E’ davvero dura la vita dello scrittore. Io gli scrittori me li immagino sempre chini sulle “sudate carte” a rischio emicrania, esaurimento nervoso e scoliosi; grafomani pieni di complessi, tipo quello straziante di Giovanni Battista, che ne fa dei profeti tanto inascoltati quanto acclamanti verità che nessuno vuole conoscere, in questo arido mondo dove l’immagine ha soppiantato la parola, l’azione il pensiero ed un fondoschiena o un paio di scarpette chiodate valgono più di un cervello sopraffino, riuscendo a smuovere persino i capitali degli editori, notoriamente imprenditori che fiutano gli scrittori di valore come un maialino salvadanaio i tartufi piemontesi (forse è per questo che preferiscono “rischiare” pubblicando le memorie di un’attricetta in cerca di fama o i ricordi di un idolo del pallone, rigorosamente riveduti, le une e gli altri, dai loro editors di fiducia).