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Berlusconi, indirettamente

Creato il 20 settembre 2011 da Vpostulato @luballets
Scrivo per stemperare il nervosismo che mi è venuto guardando una mezz'ora della trasmissione di Lerner, su La 7. Si parlava di Berlusconi ma non è direttamente di lui che vorrei discutere. Il discorso riguarda Berlusconi ma indirettamente.
Il nervosismo mi è montato a seguito di un discorso fatto da due studentesse che erano tra il pubblico e che sono state intervistate modello santoro per far capire quello che è il punto di vista dei giovani sulla faccenda e su quali siano le conseguenze "ambientali" o sociali che la faccenda crea (domande del tipo: "Quanto vi sembra che conti la bellezza tra i vostri coetanei?").
Il succo del discorso delle due è stato che Berlusconi - con questi fatti ma ancor prima con i trent'anni di televisione - ha creato un tale clima per cui i giovani - incerti nella loro giovane età - cadono vittime di situazioni spiacevoli in cui alla fine si prostituiscono (in senso letterale ma anche non) a questi orchi cattivi che sono costantemente in agguato. Ancor più, la crisi e la mancanza di
lavoro attuale fanno sì che questi poverini - deboli e incerti, che forse ancora non sanno bene distinguere il giusto dallo sbagliato - si trovino ad accettare compromessi che altrimenti non avrebbero accettato. Insomma, la sostanza è: berlusconi colpevole due volte (nei fatti attuali e nel mondo che ha creato), vittime le povere ragazze.
Quello che mi fa incazzare è questo eterno salvagente nel quale noi (?) giovani pretendiamo di vivere. E non è un discorso soltanto legato a questo fatto ma che rivedo in una valanga di altre situazioni. Personalmente - se mi guardo indietro - mi sento responsabile nel bene e nel male di ogni minimo fatto che ha riguardato la mia vita. Non voglio negare che l'ambiente in cui sono cresciuto (televisivo o familiare) non possa avermi influenzato ma è stato un fatto esattamente uguale al fatto di essere nato in Italia piuttosto che in mezzo all'amazzonia. Uno lo accetta per buono e quello che è è, e da allora ognuno fa quello che vuole e quello che riesce.
Esempi: noi matematici usciamo dall'università e ci lamentiamo che non si trova il lavoro tagliato esattamente su ciò che uno ha studiato.. Lo sapevamo anche prima che non c'era.. Cazzi nostri! Gente che rimane in università o che vuole insegnare a scuola nonostante sia chiaro che prospettive non ce n'è solo perchè quello è il lavoro che ti piace fare: e se piacesse vendere sabbia nel deserto?! Sono d'accordo che il fatto che non ci sia lavoro in quei settori è un sintomo di un mondo che va a rotoli ma nella realtà microscopica di ognuno di noi non conta! Le nuove matricole in università: sono sempre di più ma le percentuali di gente che passa gli esami devono rimanere sempre le stesse a discapito del livello.. Ma perchè?! A me per primo dispiace vedere uno che ce la potrebbe fare ma studia poco e non passa l'esame ma fa parte del gioco..
Le ragazze di B. sono delle prostitute che miravano a favori. Punto e basta. C'è poco da giudicare: si sono giocate le carte che hanno voluto e consapevolmente.. farle passare a vittime per cause ambientali è pazzesco.. E la stessa cosa vale per noi: ognuno è artefice del proprio destino, nel bene e nel male e se ne prende la responsabilità..

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