Come ti misuro il tempo fra festività soppresse e macabri tronisti

Creato il 05 gennaio 2011 da David Incamicia @FuoriOndaBlog


di David Incamicia
Siamo alla vigilia dell'anno 2012, che secondo la tradizione Maya dovrebbe essere l'ultimo della nostra era. Da sempre l'uomo cerca di dare un senso allo scorrere del tempo, attribuendo significati mistici e arcani agli anni, alle stagioni, ai giorni... Per gli antichi egizi come per i greci, passando per le popolazioni del Pacifico ed Indoeuropee fino ai savi alchemici del medioevo, conoscere e padroneggiare il divenire è sempre stata la più preziosa fra le virtù. In ogni epoca l'umanità ha ingegnato calendari tarati sul semplice mutare dei terreni fenomeni naturali o sullo scrutare e interpretare i movimenti celesti. Perfino la fede dei Papi si è dovuta inchinare ai cicli della natura o alla lettura degli astri. Ma con l'avvento del progresso tecnologico e scientifico, paradossalmente, qualcosa è cambiato e non in meglio...
Oggi i calendari fondano la propria efficienza sui click dei fotografi, siamo dominati dal culto morboso dell'immagine specie se a "curve forti". E diciamoci pure la verità (sotto sotto siamo un po' tutti Berlusconi): "la cosa" non è che ci infastidisca più di tanto. Ma se fra le tette e i culi svettanti (che rendono il tempo di barbieri, camionisti e carrozzieri meno gravoso e tedioso) spuntano pure i calendari ideologici in vernacolo padano e quelli simil-solidali da marchetta macabra, allora la tesi del Vico sui corsi e ricorsi non era poi così campata in aria... Già, perchè possono capitare cose che paiono far regredire l'uomo a uno stato pre-ferino.
Due fatti, in particolare, stanno attirando l'attenzione di appassionati e non in questo principio di 2011. Domani i bambini di Solesino, un paese padovano, avrebbero corso il rischio di ricevere in dono dalla Befana (in camicia verde) un calendario pieno di disegni e filastrocche locali voluto dall'Amministrazione Provinciale a guida leghista. Qualcuno dirà: e perchè mai sarebbe stato un rischio? Perchè in quel calendario non ci si è limitati ad esaltare la tradizione storica e culturale padana ma si è fatto qualcosa di più grave: si sono fatte sparire, infatti, due festività "laicamente e civilmente sacre" per la nostra Nazione, come il 25 aprile della liberazione e il 1° maggio del lavoro. Ci ha pensato la giunta comunale (di centrosinistra), però, a bloccare l'iniziativa bollandola come diseducativa e restituendo i pacchi regalo al mittente, invitando gli altri Comuni del padovano a fare altrettanto.
Ben segnati sul calendario il 2 giugno della ''Festa della Repubblica'' (giusto per non dare troppo nell'occhio) ma, a guardare bene, anche altri appuntamenti poco canonici: il ''Bati marso'' del 28 febbraio, una sorta di Capodanno veneto, e la ''terza edizione della Festa del Popolo veneto'' del 25 marzo. Festa, quest'ultima, non proprio annoverabile come tradizione locale. La Provincia si è difesa affermando che l'obiettivo del calendario era quello di far conoscere ai bimbi, attraverso ''la vecia signora'', le antiche tradizioni del territorio ma il Comune non se l'è bevuta. Poiché all'appello mancano quelle due ricorrenze (25 aprile e 1° maggio) che contengono valori fondanti capaci di andare al di là dei localismi. Insomma, un insulto ai tanti martiri veneti caduti per la libertà e per la democrazia di questo Paese.
I leghisti, proprio come accaduto qualche settimana fa con la deprecabile vicenda della scuola di Adro, gridano alla strumentalizzazione politica e affermano di essere nuovamente oggetto di un attacco offensivo e premeditato (il solito complotto...). E ricordano che per l'Assessorato all' identità veneta (?) ''la Festa di San Marco ha di certo priorità sulla Festa della liberazione e per il Veneto dovrebbe esserci un almanacco che riporta la festa del lavoratore tutti i santi giorni'' (mica come quei romani e terroni che se ne stanno dalla mattina alla sera senza fare un cazzo e poi si radunano tutti assieme il 1° maggio a Piazza San Giovanni!).
E questa è la prima "calendariata insolita" dell'anno nuovo... Ma a Sud, scoccia dover ammetterlo, succede addirittura di peggio. Claudio Scazzi, fratello della povera Sarah, s’è infatti inventato il calendario solidale con le "star" della scena trash nazionale. Come se ogni singolo giorno seguito alla morte della giovane non fosse già stato riempito di "notizie" e corbellerie varie riguardanti l'omicidio e gli "usi e costumi" di quell'Avetrana divenuta la meta più ambita del cosiddetto turismo dell'orrore. In sostanza, l'affranto fratello (proprio colui che appresa la tragica notizia è partito da Milano per precipitarsi a piangere la sorellina, pensando però bene di fare prima una sosta, nemmeno tanto breve, presso gli studi televisivi romani della "Vita in diretta") cerca oggi di consolarsi assoldando un tronista e puntando dritto allo “show business”, sperando di diventare a sua volta star mediatica al posto di zio, cugina e familiari vari che nelle settimane passate gli hanno sempre rubato la scena in Tv. Anzi, certi giornali maligni (specializzati in questioni mondane) è già da un paio di mesi che sussurrano che il fratello di Sarah abbia bussato di continuo alle porte degli studi televisivi rivolgendosi in preghiera (in quel caso sì!), pur di sfondare, perfino al noto talent scout e arcinoto giullare di corte nella Reggia di Arcore Lele Mora.
Certo, la causa ufficiale del calendario d'Avetrana, già presentato nei giorni scorsi all'Hollywood di Milano (rinomato centro culturale frequentato da intellettuali e scienziati assai raffinati) sarebbe nobile e ineccepibile: costruire un canile dedicato sì alla sorella scomparsa, ma innanzitutto in onore della cagnetta che per prima capì la fine della poveretta. Lo stesso Comune tarantino, che prima si era speso in una crociata antisciacallaggio mediatico, mostra adesso entusiastico appoggio all'iniziativa e chissà, magari nell'auspicio di diventare una nuova San Giovanni Rotondo con santuario e miracoli annessi. Perchè le vagonate di turisti del macabro, si sa, portano sempre tanti "dindini"... e di fronte a quelli guai a fare la morale.
Non è che alla fine c'hanno ragione i seguaci del dio Po? Che differenza rispetto a quanto avvenuto nella lontana Brembate con l'altra triste storia di Yara Gambirasio... Lì manco le hanno fatte avvicinare le telecamere di Vespa, Sposini e D'Urso! Il presidente della Proloco di Avetrana è stato, proprio a tutela del meridionale orgoglio ferito, il più fiero oppositore della serata celebrativa col tronista e il suo sdegno lo ha affidato a una lettera aperta alla comunità. Eccone alcuni passaggi:  Onestamente ne abbiamo viste di tutti i colori, quindi non dovremmo neanche scandalizzarci per quello che da qualche mese succede ad Avetrana. Infatti non ci stiamo scandalizzando ma iniziamo a ribellarci. Sì, a ribellarci carissimi concittadini, carissime istituzioni e tutti voi cari che permettete o alimentate situazioni vergognose.   .....................................
Leggiamo che presso l’Oratorio Sacro Cuore di Avetrana ci sarà la presentazione del calendario di Sarah Scazzi e del cd “Cucciolo di Sarah” creato da Franzy Mele. La serata vedrà la “straordinaria” partecipazione di Giovanni Conversano, tronista di Uomini & Donne, emancipato e culturalmente avanzato format televisivo italiano. Per carità, niente da dire sul Sig. Conversano visto che fa un lavoro come un altro, ma bisogna assegnare una grande nota di biasimo a chi utilizza per fare e farsi pubblicità il dolore e le disgrazie altrui.   .....................................   Come possiamo dare un’immagine positiva di Avetrana se sulla morte di una ragazzina si organizza una serata con un tronista? A chi giova veramente tutto questo? Si apprende sempre da internet che questo calendario è stato presentato il 16 dicembre in una notissima discoteca della Milano da bere, Hollywood Living, alla presenza anche di istituzioni del Comune di Avetrana. Un contesto molto diverso da quello della realtà avetranese e soprattutto non adeguato assolutamente alla tragedia della nostra piccola Sarah.
Emanuele Micellipresidente della Proloco di Avetrana
A quanto pare, nell'era della deriva contruculturale e della sovraesposizione mediatica a qualcuno sono sopravvissute le palle... E allora viva il Sindaco di Solesina! Viva il Presidente della Proloco di Avetrana! Finalmente Nord e Sud accomunati dal buon senso e da valori condivisi e sani, incarnati dalla ribellione morale di due piccoli grandi rappresentanti delle istituzioni a fatti apparentemente diversi ma ugualmente stupidi. Sì, proprio da farci un bel calendario d'altri tempi... 


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