Alcune riflessioni, a freddo, sull’Ici da far pagare alla chiesa cattolica e non solo, come le sedi dei sindacati.

Creato il 13 dicembre 2011 da Slasch16

Come alcuni dei miei più fedeli lettori, amici di blog, sanno ho studiato sia dalle suore che dai salesiani ed è forse per questo che non credo in Dio.
Detto questo sono sempre contrario, a pelle, a tutto ciò che viene da oltre Tevere, dall’intrufolarsi nei letti della gente alle amicizie pericolose che le gerarchie della chiesa frequentano con assiduità dai mafiosi, alla banda della Magliana sino all’ammirazione spesa nelle varie campagne elettorali per il bandito piduista pedofilo e puttaniere,
La doppia faccia della chiesa mi irrita più di uno scippatore ed il peccato originale di questo doppio binario morale è tutto nella confessione che funziona di più e meglio dello scudo fiscale inventato da Tremonti per gli evasori e la mafia.
Come lava la coscienza la confessione non ci riesce nemmeno la lavatrice più moderna e costosa del mondo, sterilizza tutto e ridona un bianco intonso che più bianco non si può.
E’ per questo che ho voluto ragionare a freddo sulla questione dell’Ici per gli immobili del vaticano e non solo, sappiamo che non sono i soli agevolati su questa imposta ci sono pure i sindacati e delle associazioni.
Per adesso mi concentro sui beni della chiesa cattolica.
C’è una bella differenza fra un intero isolato adibito a scuola privata dai preti ed una sede della Caritas, delle comunità di accoglienza o di un convento di frati che distribuisce pasti ed assistenza ai bisognosi, di un oratorio.
Luoghi dediti all’assistenza dei più deboli ed alle famiglie, nel caso degli oratori, e non alla speculazione delle scuole private foraggiate dallo Stato nonostante le rette esose che chiedono o agli alberghi spacciati per luoghi di culto o per ostelli.
Non mi va bene, ad esempio, che sia lo Stato italiano a pagare gli stipendi agli insegnanti di religione, cattolica, perchè la religione è una palestra della mente e quando uno va in palestra è giusto che paghi di tasca sua.
Lo Stato sta smantellando tutta la struttura assistenziale e sociale che la Costituzione gli impone, più che lo Stato direi i governi di destra che sono succeduti e che continuano in questi anni, e molti di questi luoghi sopperiscono alle mancanza di una politica che emargina ed esclude sempre di più le fasce più deboli della popolazione.
Insomma un conto è far pagare l’Ici al complesso scolastico privato cattolico che c’è nella mia zona, un intero isolato che comprende sei vie, ed un conto è far pagare l’Ici alla sede della Caritas che distribuisce pasti, vestiti ed accoglienza alla fascia di poveri che aumenta sempre di più.
Quando sento parlare di chiesa, di educazione sessuale cattolica, di gay, di morale da parte del clero mi salta subito la mosca al naso ma, in questo caso, direi che sarebbe utile che mi dia una calmata e ci ragionassi sopra a freddo, valutando bene le cose, per evitare di buttare via l’acqua sporca con dentro il bambino.
Insomma ci voglio andare cauto, i preti di strada e quelli che sacrificano la loro vita al bene degli altri, degli ultimi, non hanno niente a che vedere con i cardinali che viaggiano in limousine, vietano l’unione degli omosessuali e poi si fanno i ragazzini nelle sagrestie, dopo le ammucchiate del seminario.
E’ una riflessione grezza, veloce, buttata giù al volo sula quale, secondo me, sarebbe il caso di riflettere per non sparare nel mucchio rischiando di sbagliare bersaglio.
Gli immobili sono lì alla luce del sole non ci vuole molto a fare un controllo come si deve per vedere se sono adibiti alla distribuzione  di pasti gratuiti o posti all’asilo da 600 euro al mese.
Voi, cosa ne pensate? 



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