Magazine Diario personale

Bloggin Day- Tana libera tutti

Da Wanderer @Inneres_Auge
Sono dieci. Ne manca uno e sarebbe una squadra di calcio ma questo purtroppo non è un gioco. Sono persone che lavorano e stanno pagando per questo. C'è chi come Rossella Urru dedica la propria vita agli altri ed è, a mio avviso, ciò che tutti dovremmo fare almeno una volta. Queste persone non destano scandalo e non son degne del gossip, per l'italiota sono poco più che numeri. Mi ricordo bene il caso di Francesco Azzarà, cooperante di Emergency che fu rapito in Sudan e di cui le televisioni non diedero mai notizia. Ricordo che il 16 dicembre, giorno in cui andavo in Calabria a trovare ELLE, sull'autobus  ascoltai la notizia della sua liberazione e fu senza dubbio un buon viatico per quelli che poi sarebbero diventati i giorni più belli della mia vita. Mi ricordo di Vittorio Arrigoni che modestamente considero la persona più importante dell'anno passato ma della quale vorrei che non si perdessero le orme, poiché il suo messaggio è forte e sono certo che gli sopravviverà. Mi ricordo dei quattro italiani che furono sequestrati una decina di anni fa in Afghanistan, un certo Quattrocchi ci diede pure un esempio di come muore un italiano: con un colpo di mitra alla nuca. Ricordo il caso di Giuliana Sgrena e la terribile uccisione di Nicola Calipari, morto ammazzato da un soldato americano...
Mi ricordo Enzo Baldoni giornalista freelance che fu ucciso in Iraq nei giorni in cui Baldini vinceva la maratona olimpica. E voi li ricordate tutti? Ce ne sono altri di nostri connazionali che sono stati sequestrati e sono passati nel dimenticatoio ancora prima di essere "famosi". Sono persone che non volevano la celebrità, così come non la vogliono Rossella e gli altri. Sono sicuro che a loro non interessa se i sallusti, belpietri e stracquadani se ne infischiano e parlano della fica di Belen.
C'è chi ai nostri connazionali vuole conferire onori quando tornano in patria, come se fossero dei soldati. In realtà gli attivisti per i diritti umani sono l'esatto contrario di chi è pagato per uccidere. Sono persone disposte a dare la vita per gli altri e per terre che si sentono cucite addosso. Parlarne forse non serve a farli tornare vivi ma non si può fare finta che non esistano. Facciamo in modo che Internet e cioè tutti noi meriti davvero il nobel per la pace, facciamolo per quei familiari, amanti, amici, mogli, mariti, fidanzati, fratelli che stanno soffrendo e sperano. Non chiudiamo gli occhi e non ci tappiamo le orecchie.

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