Budino kamut e cioccolato (milk-free) e qualche seria riflessione...

Da Benedettamarchi
Ci quei post che programmi da tempo e quelli che invece scrivi in un istante. Quelli "acculturati" che prepari con giorni di ricerche e quelli personali in cui sveli un pezzetto di te. Ci sono quei post che finiscono nel dimenticatoio senza vivere l'ebrezza della pubblicazione e quei post che non hai ancora finito di scrivere e già sono pubblicati sulle pagine del tuo blog.
Ogni post ha la sua storia, il suo perchè, il suo attimo di creazione.
[Oggi volevo pubblicare un piatto di pasta. Era nei programmi dopo tutti questi dolci. Ma è già l'una e quaranta, e non mi va di parlarvi di ricotta e peperoni, non è l'orario, forse anche solo a scriverne mi rimarrebbero indigesti? Non lo so, sta di fatto che sono rimandati a data da destinarsi.]
Tornando invece a questo post, alla sua natura, al suo perchè... Non mi sono ancora espressa in merito ai fatti accaduti lo scorso weekend. Questo perchè solitamente ho un tempo di sedimentazione più lungo. Non reagisco all'istante se non con sgomento, stupore, smarrimento, incredulità. Solo nei giorni seguenti, gli avvenimento accaduti si concretizzano in me.  Proprio in quei giorni in cui di solito tali avvenimenti passano in seconda di copertina o vengono trasformati, stravolti, esagerati: "mediaticizzati".  Da fatti di cronaca nera si cerca di trasformarli in gossip, se ne straparla, se ne abusa. La mancanza di rispetto per chi ha perso qualcosa, o peggio qualcuno a lui caro, regna sovrana. Dal nord al sud. Dalla natura incontrollabile alla pazzia della mente umana, nulla si può cancellare. I fatti sono li, in quei video più o meno amatoriali ripetuti fino allo sfinimento dai tg locali. Video mandati in onda quasi in loop. Ogni volta è la stessa storia. Come se si potesse riavvolgere la pellicola e ricomiciare da capo. Una crepa, uno scoppio: morti e feriti. E poi ancora: la medesima crepa, il medesimo scoppio. Ancora morti e feriti. Ma magari ripresi da un altro passante, un'altra angolazione che magari ci "regala" (perdonatemi la crudezza del termine) qualche dettaglio in più. Questa sete di conoscenza perversa mi spaventa.  Come può la mente umana nutrirsi di tali espedienti? A volte mi domando se ci rendiamo davvero conto che tutto questo "non è un film"
Forse un blog di cucina non è il luogo appropriato per certe considerazioni. Ma quando nel titolo leggo la parola consapevole, mi dico che non lo si può essere solo in cucina e che quindi anche queste riflessioni possono, a volte, affittare una pagina di questo blog ed essere scritte nero su bianco. Come nel caso di questo post, tutte d'un fiato.
E così, per ritornare in cucina, con non meno serietà e con la stessa consapevolezza, andava scritta la ricetta di questo budino.

Un comfortfood per eccellenza. Una piccola coccola in cui rifugiarsi. Un piccolo momento in cui chiudere gli occhi e sognare. Sognare di essere solo al centro di un bel film in attesa di un meraviglioso lieto fine.
INGREDIENTI (per 4 porzioni) 2 cucchiai di farina 00 500 ml di bevanda al kamut Sarchio  (o latte come da ricetta originale) 1 cucchiaino di stevia Misura (o 2 cucchiai di zucchero come da ricetta originale) 70 gr di cioccolato fondente 75% Venchi 2 uova del pollaio 4g di gelatina in fogli (2 fogli)*
Per prima cosa mettete i fogli di gelatina in acqua fredda ad ammollarsi. Mescolare in una casseruola a fondo spesso la farina con 1/2 bicchiere di bevanda al kamut (dai 500ml) con una frusta in modo da non formare grumi. A questo punto preparatevi gli altri ingredienti a portata di mano in modo che non dobbiate abbandonare il budino con il rischio che si attacchi che si formino grumi. Poi mettere la casseruola sul fornello a fiamma bassa e continuando a mescolare fate addensare. Poi un pò alla volta aggiungete la bevanda al kamut restante (come per fare la besciamella ci dice Sigrid) fino a terminare i 500 ml. Mescolate per ancora un minuto poi aggiungete stevia (o zucchero) e il cioccolato sempre mescolanto. Fate sciogliere. Aggiungete i fogli di gelatina ammollati, mescolate fino al completo scioglimento e poi togliete dal fuoco. Aggiungete ora le uova sempre mescolando in modo che si addensi per bene. Versate ora in pirottini per budini leggermente bagnati se intendete servirli "sformati" altrimenti in piccole ciotole o vasetti per lo yogurt come ho fatto il se li volete più informali e adatti a quella merenda golosa che a volte ci meritiamo. Fate riposare in frigo per almeno 2 ore, meglio se preparati il giorno prima. Si mantengono in frigo per qualche giorno, non di più.

*ho messo due fogli di gelatina perchè la bevanda al kamut con la cottura si comporta simile ma non uguale al latte e non sapevo se si sarebbero addensati per bene. Se usate il latte, sopratutto quello intero e fresco, potete ometterli. (ricetta rielaborata da una ricetta di Sigrid)
Con questa ricetta partecipo al contest :



Potrebbero interessarti anche :

Possono interessarti anche questi articoli :