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Crowdsourcing, il mercato dell’intelligenza: twago

Da Giorgiofontana

Silvia Foglia lavora a Berlino e da circa un anno si è imbarcata nella crociera attorno al mondo con twago, la piattaforma di crowdsourcing tedesca che mette in relazione tra loro fornitori e clienti con le dinamiche del social network.
Un tema molto caldo che discutiamo con lei, che il country manager per l’Italia, nella fredda Berlino: 

crowdsourcing, il mercato dell’intelligenza: twago twago si considera una piattaforma di crowdsourcing o si vuole collocare nel segmento dei marketplace tradizionali?

Ci definiamo una piattaforma online per la mediazione di progetti internazionali, questa definizione ci colloca quindi nel segmento dei marketplace. Mettiamo in contatto clienti e fornitori provenienti da diversi paesi del mondo, offrendo loro l’opportunità di collaborare con nuove aziende e freelance che altrimenti non avrebbero avuto modo d’incontrare. I clienti possono quindi scegliere il miglior professionista con cui cooperare tra un gruppo molto ampio di esperti internazionali, mentre i fornitori possono vincere nuovi progetti sui quali lavorare.

Come declina twago il crowdsourcing? Ci saranno evoluzioni in tal senso?

twago ha un modello di business diverso rispetto al crowdsourcing tradizionale. I clienti hanno la possibilità di interagire con una popolazione internet (crowd), alla quale tuttavia non è richiesto alcuno sviluppo, ma solo la partecipazione in termini d’invio di una propria offerta. Diversamente dalle tradizionali piattaforme di crowdsourcing, i clienti non ricevono lavori già svolti tra i quali scegliere, ma ricevono diverse offerte dai freelance interessati, e solo il professionista prescelto lavorerà sul progetto direttamente con il cliente.
Al momento non abbiamo intenzione di includere il crowdsourcing nel nostro business model, in quanto vogliamo incrementare la nostra quota di mercato sul modello di business attuale che, proprio per la tipologia di servizi che vengono offerti sulla piattaforma, è il modello secondo noi migliore.

Quali sono i valori aggiunti che twago offre rispetto ai suoi concorrenti ?

twago ha il grande vantaggio di essere attivo sia a livello nazionale che internazionale. Il nostro approccio multi language offre agli utenti la possibilità di scegliere se utilizzare l’interfaccia inglese, italiana, tedesca oppure quella spagnola. Offriamo accesso a più di 100.000 esperti in tutto il mondo. I clienti hanno tuttavia l’opportunità di utilizzare la piattaforma nel modo che meglio rispecchia le proprie necessità ed esigenze. Questo significa che potrà scegliere se inserire il progetto in italiano per la ricerca di un fornitore nazionale, oppure in inglese per la ricerca di collaboratori ternazionali. Hanno quindi l’opportunità di scegliere se lavorare con un fornitore dietro l’angolo, oppure dall’altra parte del mondo. Ed entrambe le opzioni offrono naturalmente diversi pro e contro.
Siamo inoltre l’unico servizio in Europa in grado di offrire tra i metodi di pagamento l’Acconto di Garanzia” (Escrow) garantendo quindi sia ai clienti che ai fornitori protezione e sicurezza.

In che modo twago certifica le referenze di clienti e fornitori?

twago ha creato un accurato sistema di verifica. Questo significa che offriamo sia ai clienti che ai fornitori l’opportunità di dimostrare che le informazioni presenti nell’account sono veritiere. Crediamo sia di particolare importanza, soprattutto nel mondo online, dove spesso capita di non incontrare mai di persona il professionista con cui si collabora, instaurare un rapporto basato sulla fiducia.
Abbiamo due diverse forme di verifica. Da una parte verifichiamo l’utente, controllando che effettivamente esista, che i contatti ed i lavori indicati nel profilo siano quindi corretti. Vengono richiesti agli utenti documenti alcuni ufficiali, come per esempio la carta d’identità o il passaporto. D’altra parte offriamo anche la verifica delle referenze degli utenti. Controlliamo quindi che il lavoro sia stato effettivamente svolto e che le referenze indicate sulla piattaforma siano reali. Chiamiamo quindi il cliente che ha commissionato il progetto per capire se e come è stato svolto il lavoro.

Con la tua esperienza in twago cosa rispondi alle critiche per le quali crowdsourcing e marketplace tendono ad appiattire il mercato su bassi costi di fornitura e relativo abbassamento della qualità dei prodotti finali?

Posso parlare solo per quanto riguarda i marketplace e non per le critiche mosse verso il concetto di crowdsourcing, in quanto come specificato precedentemente twago è una piattaforma online, quindi un marketplace. Vi è inoltre da considerare che anche diversi marketplace si basano su business model diversi.
Offriamo una piattaforma dove i clienti possono trovare i migliori professionisti per i propri progetti, e i fornitori possono trovare nuovi lavori. Siamo in contatto con molti dei nostri clienti, e spesso consigliamo loro di non scegliere il fornitore solo sulla base del prezzo offerto. La buona qualità ha infatti sempre un certo prezzo. Dalla nostra esperienza meno del 5% dei clienti è alla ricerca del prezzo più basso disponibile sul mercato. La maggior parte sceglie infatti il fornitore che meglio risponde alle proprie esigenze indipendentemente dal prezzo offerto; viene prestata maggiormente attenzione al portfolio,  ai feedback e referenze i precedenti clienti o ai servizi di verifica presenti nel profilo.
In twago offriamo infatti un sistema di giudizi e feedback in grado di offrire la massima trasparenza ai clienti che possono quindi selezionare il professionista anche sulla base dell’esperienza di precedenti clienti della piattaforma.
Sulla piattaforma offriamo un modello di utilizzo flessibile che offre la massima libertà ai nostri utenti. Questo significa che i clienti possono pubblicare un progetto indicando il budget a disposizione (per esempio tra 800 e 1.500 €, tra 1.500 e 3.000 €), ed i fornitori possono inviare una propria offerta indipendentemente dal budget indicato dal cliente. Possono inoltre indicare al cliente che il budget non è sufficiente, ed è possibile vedere quante richieste di modifica del budget sono state inviate al cliente. Offriamo quindi diversi strumenti per aiutare entrambe le parti a trovare il miglior collaboratore senza appiattire il valore dei servizi offerti. Come già sottolineato, è interessante notare come la maggior parte dei nostri clienti non commissiona il progetto al fornitore con l’offerta più bassa, ma quello che offre maggior sicurezza e fiducia.

Che opportunità ha un fornitore di servizi europeo o americano in twago rispetto all’impossibilità oggettiva di rispondere alla concorrenza sui costi di colleghi di paesi asiatici e sudamericani?

Un fornitore asiatico o sudamericano può certamente offrire i propri servizi ad un prezzo minore rispetto ad un fornitore europeo. Questo non significa che la qualità del lavoro debba essere necessariamente minore. Prima di continuare vorrei presentare le due tipologie clienti che ritroviamo nella nostra piattaforma: l’Offshorer e l’Onshorer. L’Offshorer è alla ricerca del prezzo minore e accetta il fatto di dover compensare il basso prezzo con un maggior bisogno di comunicazione con il fornitore estero e dover quindi fare i conti con i fusi orari e le differenze culturali. L’Onshorer è invece alla ricerca di referenze e di un partner il più vicino possibile, considerando eventuali incontri personali, ed il fatto di parlare la stessa lingua. Non bisogna sottovalutare i costi della comunicazione, e non tutti sono disposti ad investirvi troppo tempo. Risparmiare energie in quest’area è un grande vantaggio offerto dalla scelta di un professionista connazionale. L’Onshorer la pensa proprio così ed è per questo che sceglie sempre un fornitore nazionale.
Le nostre statistiche internazionali mostrano che più di due terzi dei nostri clienti sono Onshorer, preferiscono quindi collaborare con fornitori nazionali di un certo livello in grado di consegnare lavori di qualità, rispettando le consegne ed una comunicazione efficiente.

twago può considerarsi uno strumento per aumentare la visibilità del brand?

twago può aumentare la visibilità sia per i fornitori che per i clienti in due modi. Il primo è il classico passaparola che si viene a creare una volta terminato con successo un progetto. Il secondo è attraverso SEO grazie al fatto che in twago è possibile creare il proprio profilo ed essere quindi trovati più facilmente in Google e altri motori di ricerca. Nel profilo è possibile inserire una presentazione personale/aziendale, i servizi offerti, le referenze oltre che i lavori svolti e l’ammontare del guadagno in twago.

La presenza di un’azienda in twago non rischia di far percepire all’esterno una bassa qualità della sua offerta sul mercato?

twago ha una buona reputazione. Sia i clienti che i fornitori possono offrire e ricevere feedback e giudizi sul lavoro svolto. Il giudizio medio è di 4,9 su una scala da 0 a 5, dove 5 è il massimo. Inoltre i fornitori che lavorano in twago e vincono i primi progetti, creano molto velocemente una buona reputazione, ed una buona reputazione vale denaro.

C’è spazio per un progetto come twago al di fuori della fornitura di servizi, ad esempio nell’ambito del no profit o nella commercializzazione di prodotti?

Perché no? Sarebbe una bella idea. Il concetto di twago non è un segreto, se qualcuno del mondo del no profit vorrebbe adattare la propria idea al nostro business model, saremo lieti di prendere in considerazione un’eventuale cooperazione.

Come sei arrivata al tuo incarico di Country Manager in twago?

twago era alla ricerca di un madrelingua per l’entrata nel mercato italiano, ed io ero alla ricerca di una nuova esperienza lavorativa nel mondo del business online. Ci siamo semplicemente incontrati nel momento e nel posto giusto. Io provenivo da un’esperienza di due anni con un’azienda svedese che mi ha offerto un positivo insight sulle piattaforme online. Questo ha colpito particolarmente il team dei fondatori di twago e così l’avventura è cominciata.

In cosa consiste la tua attività?

Sto lavorando in due direzioni principali: da una parte per l’acquisizione di fornitori di servizi (freelance e medie e piccole aziende) interessati ad offrire i propri servizi sulla nostra piattaforma. D’altra parte, e soprattutto in questo periodo, mi occupo della ricerca di nuovi clienti in cerca di freelance con i quali collaborare per progetti in outsourcing.
Mi occupo inoltre di stabilire nuove relazioni con partner interessati ad offrire il nostro servizio ai propri utenti, traendo vantaggio dal largo database di freelance iscritti sia italiani che internazionali. In Italia abbiamo infatti già alcune partnership avviate e, ogni volta che un nuovo cliente ci scopre, riceviamo feedback positivi.

Come collochi il mercato italiano del lavoro e le sue dinamiche nel progetto twago?

Il mercato italiano appartiene ai nostri due mercati principali in termini di numero di fornitori di servizi. Dopo la Germania, il paese in cui la piattaforma è nata, l’Italia è infatti il mercato più grande. La decisione di lavorare sull’Italia è stata presa dopo analisi dettagliate, ed è stata scelta per il potenziale che offriva e che ancor oggi sta dimostrando di offrire. Siamo lieti di vedere che molti italiani comprendono il valore che twago può offrire loro.

Siete soddisfatti dei risultati sin qui ottenuti e quali obiettivi volete raggiungere in Italia e fuori?

Siamo molto soddisfatti dei risultati fino ad oggi ottenuti. Nel 2010 abbiamo ricevuto tre premi, a livello internazionale, a coronamento del nostro lavoro e dei risultati raggiunti. Abbiamo un eccellente team e vedere che ognuno si diverte lavorano, si riflette nel numero di fornitori e progetti. Nel 2011 ci concentreremo nell’esplorazione di nuovi mercati europei e nell’espansione dei mercati esistenti. In Italia siamo la piattaforma d’intermediazione per servizi dedicati alla programmazione web e design più grande, in termini di fornitori iscritti. Il nostro obiettivo è di mantenere questa posizione e diventare il servizio d’outsourcing maggiormente utilizzato dalle aziende di piccole e medie dimensioni.

Quali sono gli eventi a cui parteciperai nel prossimo futuro?

Abbiamo terminato il 2010 partecipando allo SMAU di Milano, presentando la nostra piattaforma nei “Percorsi dell’Innovazione” dedicati alle Start up. Sul nostro stand abbiamo invitato alcuni nostri freelance che hanno offerto la propria esperienza d’utilizzo della piattaforma presentandosi ai clienti non solo come profili virtuali iscritti su una piattaforma, ma reali.
Io sono stata inoltre invitata alla prima edizione milanese dello Start up Weekend, evento itinerante dedicato allo sviluppo di nuove idee, alla creazione di una Start up durante un week end. Siamo stati invitati come esempio di Start up avviata offrendo la nostra esperienza, e come parte della giuria che al termine del week end ha votato la miglior idea.
Per quanto riguarda il 2011 stiamo valutando la partecipazione ad alcuni eventi dedicati al mondo della comunicazione e del marketing, ma non abbiamo ancora nulla di confermato.

twago Italia promuoverà iniziative o intende essere proattivo in qualche progetto nel settori del lavoro e della formazione?

Al momento non offriamo alcuna iniziativa in questa direzione, anche se si tratta di un argomento di particolare interesse. Crescendo, potremmo espandere la tipologia di servizi offerti.
Nel nostro Magazine online offriamo consigli e informazioni legati al mondo del lavoro per freelance e aziende alla ricerca di collaboratori per lavori in outsourcing. Abbiamo pubblicato circa 150 articoli sulla pagina in inglese, mentre quella italiana, molto più recente circa una trentina.


crowdsourcing, il mercato dell’intelligenza: twagoSilvia Foglia è Country Manager Italy in twago, la piattaforma europea per progetti in outsourcing nel settore della programmazione (web), del design e altri servizi, per aziende di piccole e medie dimensioni. Silvia è entrata a far parte del team di twago nel Marzo 2010, dopo aver ricoperto l’incarico di Account Manager Italy in Cint AB, azienda di ricerca di mercato svedese specializzata in ricerche online, prima dalla sede centrale di Stoccolma, Svezia e poi da Barcellona, Spagna.
Silvia Foglia ha conseguito la Laurea in Scienze dell’Educazione con specializzazione in “Esperti nei Processi Formativi” all’Università degli Studi di Verona. In twago è responsabile del Marketing e PR e dei Rapporti con i Clienti per il mercato italiano.
Ha partecipato come parte della giuria nella prima edizione milanese dello Startup Weekend, evento itinerante dedicato allo sviluppo delle migliori idee presentate durante il week end.
Grazie a diversi anni di esperienza in business internazionale e profonda conoscenza del mercato online italiano, ha aumentato significativamente la quota di mercato di twago in Italia.

 

Contatti
Silvia Foglia,
Country Manager Italy

Diretto: +39 030 207 80 32
Skype: twago.italia
Email: [email protected]

Twitter: twago_italia
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