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Attentato Brindisi: il colpevole per tutti, il colpevole di tutti? No, si ricomincia.

Creato il 08 giugno 2012 da Nottecriminale9 @NotteCriminale
di Simona Zecchi
 Il presunto attentatore Giovanni Vantaggiato «nasconde un complice e forse anche un committente». Il Procuratore De Nozza a Notte Criminale «si sta indagando anche sui precedenti attentati che lo hanno visto coinvolto ma è ancora tutto da verificare»
L’ uomo arrestato mercoledì 6 giugno per l’attentato avvenuto a Brindisi presso l’istituto scolastico Morvillo-Falcone del 19 maggio scorso è ancora sotto torchio. Molti i dettagli e le prove a suo carico ma il movente continua a non convincere 
Attentato Brindisi: il colpevole per tutti, il colpevole di tutti? No, si ricomincia. Quel sabato di un anno scolastico quasi al termine, trasformatosi in una mattinata di sangue e fogli sparsi, ha avuto una parziale rivincita: la voglia di giustizia se non altro si è placata e tutti a casa. Tutti meno i genitori di Melissa Bassi (la studentessa vittima di quel feroce gesto) ai quali certo non sarà restituita; né il terrore e le ferite delle cinque ragazze coinvolte sono ancora rientrati o riemarginati. 
 Per l’ex benzinaio di Cupertino, che già alcuni titoli strillano e definiscono come l’”uomo delle bombe”, è arrivato il decreto di fermo firmato dal Procuratore della Repubblica Cataldo Motta e i sostituti procuratori De Nozza e Cataldi (documento-fonte La Repubblica.it, decreto nella foto)
. I punti essenziali dell’inchiesta che hanno portato a questo risultato sono riassunti nella confessione che l’imprenditore in pensione e a quanto pare ricco possidente ha fatto agli inquirenti: la fabbricazione dell'ordigno, l'averlo trasportato e posizionato dinanzi alla scuola, l'aver pigiato il tasto del telecomando per farlo esplodere.  Secondo quanto riportato nel fermo, “in sede d’interrogatorio Vantaggiato ha ammesso la sua diretta partecipazione all'azione criminale, ma non ha voluto indicarne il movente”. Inoltre l’uomo, recita sempre il fermo, ha assunto un atteggiamento, «tendente ad occultare il concorso di altri nonostante si sia lasciato sfuggire durante l’interrogatorio l’uso del plurale con riferimento al trasporto e alla collocazione del bidone con l’ordigno esplosivo.»
 Da questo gli inquirenti ritengono che ci sia «il coinvolgimento di altri» e presumibilmente «l’esistenza di un committente». Gli elementi che hanno portato al fermo ben prima della confessione sono tre: le due auto nella disponibilità dell'uomo, che sono state viste nelle vicinanze della scuola la sera prima e il giorno stesso dell'attentato; il cassonetto usato per nascondere le bombole, del tipo usato da alcune amministrazioni salentine per la raccolta dei rifiuti; infine il rischio di reazioni pubbliche che il presunto attentatore potrebbe correre. 
 L’ultimo indizio a suo carico è la telefonata intercettata fra Vantaggiato e la moglie quando, prima dell’arresto, gli inquirenti andarono a parlare con lui presso il deposito di carburanti dove lavorava. L’uomo perentoriamente ordinava alla moglie di far sparire la Punto bianca ripresa nel filmato, mentre la donna le ripeteva inutilmente che non era possibile. La tesi della vendetta privata perde mano a mano colore e forza anche perché l’uomo risulta essere il proprietario di diversi appezzamenti di terreno, sparsi fra Copertino e i paesi limitrofi, come di appartamenti, negozi proprio a Copertino e di una barca pagata negli anni ’90 oltre un miliardo di lire. (Fonte Brindisi Report).
 Attentato Brindisi: il colpevole per tutti, il colpevole di tutti? No, si ricomincia.Non sembra dunque plausibile che il mancato riconoscimento economico ottenuto solo, a suo dire, parzialmente possa essere considerato un movente concreto fino a compiere un gesto così definitivo e forte. Vantaggiato non ha più la fortuna imprenditoriale di una volta ma la sua vita non ha subito grandi scossoni a livello economico. L’uomo ha un nome comune nel Brindisino e importante in tempi di contrabbando di sigarette e armi, tempi in cui perse la vita il boss Sante Vantaggiato. 
Come ha dichiarato il dottor De Nozza «rivolgersi al mondo locale ed extra territoriale della criminalità organizzata era un atto dovuto considerando l’impostazione iniziale delle indagini, ma poi i fatti hanno vista altra piega» e proprio per questo i PM hanno ritenuto di dover sentire il collaboratore di giustizia Ercole Penna arrestato nel 2010 e considerato un pentito di spessore per la direzione distrettuale antimafia di Lecce. Ne parla in dettaglio Mara Chiarelli nel suo libro “Sacra Corona Unita – I camaleonti della Criminalità italiana” (Editori Internazionali Riuniti, 2012). 
Il dottor De Nozza ha espressamente chiarito però che non vi sono collegamenti con organizzazioni criminali o di altro tipo. « I fatti che si riferiscono al 2008 e al 2011 – continua De Nozza - e che vedono Vantaggiato coinvolto in reati contro un pregiudicato sono in corso di verifica». Secondo il quotidiano on line Brindisi Report, l’uomo risulta essere un gran conoscitore di esplosivi per aver fatto gavetta in Germania nella realizzazione di detonatori elettronici e telecomandi. Infine i precedenti: un attentato esplosivo nel 2008 e due incendi nel 2011, tutti, come riportano le fonti ANSA, rivolti verso un unico uomo, Cosimo Parato di Torre Santa Susanna, terra del Clan Bruno. 
La vittima aveva precedenti penali per truffa. Un uomo tutt’altro che sprovveduto dunque Vantaggiato e che, a detta degli inquirenti, sta coprendo qualcuno. Fermo nell’individuare gli obiettivi e nel preparare le situazioni pre e post attentati da solo o con il concorso con altri, come il decreto di fermo attesta chiaramente.

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