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Delle sentite scuse e fili sparsi

Da Cuordicarciofo
Forse ho dato un'idea di me in queste righe scritte in tutti questi mesi che non è aderente alla realtà. Forse ho esposto troppo e adesso a tornare qui mi sento un pochino troppo nuda.
E' difficile spiegare.
Una cosa mi ha fatto pensare. Avventatamente ho lasciato un commento. Io che prima di parlare conto fino a 300. Che prima di esprimere un qualsiasi giudizio osservo e cerco di capire cosa ho di fronte.
Non me la sto tirando. E' una mia caratteristica.
Che mi ha creato anche non pochi problemi.
Non so se è stato per questo commento, non voglio neanche pensare che tutto sia riferito a me (che presuntuosa!). Ma se si, me ne scuso. So che ogni tanto passi e leggi. E di questo ti ringrazio. E volevo anche dirti che capisco se hai sentito il bisogno di chiudere a sguardi indiscreti!
So che è tutto un po' oscuro, ma avevo bisogno di scriverlo. E' una questione di vedere anche le sfumature, come dice saggiamente Tina oggi.
Poi leggevo questo. Un bellissimo post, secondo me. Se vi va leggetelo.
Ho conosciuto un personaggio simile nella mia vita.
Era il capo cameriere del posto dove lavoravo mentre studiavo.
Il gelo scendeva quando arrivava. Era un tipo burbero, di poche parole. Indelicato anche, se vuoi, ma mai falsamente elargiva pietà.
Mi piaceva, le altre lo odiavano.
Ora non c'è più neanche lui. Era già vecchio allora.
Non so se riuscite a capire questa contorta riflessione.
Lui non usava le smancerie. Era freddo, diretto e spietato. Ma se il legame scattava non tradiva.
Nel suo essere burbero era di una delicatezza infinita.
I suoi sguardi, mentre servivo clienti che mi facevano a pezzetti.
Oppure quando entravo al lavoro e già "capiva che si era litigato anche oggi".
A volte parlando troppo si rischia di non dire proprio niente.

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