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DALLE MAGGIORATE alle PALESTRATE

Creato il 10 marzo 2011 da Ilsegnocheresta By Loretta Dalola

DALLE MAGGIORATE alle PALESTRATEEnza Sampò conduce Viva l’Italia sul canale Arturo, un viaggio televisivo che racconta i cambiamenti del costume degli Italiani, in un orizzonte temporale ideale che abbraccia gli anni italiani dal dopo guerra ad oggi, un periodo in cui le trasformazioni sono state più rapide. Questa puntata ha come soggetto le donne e come sono cambiati : canoni estetici, salute, corpo mente e spirito.

Una bellezza che parte dai numeri 90-60-90. Misure ideali per il fascino degli anni ’50, gambe lunghe, bellissimi fianchi, una splendida vita era il modello a cui ambiva ogni ragazza, insomma era l’epoca della maggiorate.

Barbara Alberti, Eve La Plume, artista di burlesque che  utilizza le movenze femminili per enfatizzare lo spogliarello, Alessandra Carenza, maestra di Tai Chi e Flaminia Fegarotti attrice che ha affrontato il tumore al seno accompagnano Enza Sampo’ nel raccontare con le loro esperienze i cambiamenti del concetto estetico.

DALLE MAGGIORATE alle PALESTRATE

Tante cose mutano nel corso del tempo  ma, costante rimane  il concetto delle “torture” a cui ci sottoponiamo per rientrare nei modelli estetici prestabiliti, dalle stecche di balena ai tacchi a spillo, per non parlare del bisturi che sostituisce l’intelligenza femminile con una differenza, sostanziale: un conto è cambiare pettinatura e borsetta, un altro è mutare il proprio aspetto fisico con un intervento chirurgico. E anche per questo il ricorso al bisturi non va fatto mai alla leggera in  effetti nessuna tendenza è negativa in sé e per sé, l’importante è mantenersi nell’ambito del buonsenso. Eppure, soprattutto le ragazze più giovani, puntano ancora al ritocco “esagerato”, per esempio il classico intervento al seno che le possa trasformare in maggiorate, emblema di una fragilità sottomessa alle leggi del mercato odierno. Ieri nell’immaginario collettivo se la richiesta di una bellezza rotonda, rigogliosa, burrosa, morbida, era la diretta reazione agli anni della guerra determinata dalla miseria e dalla fame, oggi al contrario è solo risposta a modelli stereotipati e omologati.  Anche il candore della pelle è stato un parametro estetico importante, più bianca la pelle  più  belle erano considerate le rappresentanti del gentil sesso, l’abbronzatura era inammissibile, perché associata a  quel definitore visibile che separava le classi lavoratrici dalle classi dirigenti. Una pelle abbronzata  rilevava  una durata di esposizione ai lavori esterni, manuali e faticosi.

DALLE MAGGIORATE alle PALESTRATE
Arrivano poi gli anni della contestazione, delle rivendicazioni femminili e si cominciano a vedere le minigonne, l’attenzione si sposta dal seno e dal viso, alle gambe, mostrate, esibite, armi di provocazione e seduzione è il momento del femminismo e del diritto alla sessualità, è il tempo della spavalderia di un corpo conquistato. Ecco allora le calze con la riga e la lingerie che rimane tra i più forti “detonatori” dell’eros.  La lingerie copre e, insieme, svela, lascia intuire. E negli uomini il senso prevalente nell’erotismo è la vista.

La percezione del corpo contemporanea è orientata all’efficienza muscolare e allora ci si muove nelle palestre, si fa sport, e fitness. Allenare gli addominali, ridurre il giro vita, rassodare i glutei, scolpire il corpo,  dimagrire e tonificare, esercizi aerobici, passi di step, utilizzando manubri, elastici, cavigliere e pesi. Programmi vari e completi di tonificazione che servono per acquistare capacità motoria, contribuiscono a migliorare la resistenza sia cardiovascolare che respiratoria attraverso attività aerobica, body building e al corpo libero tradizionale.

E in futuro? Cosa aspetta la donna del domani? Il concetto estetico sembra si vada sempre più orientando verso canoni estetici morbidi, naturali e  senza eccessi: no quindi a visi spigolosi e corpi al limite dell’anoressico ma anche a seni esagerati opera di bisturi e silicone. Il trend di questo ultimo periodo è una bellezza con qualche curva e forma al punto giusto.

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Dalla bellezza mediterranea delle maggiorate, passando dalla donna grissino, anni Ottanta, è stato osservato che più o meno ogni 15 anni c’è una rivoluzione estetica femminile, quindi un concetto mutevole e non assoluto, da ciò deriva la naturale conseguenza che non può più esistere un giudizio oggettivo di bellezza.   Se i numeri 90, 60, 90, infatti, sono stati  le misure ideali di bellezza per il corpo femminile d’altri tempi, ma che chiaramente non rappresentano il valore di una donna, oggi, il ruolo dell’estetica dovrebbe essere quello di contribuire al benessere interiore ed esteriore di una persona, aiutandola a scoprire in se una bellezza sana e intelligente.


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