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Basket: Ron Lewis si presenta e anticipa il match di domenica

Creato il 05 dicembre 2014 da Sportduepuntozero

Ron Lewis - Foto Diego BarbieriRonald (Ron) Lewis è l’ala americana della Manital PMS Torino classe ’84 e, per gli appassionati di questo sport, non ha bisogno di grandi presentazioni.

Nato a Chicago (U.S.A.), Ron è cresciuto e ha passato la maggior parte della sua vita a Columbus in Ohio e, proprio in questo stato ha frequentato anche il College, Ohio State University.

Dopo aver finito l’università e aver partecipato con ottimi risultati al campionato di NCAA, Lewis è volato in Europa dove ha vestito le maglie di ben 7 squadre girando parte del vecchio continente fino ad arrivare in Medio Oriente (Turchia e Israele). Nella stagione 2013-2014 sbarca a Brindisi nella massima serie italiana e finisce il campionato con in bottino 10.5 punti di media a partita e 3.3 rimbalzi. Oggi, l’ala statunitense è in forza alla squadra torinese e, al momento, è il secondo marcatore della lega con 215 punti totali.

Ron racconta di aver scoperto il basket grazie al fratello: “non ho iniziato proprio da bambino. Quando ero piccolo mi piaceva il football”. Il football americano ovviamente. “No, no. Anche il football americano, ma alle elementari mi piaceva il calcio. Lo so che è strano per un americano, eppure è così. Il basket l’ho conosciuto intorno ai 12 anni. Mio fratello più grande ci giocava da tanto e ha iniziato ad insegnarmelo”. Il fratello adesso non gioca più, allena i ragazzini ma Ron afferma con convinzione che lui è diventato un professionista grazie a lui.

Piano piano il ragazzo di 195 cm si rende conto di essere bravino con la palla a spicchi e il sogno di poter giocare per lavoro inizia ad avverarsi. “Quando ero più piccolo non sapevo cosa avrei fatto da grande, diciamo che ho vissuto la mia gioventù tranquillo, divertendomi con gli amici, praticando tutti gli sport possibili senza pensare troppo al futuro. Poi, quando ho iniziato a giocare un po’ più seriamente, per esempio al College e a vedere i risultati, ho capito che quello sarebbe stato il mio lavoro”. E proprio quando parla della sua esperienza universitaria iniziano ad illuminarsi gli occhi: “wow. Il College è stato fantastico. Ho dei ricordi meravigliosi, mi sono divertita tantissimo. Giocare nell’NCAA Tournament è stato incredibile: giochi per la tua scuola, vengono migliaia di persone a tifare per te, c’è la tv nazionale che ti riprende. Amazing!”.

Dal college all’Europa. Otto anni, otto squadre diverse a tanti km di distanza dagli States. “Mi manca casa ovviamente, però faccio quello che amo e mi sto trovando molto bene qui. Finchè la mia carriera cestistica andrà avanti, non avrò alcun problema a spostarmi. Il basket è la mia vita. Una volta finito, certo, tornerei al volo a casa e poi, non so, magari aprirò un ristorante o un negozio. Vedremo, per adesso mi concentro sulla pallacanestro”.

E non c’è alcun dubbio che Ronald si stia concentrando. La PMS, si sa, dopo un inizio stagione poco convincente ha carburato e ingranato salendo in seconda posizione, ma l’ala tiratrice ha sempre regalato prestazioni senza sbavature anche nei momenti bui iniziali. “Siamo una squadra nuova e avevamo bisogno di un po’ di tempo per prendere le misure tra di noi. Dovevamo solo conoscerci meglio e adesso, partita dopo partita, lo stiamo facendo e i risultati si vedono. Io ho sempre segnato nella mia carriera, ma per me fare tanti punti se poi non vinciamo non significa niente. Adesso è diverso: io faccio i miei punti (più o meno a seconda del match, non sono sempre il top scorer!), i miei compagni ne fanno altrettanti, vinciamo le partite e siamo una squadra molto temibile. Questo è la cosa che mi rende più felice di tutte”.

Domenica una trasferta impegnativa per Lewis e compagni; Agrigento a 10 punti in classifica, arriva da due sconfitte consecutive e avrà sicuramente il coltello tra i denti. Giocare fuori casa è sempre più difficile ma Ron sembra molto determinato: “scenderemo in campo concentratissimi e dovremo cercare di difendere forte come abbiamo fatto nelle ultime partite. Dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo fatto finora, non abbiamo bisogno di cambiare niente, solo rimanere concentrati tutti i 40 minuti. Io, devo essere sincero, amo le trasferte. Certo home is home, ma la sensazione di vittoria fuori casa, dopo che hai scioccato il pubblico avversario, è stupenda. La trasferta richiede una concentrazione e una mentalità diversa e probabilmente da queste difficoltà ricavi maggior soddisfazione quando vinci”. E noi, non possiamo che auspicare, che queste soddisfazioni arrivino anche domenica.

MONCADA AGRIGENTO – MANITAL PMS TORINO

Domenica 7 dicembre, ore 18.00, PalaEmpedocle, Porto Empedocle (AG)


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