Biogas nel parco, ferita autorizzata

Creato il 19 gennaio 2015 da Cremonademocratica @paolozignani

Vai a Rovereto, frazione di Credera Rubbiano, e prendi un pugno nello stomaco. Ti avvii lungo la strada della frazione di Credera Rubbiano, attraverso un boschetto del parco dell'Adda, svolti la curva, vedi un corso d'acqua sulla sinistra e poi ti trovi di fronte il danno: una centralina a biogas. Perché questo pugno nello stomaco? Come si è potuti arrivare a questo punto? C'è l'autorizzazione del Comune, visto che la potenza dell'impianto è di 247 kw, tuttavia il territorio è del parco che però lascia fare. E il parco che cosa diventa allora? L'agricoltore vorrà guadagnare, si capisce, ci sono imprese che costruiscono questi impianti e gente che ci lavora. Un giorno però la strategia è stata attivata, questa strategia biogassista e non un'altra, e così in provincia abbiamo il primato nazionale delle autorizzazioni. Perché deve diventare normale una cosa simile? Perché trasformare sistematicamente numerose aree di compagna in centraline elettriche a biogas solo perché l'agricoltore ha bisogno di redditività? Poteva ottenere il suo reddito in un altro modo per la soddisfazione di chi ci tiene, all'agroalimentare. Al contrario l'orientamento delle amministrazioni, in Lombardia e in provincia, è stato questo e non un altro ed ecco il risultato, che si concretizza in questo modo a Rovereto, ma anche a Moscazzano, dall'altra parte della strade.

Allora è una violenza continua. Un'aggressione che non finisce più, che attenta alla memoria, ai ricordi, che fa male fisicamente.

Sì, è un dolore fisico. Vedere che il prato non c'è più, che l'albero o il piccolo bosco non c'è più fa male.

Sono esperienze negative che restano, sono ferite aperte. Molti però ritengono che non si possa fare niente per evitare il danno, anzi tanti piccoli o grandi danni che insieme stravolgono l'esperienza, la memoria e il sentimento del territorio.

Il territorio è nelle foto, nei documenti, negli atti, nelle autorizzazioni; prima però è percezione, coscienza, esperienza vissuta. Lo stile d'essere del mondo, il mondo della vita, poi lo stravolgimento. Mi viene in mente Edmund Husserl. Arriva l'agrimensore, segna dei confini, si disegnano delle mappe. Irrompe così lo stile matematico dell'essere. E tutto cambia.

Il mondo è ormai il mondo amministrato. Amministrato a danno dello stile dell'essere. Le politiche ambientali riguardano il mondo amministrato e basta: si possono fare bene o male. Resta però solo il mondo amministrato. Lo stile dell'essere sparisce. Rimangono autorizzazioni o divieti, sanzioni, dibattiti, critiche. L'esperienza dell'essere però non torna più come prima.


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