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Dal Vangelo secondo Hombre (3)

Da Hombre @LaLineadHombre
(Segue dal Vangelo secondo Hombre - 1 e 2)
Gesù presenta la sua idea vincente avvalendosi di 10 slide (7-10)
Dal Vangelo secondo Hombre (3)- Per la scelta del Core Business e quindi dell’attività che caratterizzerà il nostro progetto vincente abbiamo dato qualche mese fa il mandato ad un gruppo di lavoro di una società esterna molto affidabile: Le 3 Marie. Abbiamo fornito loro le opzioni di massima che vedete riepilogate nella slide e giusto qualche giorno fa ci hanno fornito la risposta. Ha vinto l’Anima, di un’incollatura sulla Fede che, comunque, vedrete sarà tenuta in grande considerazione. Più staccati invece i santini e le parabole. Qui si andava su progetti un po’ troppo commerciali con la Panini da una parte che spingeva per questa raccolta di figurine di tutti i santi, poi il top 12, gli scudetti di raso con le province della Giudea… avevano anche un grande slogan “Non di solo Panini vive l’uomo”, ma non ce la siamo sentita. Idem poi per Sky che giocava sul doppio senso della parola parabola per piazzare un padellone in ogni terrazza esposta a sud. Alla fine però il core-business del Cristian-esimo sarà l’anima anche se dovremmo lavorarci un po’ su questo concetto. L’anima resta pur sempre qualcosa di astratto, di intangibile non sarà facile far capire che ha un valore e che è immortale. E’ in lavorazione anche un inno musicale sul quale si punta forte. Un certo Apicella, un compaesano di Gennaro quello che ha il ristorantino di pesce nella città vecchia, ci ha proposto una sua canzone, in dialetto napoletano, dal titolo Anema e Core Business. Stiamo valutando, il jingle in effetti è di quelli che ti entrano in testa. Un’ultima cosa che Le 3 Marie SpA ci hanno suggerito, ma qui c’è da pagare perché l’idea è loro, è quella di festeggiare poi nei secoli a venire una ricorrenza forte, che potrebbe essere la mia nascita, con l’abbinamento di un bell’articolo mangereccio, tipo un panettone ecco. Tanto si sa, va bene le religione e tutto quanto, ma se c’è pure da far andare la ganascia è meglio.
Dal Vangelo secondo Hombre (3)- I dogmi, che dire sui dogmi? Come leggete dalla definizione, che tra l’altro ho ripreso pari pari da wikipedia, il dogma non si può mettere in dubbio e questo ci dà un grosso vantaggio. È un istituto un po’ nuovo, anche delicato, si rischia di bruciarci se non lo si spiega bene. In pratica per i casi in cui ci servirà forgiare un pensiero o fissare un concetto, ma non avremo argomenti materiali, tangibili e reali per poterlo avvalorare ci giocheremo questo jolly, un po’ come il Belgio a Giochi senza Frontiere. Il dogma insomma non si potrà discuterlo lo si dovrà solo accettare e non ci saranno illuministi, marxisti o comunisti fancazzisti con le loro teorie ragionate che possano smontare il castello. Per comodità vi riepilogo i 3 dogmi fondamentali che saranno alla base di tutto l’ambaradan: la Santissima Trinità – l’immortalità dell’anima e di questi ne abbiamo già ampiamente discusso in precedenza. E poi uno nuovo che, ci potete scommettere, risolverà più di una diatriba futura: rigore è quando arbitro fischia.
Dal Vangelo secondo Hombre (3)- Con questa diapositiva volevamo focalizzare dei concetti peraltro già enunciati in precedenza. Per la diffusione e il mantenimento saranno necessari tutta una serie di personaggi che in qualche modo sminestreranno la pappardella, anche se noi è bene che programmiamo di dar loro qualche privilegio, non lo faranno certo per vocazione o altro. Intanto faremo sì che i preti siano famosi in tutto il mondo, insomma che siano “celebri”, così saranno contenti.
- Scusa Signore, ma sulla slide c’è scritto “celibi”
- Ohibò, davvero! “Celibi” c’è scritto, mannaggia scusate… sarà stato il correttore automatico! Ricordiamoci di modificarlo eh, Lazzaro, sennò succede un casino. Celibi… ah, ma t’immagini? Pazzesco!1!!11!!1!
- Quindi dicevamo preti, sì ma con loro e basta si va poco lontano, ci serviranno frati, suore, tutta una serie di prelati e compagnia cantando, ma non ci dimentichiamo di catechisti, diaconi, sacrestani, e poi non potremo fare a meno – e sapete quanto mi costa dirlo! – di ex diccì, ciellini, meeting di Rimini, e nemmeno dei Papa boys. Sarà quindi con l’impegno e con il lavoro duro che riusciremo a trasmettere le nostre idee e a coltivarle affinché possano sbocciare in ogni angolo di mondo creato. Impegno e lavoro duro, d’altra parte non è che possiamo fare i miracoli. Un altro accorgimento fondamentale affinché il giochino funzioni sarà preservare i nostri ragazzi, preti et similia, dal troppo lavorare: dobbiamo dar loro potere così che possano ordinare agli altri le cose da fare e al tempo stesso evitare di far durare troppa fatica a loro. Quindi, per tutte le mansioni in qualche modo impegnative e faticose, si potranno rivolgere ai laici comandando “Fai qui!”, “Fai là”, “Fai sotto” e “Fai sopra”. Questo sistema di cose lo chiameremo il “Fai club” e come tutti i club che si rispettino avrà le sue dannate regole. Prima regola del Fai Club: non parlate mai del Fai Club. Seconda regola del Fai Club: non dovete parlare mai del Fai Club.
Dal Vangelo secondo Hombre (3)Questa roba invece, la messa, sarà la celebrazione per eccellenza del nostro beneamato Cristian-esimo, quella che ci permetterà di rinfrescare periodicamente a tutti la memoria, e si pensava di farla la domenica mattina…
- Come domenica mattina? Ma questa cosa ci rovina il weekend…
- Io vado a pescare…
- Ma è l’unico giorno che si può dormire…
- C’è lo sci in televisione…
- Il mercato a Porta Portese…
Gesù riflette in fretta e poi decide.
- D’accordo, d’accordo ho capito. La domenica mattina non va bene. Sì m’era venuto il dubbio anche a me, in effetti. Nessun problema, la spostiamo. Quando la si mette? A metà settimana? Va bene a tutti? Allora si fa mercoledì alle 5 di pomeriggio vai. Lazzaro, allora anche questa è da modificare, ricordiamocelo eh…
- Allora, nello specifico, questa messa: Chi? Più gente possibile, è logico. Quando? Questo s’è definito, resta semmai da capire cosa fare per le feste comandate. Cosa? Ecco su questo punto c’è un altro gruppo di lavoro del quale fa parte Giacomo che sta studiando esattamente come strutturare la celebrazione. Comunque qualche anticipazione ve la posso dare io… aspettate che prendo gli appunti… Dunque intanto si va in chiesa, poi segno della croce, un paio di preghiere, litanie a gogò, letture di vecchi brani incomprensibili di profeti intervallati da episodi anche della vostra vita, i vostri atti insomma. Un bel brano dalle mie biografie ufficiali, a cui seguirà un commento da parte dell’officiante perché un po’ di libertà bisogna pur dargliela. E poi ancora “Credo in un solo Dio”, “Ascoltaci o Signore” e via discorrendo passando per “Scambiamoci un segno di pace” per arrivare alla “Messa è finita andate in pace!”, e comunque trovate i dettagli nelle slide di backup allegate. Ah, e ricordiamoci di passare a chiedere un’offerta ad ogni messa, non perdiamo di vista il cash flow, gli investitori ci guardano.
- Ma con quale scusa, Signore?
- Che ne so, non è importante, qualcosa c’inventeremo: il tetto da rifare, i missionari, l’intonaco della sacrestia, le divise nuove dei chierichetti, il campino dell’oratorio, la lebbra o la malaria.
- Sì però questa messa… sai che palle!
- Oh, oh chi è stato oh, ragazzi… - fa Giovanni.
Ma Gesù: - No, no ha ragione invece. Allora sai che si fa? Così in effetti può apparire noiosa. Ci si mette un po’ di musica, vedrai con quella si acchiappa un bel po’ di pecorelle. Organi in tutte le chiese, allora, cori e canti, quattro o cinque per messa, in più quando s’arriva e quando si va via… E poi, Lazzaro, aggiungi anche questo che non c'è scritto: la messa non può durare più di mezz’ora!
- Sì, con le canzoni in effetti… si può mettere anche il televoto?
- Boh, quello vediamo dai… comunque con questa si è finito, avete visto siamo in perfetto orario. Mi faccio vivo in settimana, per quella cena di lavoro. E studiate, mi raccomando che v'interrogo.
L’assemblea si scioglie, la carne al fuoco è tanta. Gli apostoli commentano sottovoce intanto che s’allontanano.
E poi, nel silenzio della sala riunioni ormai deserta, si sente solo l’imprecazione di Lazzaro:
- Orcazzozza non ho salvato!

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