L’ambasciatore Usa a Roma, David Thome, in un dispaccio del 3 febbraio 2010, reso pubblico da Wikileaks, riguardante il decreto Romani sul web (la legge bavaglio, decaduta), scrive queste parole “ sembra essere scritta per dare all’esecutivo margine di manovra per bloccare o censurare i contenuti internet. Questa legge rappresenterebbe un precedente per nazioni come la Cina che copierebbero o citerebbero questa giustificazione per il giro di vite sulla libertà di parola”
Questo dispaccio, reso pubblido da Wikileaks, è stato pubblicato sul quotidiano spagnolo El Pais.
Possiamo dire che l’avevamo capito molto bene anche noi, ma che potessimo diventare uno specchio da imitare da parte della Cina, era quasi impensabile, oppure no, viste anche le numerose frequentazioni del papi con Putin che, notoriamente, è amico della Cina.