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Baseball: La Federazione fa spazio ai giovani: intervista a Mannucci, Presidente FIBS

Creato il 05 marzo 2015 da Sportduepuntozero

manMarco Mannucci è il più giovane Presidente di Federazione in Piemonte (poco più di 30 anni) e il baseball ce l’ha nel sangue da quando è nato. Suo nonno era il Presidente del Torino Baseball già negli anni ’60 e, anche se nessuno in famiglia lo ha spinto a proseguire la tradizione, non ci si stupisce che sia stato lui stesso a voler iniziare a praticare questa disciplina così poco comune in Italia.

Marco inizia a 8 anni e nella sua carriera agonistica arriva a giocare fino alla serie A2. Nel 2006 tenta il colpo di una vita negli States, ma non ce la fa e così torna in Italia, dove prosegue a giocare fino al 2009.

La sua passione per questo sport, però, lo spinge sin da subito a organizzare tornei per far conoscere questa disciplina alla gente e piano piano finisce per gestire il più importante campo da baseball di Torino: il Passo Buole. Da lì alla candidatura come Presidente FIBS il passo è breve e, da novembre 2012, si ritrova alla guida di questo piccolo, ma fondamentale comitato regionale.

“E’ un ruolo molto impegnativo che richiede tanto lavoro e sacrifici. Il nostro è uno sport di nicchia e non abbiamo sicuramente la visibilità che hanno altre discipline. Ciononostante ad oggi siamo riusciti a mettere su alcuni progetti importanti come ad esempio l’Accademia Piemonte, prima e ancora unica accademia regionale in Italia”, spiega orgogliosamente Mannucci.

Quando parla dell’Accademia gli si illuminano gli occhi ed è palese che si tratti del fiore all’occhiello della federazione regionale. Si tratta di una scuola d’ eccellenza dove i migliori prospetti della regione dai 12/16 anni si allenano insieme a tecnici di alto livello 3 volte la settimana per un anno. Ma la formazione elitaria non coinvolge solo gli atleti: ogni fine settimana, gli allenatori vanno in giro per il Piemonte a fare dei clinic nelle società.

Se da una parte dunque, le cose vanno più che bene per il baseball giovanile, Mannucci e colleghi devono vedersela con la disastrosa situazione del softball. Un gigantesco paradosso, in quanto nel capoluogo sabaudo ha sede la società di softball campione non solo d’Italia, ma d’Europa: il Rhibo La Loggia. “Purtroppo, adesso, stiamo avendo grandissime difficoltà nel reclutamento di bambine. La Loggia è un’entità a parte: loro sono stati molto bravi a trovare gli sponsor giusti, a creare una squadra eccellente e a far appassionare un piccolo paese. Ma sfortunatamente quella realtà non rappresenta in alcun modo la situazione della nostra regione. Da una parte, quindi, ci sono dei risultati di altissimo livello, mai ottenuti prima; dall’altra, a parte quella società, non abbiamo più bambine”.

Sicuramente il baseball e il softball non sono sport radicati nella cultura nazionale e per far si che la gente ci si avvicini serve, come sempre, una buona comunicazione. “Noi, in fin dei conti, per essere “un gruppo di volontari” abbiamo un discreto ufficio stampa e riusciamo a comunicare abbastanza bene i nostri sport. Certo, come sempre, se il budget fosse più alto potremmo fare quello step in più che, a volte, è la chiave per avvicinare un bambino o una bambina. La voglia e la determinazione ci sono, ma su questo aspetto dobbiamo cercare di fare di più”.

Che modo migliore c’è di sponsorizzare uno sport se non organizzando eventi? Mannucci lo sa bene e, infatti, anche quest’anno in concomitanza con l’inizio del campionato,domenica 29 marzo al campo Passa Buole, ci sarà l’Open Day: tutte le squadre di baseball e softball piemontesi si sfideranno nello stesso campo, per una giornata all’insegna di questi sport. Ma non solo: “quest’anno ho voluto portare a Torino il Torneo delle Regioni. È una delle manifestazioni nazionali più importanti di baseball dove si sfidano 40 selezioni regionali di tutte le categorie giovanili. Si svolgerà a fine giugno”.

Accademie giovanili, reclutamento, comunicazione ed eventi: Mannucci e consiglieri lavorano tutti i giorni con passione e dedizione per radicare e rilanciare uno degli sport americani per eccellenza che in Piemonte sta comunque ottenendo altissimi risultati soprattutto nel settore femminile.

Gli italiani si sa, amano la pizza e il calcio. Ma l’esperienza di andare per una volta allo stadio tenendo in una mano un hot dog e nell’altra un guantone gigante guardando un match diverso è qualcosa che tutti dovrebbero provare. Poi, magari, chissà, si scopre che urlare “STRIKE” è addirittura più coinvolgente del solito “GOAL”!


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