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Cinque dischi per... L'estate.

Da Farmacia Serra Genova
Ho cercato di rimandare questo momento in ogni modo possibile. Ho fermato la rubrica per due settimane, approfittando delle vacanze dei ragazzi della Farmacia Serra; ho parlato di dischi per i mondiali, di dischi in bianco, e questa settimana avrei parlato di dischi di Orietta Berti, pur di evitare ancora l'argomento: ma Edoardo e Maddalena insistevano perché prima o poi ne parlassimo.
E quindi eccoci qua, con cinque dischi per l'estate.
Insisto: io non volevo farlo. Quest'estate, musicalmente parlando, è davvero tormentata: offre tormentoni che tormentano sul serio… beh, è così più o meno ogni anno, a ben vedere. Dunque, "continuiamo così, facciamoci del male".
1- Calvin Harris - Summer

In una playlist sull'estate, ho pescato un pezzo intitolato "Estate". Niente Negramaro, quest'anno (a parte il vino, se vi va), ma Calvin Harris, in cima alla classifica 2013 di Forbes dei dj più pagati del mondo. Nato nel 1984, pare che l'anno scorso abbia guadagnato - tra show, dischi, merchandising, pubblicità e progetti collaterali - qualcosa come 46 milioni di dollari. La sua estate non dev'esser male.
2. Coldplay - A sky full of stars

Possono anche non piacervi, i Coldplay, nonostante l'eterogeneità della loro produzione, però riconoscerete che Chris Martin vestito da one-man band/pifferaio magico, con tanto di pubblico al seguito, è una visione buffa a sufficienza da tollerare anche un genere che non dovesse piacervi. Una buona idea per una canzone che si piazza sul podio dei tormentoni estivi senza essere poi così "tormentante".
3. Ed Sheeran - Sing

Il video di questa canzone dimostra che i pupazzi acchiappano un casino. E che quello con la chitarra è destinato ad andare in bianco. Che poi è anche il dogma di ogni falò sulla spiaggia, dunque questa canzone è davvero perfetta per l'estate. Quello che non torna è che il pupazzo riesce a conquistare un sacco di ragazze, mentre Pharrell Williams (special guest e produttore del brano di Ed Sheeran) va in bianco pure lui. Ecco, questo non è realistico.
4. Stromae - Papaoutai

Ancora pupazzi, ma assai più inquietanti. Un rapporto difficile col proprio padre (che riflette la mancanza di un padre da parte di Stromae), non solo nel video, ma anche nel brano. "Papaoutai" è infatti una contrazione di "Papa, où t'es", che vuol dire "Papà, dove sei?". Insomma, nonostante la si balli come se non ci fosse un domani, questa canzone è un sacco triste.
5. Anna Tatangelo - Muchacha

Avete voluto i tormentoni estivi? E beccatevi Anna Tatangelo.
Dopo un primo momento di choc di fronte a tanta bellezza, e dopo aver passato invano due ore e un quarto a cercarle un difetto, mi sono accorta che Anna canta che le piace ballare senza trucco e tacchi, e fin qui ok. Però non ho capito quella storia di "far l'amore con il mar". Oddio, forse non voglio neanche capirla… se qualcuno riesce a venirne a capo, mi faccia sapere.

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