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“Contro gli Specialisti”

Creato il 15 dicembre 2013 da Larivistaculturale @MePignatelli

 

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Per una politica che ritrovi la leadership senza l’aiuto dei tecnocrati, per una politica che sa costruire una visione per il futuro dei suoi figli, perché la cultura diventi il punto dal quale innovare, per una visione costruttiva del discorso di Matteo Renzi neo-segretario eletto del Partito Democratico, ripubblico la recensione del libro di Giuliano da Empoli “Contro gli Specialisti”, già Assessore alla Cultura del Sindaco di Firenze e coordinatore del suo programma alle scorse primarie.

L’articolo è stato pubblicato per Officine Democratiche, e lo ripubblico oggi come referente Cultura dell’Officina dei Talenti, perché la Cultura rimanga sempre sulla frontiera, aperta ai saperi meticci, agli altri, ritrovando la capacità di “fare squadra”.

Il titolo era “Specialisti: Illusioni di Validità”, per sottolineare un punto fondamentale dell’analisi di Da Empoli.

L’ignorante istruito (di Ortega y Gasset) o lo specialista senza intelligenza (di Max Weber) contro cui punta il dito Giuliano da Empoli in “Contro gli Specialisti” (Marsilio, 2013), crede che tutto sia calcolabile, prevedibile, riducibile a statistiche e si conforma alle previsioni che egli stesso elabora: “Gli specialisti senza intelligenza sono quelli che leggono solo saggi, che si fanno trascinare dalle mogli alle inaugurazioni delle mostre, che si addormentano al cinema, che, se si concedono un girocollo nel week-end, sono in realtà impazienti di tornare al lunedì perché la loro identità è interamente legata al loro status professionale dove però annoiano studenti, governano dipendenti o, televisivamente parlando, pontificano”.

Le soluzioni degli specialisti, poi, sono mere “illusioni di validità”.

Come si sia arrivati ad avere cosi tanti specialisti ignoranti, in cosi tanti settori e posizioni chiave, non si spiega. Certo capiamo bene che lo specialista è diventato “un ignorante istruito”, che ha perso la sua intelligenza, che è diventato, già secondo Max Weber, “un gaudente senza cuore: un nulla che si immagina di essere salito ad un grado di umanità non mai prima raggiunto”.

Il sapere, e la fiducia nel sapere specializzato, ci vengono dalle radici positiviste della nostra cultura e si sono sviluppate da Auguste Comte in poi, anche con effetti notevoli riguardo il sistema di cura prevalente, quello della medicina allopatica (la nostra).

Ma è vero che, alla luce della storia recente, dal 2008 in poi, con lo sfacelo dell’Homo Oeconomicus, (con particolare riferimento a quello finanziario) possiamo rivedere i fondamenti di quello che regge la nostra società.  E qui il libro di da Empoli ha il merito di fotografare con un linguaggio piacevole lo sfacelo degli effetti “del pensiero a compartimenti stagni”.

Noto però che, mentre il positivismo in medicina ha portato gli specialisti a lavorare e fare ricerche in “équipe” o in “team” (parole che non a caso non trovano giuste traduzioni in italiano), nelle materie umanistiche o in politica, al di là del momento di rottura creativa, si tende a voler accumulare un sapere enciclopedico da utilizzare poi in solitario, senza accettare veramente che “non si può sapere tutto”.

Il problema è che lo specialista, nelle materie umanistiche, si sente un frutto unico e puro, solo detentore di un’essenza “culturale”, che fa francamente fatica a condividere. Ma, davanti alla disgregazione frammentata della società contemporanea, leggibile anche come un momento di grande fermento culturale, in effetti il singolo saggio capace di risolvere la situazione (tipo Avicenna) non pare una concreta ipotesi di sollievo. Anche perché, come sottolinea l’antropologo James Clifford “i frutti puri impazziscono”.

Quindi, mentre non si può tornare ad Avicenna, si può pensare di andare oltre lo specialista singolo, unendolo ad altri per lavorare a soluzioni costruttive. Così l’approccio umanistico si può rinnovare, coordinare e guidare verso una comprensione olistica ed articolata dell’uomo contemporaneo.

Nell’unione dei saperi specializzati, nel lavoro di gruppo, nel coordinamento degli approcci e poi nel trovare un terreno comune attraverso il dialogo si può, credo, trovare la via per un nuovo umanesimo.

Magari illuminato.

Melissa Pignatelli

Giuliano da Empoli, “Contro gli Specialisti”, Marsilio Editore, 2013 (acquistabile qui).

Fonte foto di copertina qui.


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