Magazine Diario personale

American Dreamz

Da Gloutchov
American DreamzAmerican Dreamz è un film diverso dagli altri. Gli argomenti toccati da questa commedia irriverente sono davvero numerosi, e nonostante esso faccia davvero ridere, ha un retrogusto amaro che - a mio parere - lo rende speciale.
American Dreamz è un reality alla X-Factor. Giovani talenti vengono raccolti da tutta l'America per una sfida che porterà il vincitore a diventare una stella. Il conduttore, accattivante, sornione, ammiccante, simpatico davanti alle telecamere, è Martin Tweed, un uomo che nella vita privata ha grosse difficoltà con il prossimo, è estremamente cinico, e probabilmente soffre di traumi infantili in quanto spesso cita sua madre con astio. Tra i partecipanti c'è Omer Obeidi, facente parte di una cellula dormiente del regime iracheno, giunto in America con la scusa di incontrare i lontani cugini, ma con lo scopo ben più drammatico di farsi saltare in aria durante la trasmissione, così da uccidere il Presidente degli Stati Uniti, ospite d'eccezione della puntata finale. Sempre tra i partecipanti c'è Sally Kendoo, ragazzina arrivista senza scrupoli dentro, e dolce fidanzatina d'america fuori. Lei farebbe di tutto per diventare una star... al punto da accettare di sposarsi col suo ex, veterano della guerra in Iraq, per piacere di più al pubblico della trasmissione.E il Presidente Americano è una delle chicche di questo film, interpretato da un maestoso Dennis Quaid. Un uomo in crisi depressiva profonda, uscito scoppiato da una campagna elettorale che l'ha proclamato presidente, ma totalmente incapace di assolvere il suo ruolo di capo di stato. Al suo fianco, l'altra chicca del film, è la figura degli zii di Omer, fuggiti dall'Iraq per salvarsi dal regime repressivo, in America diventano ricchissimi, e sicuramente la peggiore rappresentazione consumistica della tipica famiglia ricca americana.
Tutto ciò è farcito da risate e situazioni assurde. Tutto ciò dipinge in maniera sagace, e assolutamente estremizzata, la società capitalistica americana. E' un ritratto severo, anche se fa ridere, e che probabilmente varrebbe la pena analizzare nel suo livello inconscio, quello della critica, per migliorare una situazione che non può certo durare per sempre. Il titolo stesso ne è testimone, richiama il sogno americano... più o meno, come dice la canzone onnipresente nella colonna sonora della trasmissione... american dreamz, dream with the z!
Davvero bello.

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