Caro Conti, non l'ho disturbata per mesi. Ero convinto che le segnalazioni dei lettori sul degrado di Roma avessero fatto breccia nel cuore dei deturpatori e spezzato l'indifferenza degli amministratori pubblici. Che illuso! Nulla cambia: dagli ossessivi cartelloni pubblicitari all'incuria sprezzante per parchi pubblici, dagli spostamenti della politica (con l'arrogante codazzo di scorte, di sirene, palette) alla sporcizia e al graffitismo. Roma è salvata dalla bellezza, dalla storia, da tanti romani che vogliono vivere nella dignità. Non riesco a capire. Roma non è certo Calcutta ma campa nello scadimento. In tutta Europa, i centri urbani affrontano il futuro. Perché non riusciamo a raggiungere standard normali in ogni capitale, da Londra a Istanbul? Perché Roma rimane congelata nell'indifferenza? Quale cancro la corrode? Ne cito due: l'impunità per chi trasgredisce le regole della vita civile; il menefreghismo dell'amministrazione capitolina. Cosa aspetta la cittadinanza a reagire con un romano "mò basta"? (Ambasciatore Antonio Puri Purini)
Gentile ambasciatore, il "mò basta" credo sia stato pronunciato da tempo nei cuori di molti romani. Le domande che lei pone (aggiungerei un quesito sulla violenza che cresce a vista d'occhio) sono ancora senza risposta. Scegliamone, tra tante, una. Il governo ha tentato un primo taglio ai costi della politica. Ma nessuno si è azzardato a dire una parola sull'uso abnorme e indegno di auto blu, palette, sirene. Mai un sindaco, di centrosinistra come di centrodestra, che abbia posto in termini ultimativi al Viminale e a Palazzo Chigi il problema delle scorte che usano le strade di Roma come fossero autostrade deserte. Ma la politica modererà mai la politica? (Paolo Conti) - Link Corriere della Sera