Magazine Diario personale

Cobra sul compattatore

Creato il 07 settembre 2015 da Aletonti
Cobra di G.P. Cosmatos (1986)

Cobra di G.P. Cosmatos (1986)

La collaborazione è importante. Io sono per la collaborazione. In nessun altro settore la cooperazione tra le diverse categorie risulta tanto necessaria come in quello turistico: albergatori, bagnini, commercianti, ristoratori, forze dell’ordine, operatori ecologici e in generale tutti coloro che forniscono beni e servizi per il turista che sceglie di trascorrere le vacanze in una determinata zona. Perciò, quando di prima mattina l’aitante e baldanzoso autista è entrato nella hall del nostro albergo, subito dopo aver parcheggiato il nuovissimo camion compattatore di rifiuti davanti all’ingresso, mi sono sorpreso e un po’ preoccupato ma anche preparato ad ascoltare con attenzione qualunque cosa avesse da dirmi.
Si trattava di uno nuovo, mai visto prima, probabilmente fresco di assunzione. Alto e abbronzato, indossava un paio di Ray-Ban a specchio e teneva un piccolo sigaro spento tra le labbra. Anche la sua divisa era nuova e pulitissima: canotta bianca aderente, pantaloni lunghi color arancione fosforescente, scarponcini neri da lavoro e una fascia, sempre arancione con una specie di cinghia nera, che gli avvolgeva l’addome. Sembrava un busto che si fondeva perfettamente con i calzoni, tanto da farli sembrare “ascellari” come quelli di Fantozzi. Ma lui non assomigliava affatto al ragionier Ugo, piuttosto mi ha ricordato Marion Cobretti detto “Cobra”, uno dei film agli albori  della mia adolescenza nei mitici anni ’80. Lo vidi al cinema e fu una delusione, non reggeva minimamente il confronto con Rambo e Rocky e nemmeno con lo Stallone poliziotto de I Falchi della Notte. Però, dai, alla fine la sua parte di incassi l’ha fatta e ha lanciato Brigitte Nielsen, mica poco!
– Non dovete mettere l’umido nei bidoni grigi, lo sai! –  Ha detto Cobra con una cadenza che rivelava le sue origini straniere, rumene o più probabilmente albanesi. C’erano diversi clienti presenti, in attesa di fare la colazione. Qualcun mi ha lanciato un’occhiata sospettosa. Ho risposto che no, noi non mettiamo l’umido nei bidoni dell’indifferenziato e che siamo molto attenti a certe cose.
– Sono pieni di umido, li sento dal peso…sono troppo pesanti! – Ha ribattuto per nulla convinto dalle mie rassicurazioni.
La conversazione stava prendendo una brutta piega e io non volevo affrontarla in mezzo ai miei clienti. Cobra invece sembrava del tutto a proprio agio in mezzo ad un pubblico.
Mi sono avvicinato a lui per ribadire ciò che gli avevo già detto e lui è uscito, senza apparire troppo convinto.
Credevo che fosse finita lì, invece no. Lo vedo ricomparire sulla soglia che si sbraccia per invitarmi fuori.  Ho pensato: “Signore aiutami” e l’ho raggiunto fuori dall’hotel.
Cobra era vicino ad uno dei bidoni grigi, all’interno del quale spuntava un sacco nero sbudellato. Dallo squarcio spuntavano varie bucce di patate. Gli aveva appena fatto l’autopsia. – Hai visto?- Più che una domanda era un’accusa. –  Non devi mettere l’umido nell’indifferenziato… adesso mi schizza tutto nel camion!
A quel punto non potevo più tacere. Gli ho sottoposto la seguente considerazione: se l’umido va nel bidone marrone dell’umido, la carta nel bidone blu delle carta, la plastica e l’alluminio nel bidone giallo della plastica e dell’alluminio, il vetro nel bidone verde del vetro…che diamine ci devo mettere nel bidone grigio dell’indifferenziato? Se si chiama così ci sarà un motivo…ma lui insisteva che l’umido lì dentro non poteva andarci. E sia. Allora gli ho spiegato che già dall’anno scorso ho fatto richiesta di un secondo bidone marrone per l’umido perché la raccolta spesso avveniva in tardissima mattinata e in cucina dovevano lavorare senza il bidone…dove avrebbero dovuto buttare gli scarti del cibo? Dovevano mangiarseli? Il meglio che la sua azienda era riuscita a fare però era portarci via anche l’unico bidone che avevamo per sostituirlo con uno più grande, da esterno, che nemmeno entrava in cucina! Quindi li ho dovuti richiamare perché venissero a riprenderselo e ci restituissero almeno il vecchio bidone. Ma la raccolta continua ad essere tardiva e noi ci dobbiamo arrangiare come possiamo, nonostante tutte le buone intenzioni di rispettare le regole della raccolta differenziata.
Ci vuole più collaborazione!


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