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Cannes 2014: l’edizione delle “meraviglie”. Il commento finale

Creato il 25 maggio 2014 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Cannes 2014: l’edizione delle “meraviglie”. Il commento finale

25 maggio 2014 • Festival di Cannes 2014, Speciale Festival di Cannes, Speciale Festival OAC, Vetrina Cinema

Il Festival di Cannes 2014 si chiude con la vittoria del turco Nuri Bilge Ceylan. Il suo Winter Sleep era tra i favoritissimi della vigilia e i pronostici non stati disattesi. Tre ore e un quarto di cinema notevole, con interpretazioni sorprendenti, una sceneggiatura complessa e intricata, una regia solida e matura. Ceylan dopo tanto premi “minori” (due Grand Prix, una miglior regia) si aggiudica finalmente il riconoscimento più ambito della kermesse (consegnatogli da Quentin Tarantino e Uma Thurman) e anche con merito.

Ma ciò che più ci interessa del Palmarès, e che ci riempie d’orgoglio, è il Grand Prix a Le meraviglie di Alice Rohrwacher. Gli applausi ricevuti in tutte le proiezioni lasciavano ben sperare, ma data l’agguerrita concorrenza il Grand Prix rappresenta qualcosa di speciale, di inaspettato, che rimarca il talento della nostra giovane regista e la qualità del suo film, un vero gioiellino cinematografico che tocca punte altissime. Alice è apparsa emozionatissima sul palco del Gran Theatre Lumière, forse neanche lei si aspettava un tale apprezzamento da parte della giuria. Una giuria che ha ovviamente ringraziato, insieme alla sua famiglia, al padre, alla sorella Alba. E a consegnarle il premio è stata Sophia Loren, accolta da una standing ovation senza precedenti.

Alice Rohrwacher - Photocall - Grand Prix © AFP / L. Venance

La contemporanea presenza sul palco di queste due grandi donne italiane, un mito del passato e un’autrice emergente, ha sottolineato l’attenzione che il festival quest’anno ha riservato al cinema italiano, facendo capire al mondo (e forse soprattutto a noi italiani) che, nonostante i pensieri diffusi, eravamo e siamo ancora capaci di realizzare grandi film. Non è un caso, infatti, che in questa stagione il nostro cinema si sia portato a casa un Leone d’Oro (Sacro GRA), un Marc’Aurelio (Tir), un Oscar (La grande bellezza) e ora questo ambito premio. E a chi, come noi, dopo la vittoria di Reality di due anni fa (presidente di giuria Nanni Moretti) e di Rosi all’ultima Mostra di Venezia (presidente di giuria Bertolucci), avanzava l’ipotesi che riusciamo a vincere ai festival solo “autopremiandoci”, è giusto far presente che a Cannes quest’anno non c’era nessun componente di giuria italiano.

Ma veniamo ora agli altri premi assegnati da Jane Campion & Co. Il miglior interprete maschile è stato Timothy Spall, che in Mr. Turner ci ha regalato una performance memorabile. Premio giusto, ma forse un ex aequo con lo straordinario Steve Carell di Foxcatcher non sarebbe stato un delitto. Anzi. Ma se il comico americano, per la prima volta in un ruolo drammatico, non è entrato nel Palmarès, il suo regista Bennett Miller si è portato a casa il premio per la miglior mise en scene, come si dice da queste parti. Sempre statunitense è stata la migliore attrice e ci riferiamo alla Julianne Moore di Maps to the Stars. In questo caso, si tratta di un premio completamente inaspettato. Bravissima la Moore, senza dubbio, ma questa decisione della giuria sa tanto più di un riconoscimento al film che alla sua protagonista.

Xavier Dolan - Photocall - Jury Prize (ex-aequo) © AFP / B. Langlois

La miglior sceneggiatura è stata invece quella del film russo Leviathan, che nell’ultimo giorno sembrava potesse scalzare i competitors più “agguerriti”, mentre il premio della Giuria è andato al regista più giovane in competizione, Xavier Dolan, e al più anziano, Jean-Luc Godard. Un ex-aequo del cuore, da parte della giuria, che ha voluto in questo modo riconoscere due modi differenti di fare sperimentazione al cinema. Mommy e Adieu au Langage rimangono tra i momenti più alti offerti da questa manifestazione e vederli premiati insieme ha rappresentato davvero un’emozione.

Dando uno sguardo complessivo al Palmarès, appare evidente che la giuria abbia deciso di spartire equamente i premi tra i migliori film del concorso, alla fine accontentando un po’ tutti. Certo, qualche opera importante è rimasta fuori (vedi Still the Water di Naomi Kawase, The Homesman di Tommy Lee Jones, Timbuktu di Sissako), ma era chiaramente inevitabile. A festival concluso, rimane, come lo scorso anno, la sensazione di aver assistito ad un’edizione elettrizzante, sorprendente, ricca di star e di grandi film. Ormai è una costante per Cannes, che da tempo da non sbaglia una selezione. Ed è per questo che ci proiettiamo già con ansia all’anno prossimo. D’altronde, Cannes è sempre Cannes.

di Antonio Valerio Spera per Oggialcinema.net

Crediti fotografie:
1. Alain Sarde (for Jean-Luc Godard) – Jury Prize (ex-aequo) – Adieu au langage (Goodbye to Language) © AFP / A. Pizzoli
2. Alice Rohrwacher – Photocall – Grand Prix © AFP / L. Venance
3. Andrey Zvyagintsev – Photocall – Best Screenplay © AFP / B. Langlois
4. Bennett Miller – Photocall – Best Director © AFP / B. Langlois
5. Bruce Wagner (for Julianne Moore) – Photocall – Best Performance by an Actress © AFP / L. Venance
6. Clément Tréhin-Lalanne – Short Films Special Mention (ex-aequo) – Aïssa © AFP / V. Hache
7. Lara Lieto and Adrien Brody – Red carpet – Awards ceremony © AFP / B. Langlois
8. Members of the Feature Films Jury – Red carpet – Awards ceremony © AFP / B. Langlois
9. Monica Bellucci and Timothy Spall – Best Performance by an Actor – Mr. Turner © AFP / A. Pizzoli
10. Nuri Bilge Ceylan – Photocall – Palme d’or © AFP / L. Venance
11. Paz Vega and Andrey Zvyagintsev – Best Screenplay – Leviathan © AFP / V. Hache
12. Quentin Tarantino, Nuri Bilge Ceylan and Uma Thurman – Palme d’or – Winter Sleep © AFP / V. Hache
13. Samuel Theis, Marie Amachoukeli and Claire Burger – Photocall – Caméra d’Or © AFP / L. Venance
14. Simón Mesa Soto – Photocall – Short film Palme d’or © AFP / B. Langlois
15. Suzanne Clément and Xavier Dolan – Red carpet – Awards ceremony © AFP / L. Venance
16. Xavier Dolan – Photocall – Jury Prize (ex-aequo) © AFP / B. Langlois

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