Magazine Immobiliare

Come dismettere al meglio il patrimonio immobiliare pubblico

Da Maurizio Picinali @blogagenzie

COME DISMETTERE AL MEGLIO IL PATRIMONIO IMMOBILIARE PUBBLICOIl tema delle dismissioni per recuperare risorse è di grande attualità e ad esso si connette il convegno “Valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico: le procedure competitive della pubblica amministrazione organizzato dal Politecnico di Milano e da Oppal- Osservatorio permanente pubblica amministrazione locale martedì 27 novembre 2013, ore 15, all’aula E.Rogers del Politecnico, via Ampere
2, Milano.
I relatori:
-Stefano Della Torre, direttore dip. Abc
Politecnico di Milano;
-Oliviero Tronconi, direttore Osservatorio Oppal- Dip. Abc, Politecnico Milano;
-Stefano Mantella, Agenda del Demanio;
-Roberto Reggi,Fondazione patrimonio comune Associazione nazionale Comuni italiani;
-Paolo Crisafi,
Assoimmobiliare.

Seguiranno:
-presentazione dell’Osservatorio a cura del Comitato scientifico Oppal,
-confronto con la pubblica amministrazione e dibattito.
Il Rapporto 2013 costituisce il risultato dell’attività di ricerca
svolta da Oppal dedicato al tema della efficienza dei processi concessori che quest’anno è giunto alla sua sesta edizione.
Il Rapporto costituisce un valido strumento informativo per la community del Real Estate ed al tempo stesso un mezzo per avvicinare gli operatori al mondo della Pubblica amministrazione nell’obiettivo di sviluppare un dialogo ed un confronto che risulta propedeutico per la possibilità di sviluppo del nostro territorio e, quindi, del sistema-paese nel suo complesso. a sinistra sotto il Ministro Saccomanni che ha dato il via alla dismissione

COME DISMETTERE AL MEGLIO IL PATRIMONIO IMMOBILIARE PUBBLICO
Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:
« Nella dismissione dei beni pubblici ( immobili e partecipazioni ) Stato ed enti locali non devono comportarsi come un qualunque privato cittadino, disponendo la cessione materiale del bene ad un acquirente terzo.
Con la conseguenza che, se debbono dismettere in tempi brevissimi e gli immobili non si trovano nelle condizioni ottimali per la vendita, alla fine essi son costretti a "svendere"( la rivalutazione del bene finisce per farla l'acquirente e non il venditore ).
Ma dovrebbero conferire i beni stessi in fondi affidati alla gestione di appositi soggetti creati sempre dall'ente pubblico, finalizzando la stessa alla loro rivalutazione: una sorta di processo di finanziarizzazione degli immobili pubblici.
titoli rappresentativi dei fondi andrebbero collocati sul mercato della libera sottoscrizione da parte dei risparmiatori privati.
E' chiaro che , ove la redditivita' dei beni non bastasse a rendere competitivo questo investimento rispetto ad altre forme di investimento, il prezzo di collocamento dovra' tener conto dell'esigenza di rendere lo stesso remunerativo: in altri termini il prezzo sara' adeguatamente ridotto rispetto a quello di mercato.
In tal modo potranno esser conferiti utilmente nel fondo anche immobili dalla scarsa o nulla redditivita' diretta, come ad esempio quelli destinati all'attivita' istituzionale degli enti pubblici.
Verra' a crearsi un mercato di tali titoli, in cui i valori potranno apprezzarsi man mano che la gestione dei beni portera' gli stessi ad una valorizzazione economica.
Lo Stato e gli enti pubblici conferenti, ove mantenessero in portafoglio una quota dei titoli emessi, con la rivalutazione degli stessi nel tempo, potrebbero anch'essi beneficiare di un vantaggio patrimoniale.
E' opportuno aggiungere che tale forma di dismissione, a differenza della cessione materiale dei beni, non avrebbe interferenze negative sul mercato immobiliare, in quanto non produrrebbe un repentino accrescimento dell'offerta immobiliare.»


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