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Contraddizioni evangeliche: battesimo di Gesù

Creato il 14 agosto 2010 da Andream
Contraddizioni evangeliche: battesimo di GesùRiprendo la serie di posts sulle contraddizioni presenti nelle narrazioni evangeliche, con l'ausilio dell'interessante libro Jesus, Interrupted, di Bart Ehrman.
Dopo l'episodio della cacciata dei mercanti dal Tempio, quello dell'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, dopo un post sulle contraddizioni riguardo al giorno della morte di Gesù, uno su quattro contraddizioni o errori nella narrazione della passione di Gesù e, infine, uno sul tradimento e la morte di Giuda, ecco una piccola presentazione delle incongruenze relative al battesimo di Gesù.
Prima di iniziare, fate mente locale alle vostre conoscenze su questo episodio fondamentale: Gesù è battezzato da Giovanni Battista nelle acque del Giordano, quando si sente una voce dal cielo che dice...
Cosa dice la voce dal cielo al battesimo di Gesù?
Come spesso succede, l'episodio è riportato nei vangeli sinottici (Marco, Matteo e Luca) ma non nel quarto vangelo, il Vangelo secondo Giovanni, dove Giovanni Battista testimonia la discesa dello Spirito Santo su Gesù. Ci sarebbe da dire qualcosa a riguardo, ma si tratterebbe di una deviazione dalla questione delle contraddizioni. O forse no.
Contraddizioni evangeliche: battesimo di GesùIniziamo dal principio, cioè dalla testimonianza più antica del battesimo di Gesù, contenuta nel Vangelo secondo Marco; infatti Paolo di Tarso non parla di questo evento.
Vangelo secondo Marco, capitolo 1:
10 A un tratto, come egli usciva dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito scendere su di lui come una colomba. 11 Una voce venne dai cieli: «Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto».
Gesù vede i cieli aprirsi e una la colomba, incarnazione dello Spirito, scendere su di lui (ci sarebbe da chiedersi come poteva Marco sapere ciò che vide solo Gesù, ma questo è un punto minore). Subito dopo si ode una voce dal cielo, che parla direttamente a Gesù, gli rivela o gli conferma di esserne il Figlio diletto e che in lui si è compiaciuto. Evidentemente qui è Dio che parla direttamente a Gesù.
Sul Vangelo secondo Marco si basano gli altri due sinottici, ad esso successivi, che rielaborano l'episodio. In particolare, il Vangelo secondo Matteo, capitolo 3, dice che:
16 Gesù, appena fu battezzato, salì fuori dall'acqua; ed ecco i cieli si aprirono ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. 17 Ed ecco una voce dai cieli che disse: «Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto».
Ancora una volta Gesù vede una colomba scendere dal cielo e venire verso di lui; ancora una volta si ode una voce dai cieli. Questa volta, però, la voce non si rivolge a Gesù direttamente, ma lo presenta ad altri (a Giovanni? ai presenti? ai lettori del vangelo?) come il proprio figlio e dichiara di esserne compiaciuto.
La versione del Vangelo secondo Luca riprende quella del Vangelo secondo Marco; infatti, nel capitolo 3 sta scritto:
21 Ora, mentre tutto il popolo si faceva battezzare, anche Gesù fu battezzato; e, mentre pregava, si aprì il cielo, 22 e lo Spirito Santo scese su di lui in forma corporea, come una colomba; e venne una voce dal cielo: «Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto».
Esiste dunque una discrepanza tra le narrazioni evangeliche. Da una parte Marco e Luca che raccontano di come la voce si rivolga a Gesù e lo riconosca come figlio diletto; dall'altra Matteo, per il quale la voce si non si rivolge a Gesù, ma lo presenta a terzi. Una differenza che sembra triviale (in verità ha un significato teologico), ma comunque una differenza tra le narrazioni evangeliche. Ma in realtà la questione è più complicata. Entra in campo il Codex Bezae.
«Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato»Contraddizioni evangeliche: battesimo di Gesù
Esiste infatti un manoscritto onciale greco-latino del V secolo, il Codex Bezae, che riporta una variante testuale differente per il testo del Vangelo secondo Luca riguardo alle frasi pronunciate dalla voce. In questa variante, le frasi pronunciate dalla voce sono: «Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato» (Vangelo secondo Luca 3:22, variante Codex Bezae).
Questa strana frase è una citazione diretta del Salmo 2:7: «Io annuncerò il decreto: Il SIGNORE mi ha detto: "Tu sei mio figlio, oggi io t'ho generato"». Questa stessa formulazione è attestata anche da altri manoscritti latini, e fu ampiamente citata dai cosiddetti "Padri della Chiesa", tra il II e il III secolo.
Molti esegeti biblici ritengono questa variante quella originale, quella scritta da Luca nel suo vangelo, mentre quella ora presente nelle traduzioni di quel vangelo sarebbe stata una sorta di correzione successiva (ma molto antica). Le ragioni per questa conclusione sono il peso delle citazioni patristiche e il fatto che la versione moderna di quel versetto è identica a quella del Vangelo secondo Marco, e i copisti tendevano ad uniformare i testi evangelici tra di loro. In questo caso, la modifica fu probabilmente introdotta per ostacolare l'Adozionismo, una corrente del Cristianesimo delle origini secondo la quale Gesù non era figlio di Dio, ma era stato da lui adottato al momento del battesimo nel Giordano; rimuovendo il riferimento alla «generazione» dal Vangelo secondo Luca, si toglieva forza alla posizione degli adozionisti.
È anche interessante notare un altro fatto. Epifanio di Salamina, un cristiano del IV secolo che compose un'opera contro le eresie narra che nel Vangelo degli Ebioniti - un vangelo utilizzato dalla corrente cristiana degli Ebioniti nel II secolo, e ora andato perduto - stava scritto:
E mentre usciva dall'acqua, i cieli furono aperti, ed egli vide lo Spirito Santo discendere nella forma di una colomba ed entrare in lui. E una voce dal cielo disse «Tu sei il mio figlio prediletto; in te mi sono compiaciuto». E ancora, «Oggi ti ho generato». (Vangelo degli Ebioniti, citato da Epifanio di Salamina, Contro gli eretici, 30/13:7-8)
Come si vede, gli Ebioniti tentarono di risolvere le contraddizioni tra le varie versioni facendole confluire in un'unica versione che diceva tutte le cose. Non diversamente da molti esegeti moderni!
E dopo?
Immediatamente dopo il battesimo, Gesù fu spinto dallo Spirito Santo a recarsi nel deserto, dove fu sottoposto alle tentazioni del demonio per quaranta giorni. Poi, dopo l'arresto di Giovanni, iniziò la sua predicazione. Almeno secondo i sinottici. Marco, ad esempio, scrive (capitolo 1):
12 Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto; 13 e nel deserto rimase per quaranta giorni, tentato da Satana. Stava tra le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. 14 Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando il vangelo di Dio e dicendo: 15 «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo».
L'autore del Vangelo secondo Giovanni, invece, la pensa diversamente. Il giorno dopo il battesimo, Gesù incontra nuovamente Giovanni, che lo identifica come l'«Agnello di Dio»; subito due discepoli di Giovanni (uno dei quali era Andrea fratello di Simon Pietro) si aggregano a lui. Il giorno dopo, Gesù parte per la Galilea e raccoglie i suoi primi discepoli (capitolo 1):
35 Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli; 36 e fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse: «Ecco l'Agnello di Dio!» 37 I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù.
[...]
43 Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse: «Seguimi»
Cosa accadde dopo il battesimo di Gesù? Andò subito nel deserto per quaranta giorni, a subire le tentazioni, come dice Marco? Oppure nel giro di due giorni raccolse i primi discepoli e andò in Galilea, come dice Giovanni?
Un'altra contraddizione evangelica...
Le traduzioni italiane del Nuovo Testamento sono dell'edizione Nuova Riveduta.

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