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Augusta: la battaglia di don Prisutto

Creato il 27 novembre 2014 da Giornalesiracusa

don prisutto

Siracusa news: Venerdì come ogni ventotto del mese, nella sempre gremita Chiesa Madre di Augusta, don Palmiro Prisutto dedicherà la messa serale ai tanti concittadini morti di tumore dall’inizio dell’anno ad oggi. Durante la predica il parroco reggente elencherà più di seicento nomi, uomini donne e bambini, indicando per ognuno l’età, la professione e il tipo di cancro che ne ha causato la morte. La sensazione è quella di assistere alla lettura di un bollettino di guerra in una zona che, apparentemente, in guerra non è. I nomi si susseguono uno dietro l’altro, paiono non finire più, ed è chiara la percezione che dietro ogni nome c’era una vita, una famiglia, un passato ed un futuro negato.La scelta del ventotto di ogni mese non è casuale: si tratta di un riferimento alla “Festa dei Santi Innocenti” che si tiene il ventotto dicembre, una sorta di omaggio del sacerdote ai morti della città.

L’obiettivo di Don Prisutto è che un giorno venga ad assistere alla celebrazione anche Giorgio Napolitano e, a tal proposito, il coraggioso prete di provincia ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica in cui racconta quello che accade ad Augusta, ma anche a Priolo e Melilli.

“Su questa strage c’è un silenzio che dura ormai da troppo tempo ed è ora di romperlo– spiega Padre Palmiro – I nostri morti di cancro e i nostri bambini malformati attendono giustizia, per questo richiedo un intervento delle istituzioni. E’ una strage nazionale che deve essere riconosciuta dallo Stato Italiano, come è avvenuto per le Foibe o Marcinelle. Non possono esserci morti di seria A e morti di serie B in base alla convenienza politica.”

raffineria-veleni

A supporto della sua battaglia contro l’inquinamento del polo industriale il sacerdote ha lanciato anche una petizione sul sito change.org, in cui ha raggiunto le 6.200 firme a sostegno del suo appello a Napolitano. Ad ogni firma corrisponde anche una mail che è stata indirizzata agli uffici della Presidenza della Repubblica.

In tanti si sono uniti al combattivo prete che resiste alle critiche e prosegue dritto per il miglioramento delle condizioni di vita e lavoro nella provincia siracusana, augurandosi presto l’intervento dello Stato: “Ci vuole una legge per Augusta perché la città si trova in una situazione unica, non possiamo accettare una mortalità per cancro che superi la soglia di normalità.Non si può più scegliere tra lavoro e salute, oggi sarebbe possibile avere entrambi se tutti quelli che in queste zone hanno lucrato per anni accettassero di diminuire il loro profitto. Dobbiamo creare una coscienza comune, qualche risultato c’è già. Fino a qualche anno fa i nostri morti di cancro erano solo fantasmi, oggi hanno un nome e un cognome. Nel muro di omertà piano piano si stanno aprendo delle crepe.”


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