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Allattare al seno, sì o no?

Creato il 14 settembre 2011 da Iannozzigiuseppe @iannozzi

Allattare al seno, sì o no?Allattare al seno, sì o no?

di Iannozzi Giuseppe

Se una donna non vuole allattare il proprio bambino, forse è meglio che non metta al mondo con la complicità del proprio partner dei figli. Se ci sono delle ragioni mediche, di salute, per cui non è possibile l’allattamento al seno è una cosa; se invece la neomamma ha paura di sciuparsi le poppe, allora è tutto un altro paio di maniche a solo favore d’un quadro sociale non poco raccapricciante. In ogni caso il silicone è oramai a portata di tutte e di tutti (maschietti compresi che si fanno imbottire i pettorali che non hanno, le natiche e non solo), per cui basta poco, che ce vo’?, si va dal chirurgo plastico e ci si fa imbottire di silicone nel nome della femminilità, dell’emancipazione, della bellezza fatta di niente.
Ogni donna allatti il proprio bambino come meglio crede, con il latte artificiale o al seno. Ma se il motivo è il ‘lavoro, la carriera, l’estetica’ per cui una madre decide di non allattare il proprio figlio al seno, a me la cosa fa paura e non poco. Si sta andando sempre più verso la disumanizzazione. Se ci sono dei problemi di salute che impediscano l’allattamento naturale, bene, sono io il primo a dire che il bambino può venir su anche con il latte artificiale… Ma se il problema si riduce a: ‘non voglio rovinarmi le poppe, non tengo tempo, devo pensare alla mia dannata carriera (per la serie il figlio l’ho partorito, e che diavolo!, che altro si vuole da me?), ho altro a cui pensare e via dicendo’, diavolaccio!, se questo non è inquietante non so cos’altro potrebbe esserlo. Semmai il problema è che il partner dovrebbe aver la possibilità oltreché la voglia e la volontà di stare maggiormente accanto alla propria compagna e di aiutarla.

La cosa che mi terrorizza è che nel regno animale questi problemi non esistono: l’allattamento è naturale, è la vita, è essere vivi. Per alcune femmine umane invece sembra essere un problema, un problema proprio grosso sì, spesse volte costruito ad hoc. Sia come sia, ogni neomamma è libera di fare le sue scelte, di rifarsi il seno o anche tutta dalla testa alla punta dei piedi, e di non allattare, di pensare anche che non può proprio allattare perché la carriera altrimenti potrebbe andare a farsi fottere. In tutto questo non volere c’è più che altro disumanizzazione prima che una forte mancanza di femminilità. D’altro canto si va sempre più verso la disumanizzazione, in ogni ambito sociale e culturale, per cui non vedo poi troppo lontano il momento in cui la prole verrà prodotta in serie in dei grembi artificiali. Che bellezza, quando accadrà finalmente avremo la parità dei sessi: il grembo artificiale è il futuro, e il figlio ai genitori verrà consegnato a casa quand’è già bell’e fatto, allatto svezzato e istruito, maggiorenne e pronto a sposarsi. Un corpo speciale busserà alla porta di madre e padre e gli presenterà il frutto dei loro poveri lombi dichiarando a gran voce: “Questi è vostro figlio, ve lo facciamo conoscere, giusto per pura formalità”. E sarà così che una lacrima d’orgoglio scivolerà sul volto di mamma e papà, poi un veloce bacio sulla guancia di quel figlio mai sentito veramente, e subìto la porta sparata dritta in faccia. E tanti saluti, perché non c’è tempo per provare delle emozioni a lungo termine.

Chissà quanto diavolo costa farsi gonfiare i bicipiti! Non troppo credo, oramai sono cosette alla portata di tutti, anche dei più disgraziati.

Niente supermadri e superpadri. Essere e restare umani non include in nessuna maniera d’essere super. Super ‘de che’? Se ci s’illude d’essere super non si è umani, si è qualche cosa d’altro. Ma solo in forse. Ci sono madri che non danno manco il biberon ai figli perché non tengono tempo, ma il tempo ce l’hanno per sbattersi dalla parrucchiera o dal chirurgo plastico, eccome se ce l’hanno. Alla faccia delle tanto vituperate veline, attaccate da certi benpensanti sinistrorsi per ogni sciocchezzuola partorita per far ridere e godere il pubblico. E che dire di quei padri e di quelle madri, di quei genitori che dimenticano i figli in macchina per ore e ore? Questi assassini hanno sempre la scusa pronta in canna: “Oh, che disgrazia, m’è morto il figlioletto appena nato. Ma la colpa mica è mia, è che sono sotto stress”. Dico solo: non volete fare i genitori perché avete altro da fare, okay, io sono d’accordo; però non fate i figli per ammazzarli o rovinarli per tutta la vita con dei comportamenti disgraziati. Fate la vostra vita, fate tutto quello che diavolo volete… a me non interessa, ma non mettete al mondo delle anime innocenti per diventare i loro carnefici elettivi.

Restiamo umani.

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