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Checco Zalone al Petruzzelli, “Scappo in Svizzera con Mina”

Creato il 27 gennaio 2011 da Lalternativa

“Questa è la mia ultima apparizione in pubblico, voglio fuggire in Svizzera come Mina e ci vedremo forse tra tre anni”: Checco Zalone ha aperto così, ieri sera al Petruzzelli di Bari, la ‘lezione di cinema’ che ha tenuto nell’ambito del ‘Bif&st’. Con lui sul palco c’erano anche il pugliese Gennaro Nunziante, il regista di ‘Che bella giornata’, e il produttore della Tao Due, Pietro Valsecchi. A consegnare loro il premio speciale ‘Numero 1′, ci ha pensato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, una delle imitazioni preferite e meglio riuscite di Checco.

“Abbiano accettato questo incontro – ha detto Checco – a patto che non lo chiamiamo ‘lezione’ perché di cinema non ne capiamo niente, altrimenti non avremmo incassato tanto”. “Abbiamo deciso di ritiraci in Svizzera – ha poi spiegato – perché siamo vittime di un bersaglio mediatico esagerato, nocivo, il confine tra la simpatia del pubblico e l’inflazione dell’immagine è labile”. “Sto vivendo una condizione umana difficile – ha aggiunto Zalone – come se fossi un opinion leader: ragazzi, è bruttissimo essere famosi”.

Valsecchi ha invece ricordato che è stato il figlio adolescente a fargli conoscere Zalone in televisione, e poi ha parlato di un incontro a Cortina d’Ampezzo con i due pugliesi. Checco e Nunziante hanno poi detto che il successo non ha cambiato la loro vita: “Una buona strategia è stata quella di restare in Puglia, lo star system è differente dalla vita che viviamo qui. Non vogliamo far parte di queste fiere” e, ha aggiunto Zalone, ”io a Roma preferisco Capurso”.

Infine, parlando di ‘Che bella giornata’, hanno detto di non aver ”fatto un’operazione culturale: un film funziona solo se non ci si propone d’insegnare qualcosa, funziona solo scrivere una commedia e dire divertiamoci”.”Il film Che bella giornata non vuole essere rassicurante – hanno concluso – anche se ti fa passare per plausibili una serie di cose, non vogliamo smuovere le coscienze, l’unica pretesa è far ridere per un’ora e mezza, siamo giullari non spetta a noi cambiare l’Italia”.


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