grandi passi fatti, si è iniziato vent’anni fa, sono spesso frutto di traversate nel deserto e di scommesse sulle quali pochi sono disposti a investire. L’immunoterapia oncologica è una di questa. Nel 2004 Maio quando arrivò chiese di chiamare il nuovo reparto Immunoterapia oncologica , proprio perché fosse chiaro, che si intendeva dedicare parte delle energie disponibili alla ricerca e, in particolar modo, all’approccio che punta tutto sul sistema immunitario . I suoi pazienti sono curati in Day Hospital , quindi niente ricoveri. Acnhe questo una novità e un successo.
Gli ambienti , inoltre, sono stati costruiti secondo i canoni più moderni dell’assistenza , con poltrone e letti adatti e laboratori a stretto contatto del day hospital. Tutte le terapie durano qualche ora , passata la quale nessuno ha voglia di restare in ospedale : molto meglio avere a disposizione strutture vicine e convenzionate nelle quali tornare alla fine dei trattamenti , in cui poter ospitare un parente e svolgere una vita normale.
Tutti con la voglia di trovarsi da altre parti e di vivere in maniera normale. Tanto che la grande sala d’aspetto ospita un pianoforte ed è spesso sede di concerti aperti a tutti , personale e malati : si apre su una biblioteca nella quale i pazienti possono trovare sia libri che materiale informativo su come migliorare la qualità della vita , sia l’aiuto di una psiconcologa.
Avere meno letti significa consumare meno risorse , lasciando disponibili per la ricerca e per le terapie più innovative , sempre costosissime. Ipilimumab costa circa 80 mila euro a ciclo (quattro infusioni) , e Maio e i suoi collaboratori sono convinti che sia meglio trovare il denaro per somministrarlo a più malati piuttosto che spenderne per far dormire i pazienti in ospedale.
A sette anni dalla nascita , quella di Siena sembra insomma una scommessa vinta : il centro collabora con molti degli istituti all’avanguardia nello studio delle cure più innovative ed è contattato da quasi tutte le principali aziende farmaceutiche , che finanziano volentieri protocolli sperimentali quando capiscano che hanno a che fare con realtà solide e di alto profilo scientifico.
A tutti i malati vanno garantite buone cure , ma poi i centri che riescono a farlo devono essere specializzate in settori che non si sovrappongono ad altri , e chi li dirige avere l’intelligenza e l’umiltà di ricorrere ai colleghi quando la situazione lo richiede.
COMMENTI (1)
Inviato il 24 novembre a 17:26
E' importante continuare a lottare per contrastare i tumori di tutti i tipi!