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Casagrande e i 50 anni  “Tanti buttati nel wc”

Creato il 15 aprile 2013 da Mbrignolo
Walter Casagrande (wikipedia.it)

Walter Casagrande (wikipedia.it)

PERSONAGGI (San Paolo). “Casao” compie 50 anni. In un sobborgo di San Paolo, il 15 aprile del 1963 nasceva Walter Casagrande Junior, un bambinone dai capelli nerissimi che, già all’età di 7 anni, si innamorò della disciplina che poi diventò il filo conduttore della sua vita: il calcio. Oggi che è uno dei “talent” nei commenti tecnici delle partite del campionato brasiliano di “Rede Globo”, proprio in tv Casagrande (in Italia ha passato ben 6 stagioni 4 nell’Ascoli e 2 nel Torino) racconta la sua nuova vita. “Dei 50 anni vissuti fin qui, parecchi ne ho buttati letteralmente nel WC”. L’allusione è all’outing, di cui nelle ultime settimane si è parlato molto, da lui fatto nel libro autobiografico dal titolo “Casagrande e seus demonios” (“Casagrande e i suoi demoni”), scritto a quattro mani con Gilvan Ribeiro.

In questo percorso di introspezione, l’ex centravanti parla di una vera e propria dipendenza innanzitutto dall’alcol, e nella fattispecie dalla Tequila, rifugio in cui si è rintanato dopo aver appeso le scarpe al chiodo. Ma soprattutto, parla del suo ingresso a piedi pari nel tunnel della droga tra cocaina ed eroina. “A metà anni ’90, rientrato dall’Europa, sniffavo anche 3 grammi ogni sera”. Nel libro Walter Jr parla anche di doping, e delle punture magiche che gli facevano ai tempi delle sue avventure europee (ha giocato anche nel Porto).

Ma chi era Walter Casagrande come giocatore? I tifosi dell’Ascoli e del Torino non possono averlo dimenticato, ma per gli altri magari è un nome finito nel dimenticatoio. Punta dalla forza fisica straripante, fece tutta la gavetta nel Corinthians per poi trasferirsi in Europa nel 1986, a 23 anni. Lo prese il Porto, che in quell’anno si laureò Campione d’Europa, anche se lui giocò solo 6 gare. L’estate successiva Costantino Rozzi tirò fuori non senza borbottii 1 miliardo di lire per portarlo all’Ascoli, e in 4 campionati Casagrande collezionò 38 reti. Poi passò al Torino nel 1991, e in due anni aiutò i granata ad arrivare prima in finale di Coppa Uefa, poi regalata all’Ajax, quindi ad alzare la coppa Italia l’anno seguente. Dal ritorno in Brasile, al Flamengo, la sua stella smise di brillare, anche per i motivi che lui stesso a raccontato.
Oggi a Rede globo torta e candeline per lui. “Devo chiedere scusa a un sacco di persone per come mi sono comportato negli ultimi 15 anni. Adesso però sono fuori, e posso anche dire che dopo una lunga fase buia, sono anche felice. Il prossimo anno il mio paese ospiterà i mondiali di calcio: voglio dare il massimo in Tv per raccontare quello che a tutti gli effetti sarà un momento storico. Chi sarà il grande protagonista? Al momento mi duole dirlo da brasiliano, ma al momento mi viene in mente soltanto Leo Messi (e sorride, ndr)”.


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