Aspic di prosecco e pesche con latte di cocco

Da Bluaragosta @Bluaragosta


Oogway (voce originale di Randall Duk Kim) e Shifu (voce originale di Dustin Hoffman): "Qualunque cosa tu faccia, quel seme crescerà e diventerà un pesco. Magari tu desideri un melo o un arancio, ma otterrai un pesco!" dal film Kung Fu Panda, 2008

Ogni anno, al momento della fioritura dei peschi, un pesciolino colorato, simile a un petalo di fiore di pesco, compare nel torrente e lo si chiama Pesce fior di pesca (taohuayu). Poiché il popolo cinese spiega tutto poeticamente attraverso il fantastico, c’è naturalmente una leggenda popolare anche per questo pesciolino, la quale dice che Zhaojun venne promessa, per ragioni di stato, in sposa a un capo mongolo. Dopo aver detto addio alla sua famiglia, ella discese in barca il Torrente Profumato, iniziando così il lungo viaggio che, al di là della Grande Muraglia, l’avrebbe condotta dal suo sposo mongolo. Colma di tristezza, ella prese il suo pipa e iniziò a cantare il suo profondo amore per i genitori e la sua terra natale che non avrebbe mai più potuto rivedere. La sua melodia fu così commovente che tutti i fiori di pesco che bordavano il torrente lasciarono cadere i loro petali, i quali, toccando l’acqua, si tramutarono istantaneamente in pesciolini Fiori di pesca. (cit. dal sito tuttocina.it)

     Le leggende cinesi sono sempre molto poetiche. Ma di fatto la pesca è uno dei frutti estivi più buoni, anche se a me la frutta estiva piace quasi tutta. D'altra parte il famosissimo cocktail Bellini, creato da Cipriani all'Harry's bar di Venezia, sposa perfettamente sia la pesca che il prosecco. E siccome stanno tanto bene insieme, io ne ho fatto un dessert. E anche se un pochettino laborioso, mi hanno affascinato molto i pezzettini di pesca che sembrano volare nel bicchiere come satelliti.  Ma soprattutto mi sono goduta le facce dei miei ospiti.
INGREDIENTI:
per 4 persone
  • 1 bottiglia di prosecco
  • qualche cucchiaiata di zucchero
  • una pesca tabacchiera
  • 4 fogli di gelatina
abbinamento vino
  • lo stesso prosecco, obviously
PROCEDIMENTO:
     Iniziamo cubettando la pesca. Anzi, prima mettiamo i fogli di gelatina in una ciotola con dell'acqua fredda, così mentre facciamo tutto hanno tempo di ammorbidirsi. La gelatina deve stare in ammollo almeno una decina di minuti. 
     La misura dovrà essere piccolina, perché questi cubetti verranno messi in un flûte, che come sappiamo è stretto, quindi dovrà esserci abbastanza spazio intorno. Io ho usato una pesca tabacchiera, o saturnina, perché sono le pesche che adoro in assoluto. Ma va bene anche una normalissima pesca gialla. Sconsiglio invece le pesche noci perché troppo dure, mentre è molto bello mettere in bocca una cucchiaiata di gelatina di prosecco e sentire che scoppia in bocca il cubetto di pesca, morbidissimo e succoso. 
Una pesca per 4 bicchieri basta e avanza. 

     Adesso prendiamo un pentolino e versiamoci il prosecco. A me è servita giusta una bottiglia per riempire i 4 flûte, che sembrano piccolini però contengono bene. Non abbiamo bisogno di far bollire il prosecco, ma solo di scaldarlo per permettere alla gelatina di sciogliersi. Prima di mettere la gelatina, assaggiamo e regoliamoci con lo zucchero. Non ho messo le dosi perché io in genere non eccedo mai con sale e zucchero, ma chi vuole un dessert più dolce può tranquillamente regolarsi a proprio gusto.
     Una volta trovata la nostra dose di zucchero ideale, mettiamo i fogli di gelatina ben strizzati e mescolando facciamo sciogliere bene il tutto. A questo punto inizia la parte del lavoro NON faticosa, ma... diciamo... noiosa, perché dovremo fare strato per strato e aspettare che lo strato precedente si solidifichi. Facciamo il primo strato:
  1. Con un mestolino metto il prosecco sul fondo del flûte, uno strato di pochi millimetri e basta, e metto in frigo a far rassodare la gelatina.
  2. Quando la gelatina sul fondo è rassodata, metto un cubettino di pesca e copro con altro prosecco. Via in frigo a rassodare anche questo strato.
  3. Continuiamo così fino alla fine, mettendo quanti cubettini vogliamo, 1, 2 o 3 al massimo, copriamo col prosecco, e facciamo rassodare in frigo, o nel freezer, ci mette meno tempo.
     Non è assolutamente difficile, bisogna solo starci un poco dietro. L'unica accortezza che dobbiamo avere è che lo strato precedente deve essere ben solido, e il liquido che mettiamo per fare lo strato successivo non deve essere né bollente né caldo, ma appena appena tiepido, se no scioglierebbe lo strato precedente e buonanotte! Se vediamo che nel pentolino si sta rassodando, non dobbiamo fare altro che riaccendere il fuoco e scaldarlo per pochi secondi.
     Ed ecco fatto! Io l'avevo servito con un'altro dessert, una coppa di passion fruit, perché solo l'aspic di pesche e prosecco mi sembrava poco. Ma se alla fine, prima di portarlo a tavola, ci versate sopra due dita di latte di cocco bello freddo, l'illusione di una flûte di champagne con questi strani cubetti che volteggiano quasi sfidando la forza di gravità è veramente spettacolare! E anche il sapore è ottimo, perché risiede tutto nella sua semplicità.





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