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Adéu

Creato il 14 settembre 2012 da Occhiopidocchio

In occasione della festa nazionale di Cataluña, un milione e mezzo di catalani sono scesi in piazza. Una buona parte dei manifestanti hanno rivendicato l’indipendenza al grido di: “Cataluña, nuovo stato d’Europa” .
Il presidente della regione, Artur Más, é apparso determinato a intraprendere il camino verso l’indipendenza e oggi sui mezzi di comunicazione e nelle stanze del potere ci si interroga sul futuro.
La regione catalana, benché debilitata dalla crisi, resta uno dei motori economici e turistici della Spagna. All’avanguardia socialmente e culturalmente. Peró a molti catalani i conti non tornano; si sentono in crédito con lo stato centrale soprattutto dal punto di vista fiscale. In sostanza, considerano di ricevere molto meno di quanto apportano alla Spagna. Quest’argomento é in parte condivisibile e comprensibile perché Paesi Baschi e Navarra godono di un regime fiscale speciale che a Cataluña non é stato concesso. D’altra parte alcuni nazionalisti dimenticano che ci sono altre regioni che apportano allo stato centrale molte piú risorse che Cataluña e che il principio di solidarietá tra regioni é contenuto nella costituzione spagnola.
Secondo i promotori dell’indipendeza, peró, la rivendicazione di una Cataluña indipendente non é solo una “questione di soldi”. Onestamente non gli credo e vi spiego perché. Oggi, eccetto la gestione fiscale, Cataluña gode di un’autonomia pressoché completa.
La lingua catalana é tutt’altro che a rischio di estinzione. E’ presente nelle scuole, universitá, istituzioni e mezzi di comunicazione. La sua sopravvivenza é garantita cosí come la sua diffusione. Questa iper-protezione di cui ha provocato conseguenze quantomeno discutibili. Un paio di esempi. Un negoziante che espone insegne in spagnolo e non in catalano viene multato. Nelle conferenze stampa spesso si parla in catalano; non sorprendetevi, quindi, se durante il TG c’è bisogno di sottotitoli e traduttori sia per Angela Merkel e Cesare Prandelli che per Artur Más y Pep Guardiola. In atti istituzionali sarebbe quantomeno auspicabile che i personaggi pubblici catalani si preocupassero di esprimersi in una lingua comprensibile a tuti i cittadini spagnoli.
Cataluña é dotata di larghissime autonomie nella gestione di servizi sociali, educazione, trasporti, sicurezza, sanitá e politiche economiche.
I partiti nazionalisti e indipendentisti catalani, stanno cavalcando l’onda scagliandosi contro il governo centrale e la cattiva gestione della cosa pubblica spagnola. Dimenticano, forse, che la loro regione é tra le piú indebitate e ha dovuto ricorrere ai miliardi degli aiuti provenienti da Madrid per poter pagare stipendi e mantenere servizi pubblici.
In Cataluña ci sono 7,5 milioni di abitanti, dubito fortemente che la maggioranza si schieri a favore dell’indipendenza cosí come dubito che uno stato autónomo catalano garantizerebbe benessere e ricchezza ai suoi cittadini.
Auspico che i nazionalisti, al di lá di dichiarazioni populiste, costruiscano un progetto serio e chiaro che i cittadini possano giudicare liberamente. Il matrimonio Spagna-Cataluña é in crisi, e per evitare la rottura e tranquillizare l’opinione pubblica, incendiata dai nazionalisti, Madrid dovrá inevitabilmente cedere terreno dal punto di vista fiscale.

P.S. Vi lascio un video di qualche anno fa dove Guardiola spiega che il suo cuore batte solo per il suo paese, la Cataluña.


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