L'inchiesta della Procura di Catanzaro nei confronti dei vertici delle società del gruppo Enertech, l'azienda che gestiva la discarica in località Alli a Catanzaro, si arricchisce anche della denuncia di Equitalia per evasione fiscale. La denuncia riguarda in modo particolare le società Slia ed Enerambiente le quali erano debitrici nei confronti dell'erario di oltre 25 milioni di euro. Nel 2007 i proprietari della società Slia, attraverso la costituzione di una serie di aziende con il sistema delle scatole cinesi, riuscirono ad evadere il fisco.
Dopo la Slia fu costituisca Enerambiente e successivamente Enertech. Le tre società avevano la caratteristica di avere, nelle compagine societaria, sempre le stesse persone e di gestire gli stessi appalti mentre i debiti nei confronti del fisco non venivano pagati.
Ora Equitalia, a distanza di mesi dall'inchiesta del sostituto procuratore Carlo Villani, ha deciso di denunciare l'evasione fiscale quantificando il danno in oltre 25 milioni di euro. Oltre all'evasione fiscale l'indagine della Procura di Catanzaro riguarda anche una serie di presunte violazioni di norme ambientali compiute dalla Enertech nella gestione della discarica di Catanzaro.
Nei mesi scorsi la Guardia di Finanza ed i carabinieri del Noe, in due distinte operazioni, hanno sequestrato beni per 90 milioni di euro nei confronti delle persone indagate ed hanno sequestrato la discarica di Catanzaro. Solo nelle settimane scorse l'impianto è stato dissequestrato e restituito all'ufficio del commissario per l'emergenza ambientale che dovrà affidarlo per la gestione ad una nuova società.
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