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Chateau Musar, la leggenda

Da Vini&terroir

omani Mercoledi 23 marzo all’Hotel Le Meridien di Montecarlo mitica degustazione verticale di uno dei vini da leggenda: Chateau Musar. Nonostante il nome evochi spiriti francesi ci troviamo in Libano e precisamente nella fertile vallata della Bekaa, a quasi 1000 metri slm. Qui è un pò la terra promessa della vite: niente gelate, precipitazioni che si attestano a 500mm per anno, siamo nella stessa media della regione bordelese!!!!! Temperature media di 25°, con notti fredde che accrescono il patrimonio aromatico dell’uva. Le rese sono molto basse circa 35 hl per ettaro ed i vitigni a bacca rossa sono il Carignan , Cabernet Sauvignon ,Grenache, Mourvedre ed il Cinsault. Mentre per i bianchi troviamo due vitigni dai nomi molto strani: obeideh e merwah, che secondo la leggenda sarebbero due vitigni che ai tempi delle Crociate erano stati trasportati in Europa dove ora li conosciamo con il nome di Chardonnay eSemillon.

 

Chateau Musar, la leggenda

tutti i proprietari al famos diner des 30

 

Chateau Musar fu fondato da Gaston Honchar nel 1930, al ritorno da un lungo viaggio in Francia. Dal 1959 la proprietà è gestita dai due figli di Gaston : Serge e Ronald. Serge è anche l’enologo dell’azienda e nel 1984 ha ricevuto il titolo di ” wine man of the year” della prestigiosa rivista inglese Decanter.  In una mitica serata chiamata “diner des 30″, organizzata da Louis Roederer che ha riunito i 30 vini migliori del mondo c’era anche Chateau Musar.La sede dell’azienda è situata nel Castello di Ghazir che risale al 18 secolo, ad appena 50 km da Beirut. Qua purtroppo per anni ha imperversato la guerra civile, i vigneti che si trovano ad una sessantina di Km ad est di Ghazir erano incredibilmente vicini al fronte della guerra. Nel 1983 una battaglia nelle vicinanze del vigneto, proprio durante la vendemmia fece si che la vinificazione dovette essere fatta  in piccoli battelli lungo il fiume. Anche nel 1988 e 1989 l’intera area fu soggetta ad intensi bombardamenti e la famiglia Honchar visse per lungo tempo nella cantine del Castello.

Chateau Musar, la leggenda

Questi sono i problemi “straordinari” della azienda di Mr Honchar. I problemi attuali possono essere situati nella distanza che intercorre tra i vigneti e l’azienda che , specie in giornate molto calde, possono iniziare una leggera fermentazione che si ritrova nello stile dei vini bianchi che sono leggermente ossidati. Il “Grand Vin” rosso è un vino molto speciale, che richiede quasi sette anni d’invecchiamento prima di essere messo in commercio, lo stesso Mr Honchar insiste a dire che il suo vino non si può bere prima dei dieci anni ed ha una tenuta nel tempo molto lunga. Per questo che a tutte le verticale di Chateau Musar a cui ho assistito ho sempre degustato delle annate molto vecchie . Comunque il vino è un assemblage di Cabernet Sauvignon, Grenache, Cinsault, Mourvedre e Carignan. Fatto particolare è proprio l’assemblage che si svolge alla fine del secondo anno d’invecchiamento. La fermentazione avviene in vasche di cemento e successivamente il vino è invecchiato per circa 15 mesi, a seconda dell’annata, in barrique di rovere francese. Dopodichè le bottiglie riposano in cantina per altri tre/quattro anni. Tempi lunghi, come una volta, tutto questo appare strano in un mondo che è abituato a consumare tutto in fretta, ma questa è la filosofia di Serge Honchar.

Chateau Musar, la leggenda

Il vino bianco è fatto con due vitigni autoctoni, avi dello Chardonnay e del Semillon, ma come ho detto prima ha uno stile molto ossidativo che personalmente non amo.

Chateau Musar, la leggenda

Per provare lo stile Honchar consiglio il vino Honchar Pere et fils, in bianco, rosso e rosato che è consigliato per bevute più veloci.


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