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Attenti a quella banconota e altre cose Nor-ma-lis-si-me

Da Sfollicolatamente
Attenti a quella banconota e altre cose Nor-ma-lis-si-meEccola qua, guardate che bella, la banconota da 500 euro: la piu' ricercata, la piu' elusiva, la piu' preziosa.
Ma al momento, diciamocelo, anche la piu' sfigata.
Che qui non si sa se la Grecia scoppiera', se l'euro andra' ammale, se tra qualche mese in Italia per comprare una pagnotta si dovra' andare dal panettiere con la carriola piena di banconote, o anche col lingotto d'oro.
E allora, in questo clima di confusione, Dear Husband mi ha appena comunicato il suo astutissimo pensiero.
Dice che dobbiamo evitare le banconote che cominciano con la Y, perche' a quanto pare, quelle son state emesse in Grecia. Quindi, si puo' dire che nel gruppo di euro-banconote, gia' sfigate di per loro, quelle con la Y sono le piu' sfigate di tutte. Nel senso che se la Grecia salta, poi quelle banconote li non valgono piu' niente (perche' andranno convertite in dracme, o soldi del monopoli, o monetine di cioccolato, non ricordo bene). Quindi, badate bene, lasciate perdere i piani di investimento, non ascoltate quella 'culona' della Merkel, date retta a Dear Husband: sbarazzatevi delle sfigatissime banconote. Immediatamente!
Spendete, datevi alla pazza gioia, o in alternativa, mandatele pure a me, che mi sacrifico. Ma mi raccomando: non tenetele li a marcire!
Eh, non c'e' che dire, sono fortunata ad avere un marito con un tale acume economico, vero?
Comunque, siccome le fortune non arrivano mai da sole, ecco qui un breve sunto degli altri, rocamboleschi, eventi di questa settimana.
Anzitutto, e' tornata Vanna Marchi dalle vacanze.
Tutta abbronzata e brillantinata, pronta a riprendere in mano il timone, dopo una deriva dovuta alla sua sostituta, una esile signorina con un filo di voce acuta e impercettibile (che neanche Tigro avrebbe potuto percepire i suoi ultrasuoni) che non ce la faceva proprio a mimare gli esercizi a bordo.
Insomma, in balia di questa gatta morta, attendevo con ansia perfino il ritorno di Vanna Marchi. La quale, mentre tutte le altre impanzate si immergevano in vasca, e vedendomi gia' immersa e gongolante a crogiolarmi abbarbicata all'unico jet dell'idromassaggio, mi chiede con aria innocente
"Ma tu sei dei nostri?".
"Maccome, ma Vanna, ma non mi riconosci? Sono Sfolli, la tua pupilla, il tuo fiore all'occhiello, il bersaglio delle tue sadiche mire valchirie!"
"Aaaah Sfolli, si si mi sei mancata, mi chiedevo 'Dov'e' finita la mia amica?'", dice Vanna, mentre agita le braccette ciccette mettendo in azione un moto perpetuo di mammelle sballonzolanti.
Bene, comincia la lezione. Vanna mi prende un piede e me lo riposiziona, non senza farmi notare che quel calletto li andrebbe curato, che poi senno' sai che guai quando dovro' stare in piedi tutto il giorno ad occuparmi di Picco.
Io dentro di me penso
'Sorridi Sfolli, tu non pensare e sorridi, e' tuto normale, nor-ma-lis-simo'.
Ma poi, la chicca della giornata:
"Dai, Sfolli, apri quelle gambe, che sembra che stai STRINGENDO UN PISELLO TRA LE GAMBE!"
O_o Bentornata Vanna, ci sei mancata O_o
Poi c'e' stata l'affanosa ricerca di un centro yoga che mi prendesse a fare lezioni normali, ossia non quelle di 'Motorieta' / Ginnastica dolce pre-parto".
Che io ormai le zen ciofeche le riconosco a mille miglia.
Io la sento la puzza di 'Incontro & Condivisione' spacciata per ginnastica.
A me non mi fregate, oh mie donnine finte hippie patite del Cerchio dell'Energia.
Io vi riconosco subito dall'aspetto un po' attempato, le labbra rifatte, la fronte al botox, il gioiello di lusso abbinato alla tutina rosa shocking e le scarpe bianche immacolate.
E lo so che voi e io non abbiamo nulla da condividere.
Io voglio fare yoga vero. Quello dove si suda, quello dove ci si stira la schiena su su in alto che piu' in alto non si puo', quello dove si sta in stirate nella stessa posizione per lunghi e interminabili minuti, quello dove impari che la mente e la respirazione possono comandare al di sopra del corpo che fa i capricci lagnosi, quello che ti addestra a rimanere solida mentalmente anche quando compare il dolore.
Quello, insomma, che ti prepara a partorire.
Ma la befana finto hippie del centro piu' radical chic del borgo pedemontano ha altre idee.
Lei dice che io, piu' che gli incontri di Armoniosa Condivisione e Catarsi Collettiva non potevo frequentare. Di fare attivita' fisica vera e propria, neanche a parlarne. Dice che ora devo cominciare a pensare a Picco e non a quello che voglio io. Che devo abbandonare questo atteggiamento egoista.
Ego-cosa?!
Mi sale il sangue al cervello, ma mi ripeto:
'Sorridi Sfolli, tu non pensare e sorridi, e' tuto normale, nor-ma-lis-simo'.
Le dico pacatamente che e' risaputo che l'attivita' fisica innesta un circolo virtuoso di benessere mentale e fisico, e che questo sicuramente a Picco fa bene. Che yoga, alla fine, lo faccio per Picco.
Lei scuote la testa e mi chiede che tipo di esercizio facevo prima di rimanere incinta.
Io le snocciolo i Magnifici Cinque: yoga, pilates, acquagym, aerobica, step (che come si dice dalle mie parti, sono studentessa e c'ho buon tempo).
Lei mi guarda tra l'incredulo e l'inorridito, e mi dice, testuali parole
"Ah, ma allora sei TROPPO SODA. Guarda che non va bene, poi fai fatica a partorire", e soddisfatta di questa saetta, scuote la testa accondiscendente facendo berluccicare gli orecchini d'oro massiccio.
Che dire, piu' che inchinarmi, non tanto per cotanta saggezza quanto per raccogliere la mascella ormai a terra, non posso che battere la ritirata.
E andare a srotolare i mio materassino nel primo parco che trovo nella mia ridente e illuminata cittadina.
Almeno li non devo sentire queste cazzate. E poi e' gratis.

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