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Depressione

Da Perlabianca63

La depressione è forse la malattia più diffusa ai giorni nostri.Parlo di “malattia”, perché la depressione è sì uno stato mentale, ma produce tutta una serie di patologie a livello fisico, quali l’emicrania, la gastrite, l’ulcera duodenale, l’asma, le allergie, l’orticaria, ecc…Per questa ragione, i medici affrontano la depressione, il più delle volte con degli psicofarmaci, perché non vanno solo a curare la causa mentale, ma tentano anche di risolvere le patologie correlate.Anche se gli psicofarmaci danno un certo sollievo, non riescono tuttavia a risolvere la causa più profonda, quella che nasce da un problema esistenziale o spirituale.Può la depressione essere affrontata anche da un punto di vista cristiano, cioè andando a risolvere i problemi psicologici e spirituali che l’hanno generata?Molti sono convinti di sì, benché talvolta sia necessario appoggiare il proprio lavoro spirituale con delle cure mediche (nei casi in cui la depressione è profonda e duratura).Andiamo innanzitutto a considerare l’etimologia della parola: il termine “depressione”  viene dal latino “depressio” che indica uno stato di abbattimento, di infossamento, di avvallamento.Se immaginiamo che la nostra vita sia una linea retta in piano o meglio in salita, la depressione ci porta a scendere, ad inoltrarsi in un infossamento, in una buca, dalla quale è molto difficile risalire.Quando cadiamo in una buca profonda è indispensabile che qualcuno ci tenda un mano, opponendo una forza nella direzione opposta a quella della terra. Solo così possiamo uscire dalla buca!Anche nel caso della depressione psicologica, è quasi impossibile per un uomo/una donna uscire autonomamente da questo stato di abbattimento; un intervento dall’esterno, sia nella persona di un curatore d’anime, o di uno psicologo, sono importanti per risalire la china ed uscire dallo stato di tristezza e prostrazione causato dal dolore.
Le causeLa depressione non è solo un male dei nostri giorni: anche in passato gli uomini e le donne ne sono stati afflitti. La letteratura e gli scritti filosofici di molte culture, ce ne parlano; andando ad indagare nella storia personale degli scrittori, si possono individuare le cause della loro sofferenza psicologica.Ad esempio, il caso emblematico di Giacomo Leopardi ci dimostra che un'infanzia senza affetti, senza amicizie, senza svaghi, senza reali contatti umani (se non quelli epistolari) conduce facilmente alla depressione.Potremmo citare altri esempi molto conosciuti, ma giacché siamo cristiane, attingiamo da quella che è la fonte letteraria più attendibile per noi ... la Bibbia. Anche nella Parola di Dio abbiamo alcuni esempi di uomini che hanno traversato il tunnel della depressione, lasciandoci delle testimonianze.Citerò solo due esempi, Davide il re d'Israele, e Giobbe; andando a leggere la loro storia, scopriamo quali sono le cause che hanno generato la loro depressione. Molti salmi di Davide ci parlano di questo stato di malinconia profonda, di tristezza; voglio citare un salmo che è emblematico su questo argomento:Finché ho taciuto, le mie ossa si consumavano,tra i lamenti che facevo tutto il giorno.Poiché giorno e notte la tua mano si appesantiva su di me,il mio vigore inaridiva come per arsura d'estate.” (Salmi 32:3-4)La depressione, in questo caso, nasce da un cattivo rapporto con Dio; Davide ha commesso un grave peccato e dunque è schiacciato dal senso di colpa. Questa relazione di comunione che è stata interrotta dal peccato, è la causa di una depressione per il salmista. C’è un altro salmo di Davide, significativo su questo argomento:“Ma quasi inciamparono i miei piedi;poco mancò che i miei passi non scivolassero …Poiché son colpito ogni giornoe il mio tormento si rinnova ogni mattina.” (dal Salmo 73)In questo caso la depressione nasce dal fatto che il salmista ha subito delle gravi ingiustizie, si sente colpito dall’esterno e non capisce perché Dio non intervenga per aiutarlo e risollevarlo dalla sua situazione dolorosa.Accade a Giobbe la stessa cosa, ma nel suo caso, egli pensava che il colpevole fosse Dio; si sente colpito da una forte ingiustizia divina, perché ha sempre voluto essere integro e devoto ed è stato ripagato da tutta una serie di calamità.“Mi lamento forse di un uomo?E come farei a non perder la pazienza?Guardatemi, stupite,mettetevi la mano sulla bocca.Quando ci penso, ne sono smarrito,e la mia carne è presa da un brivido.” (Giobbe 21:4)Naturalmente Dio non era colpevole della situazione di Giobbe, ed egli ne uscì purificato e spiritualmente più maturo, quando comprese che non doveva addossare ad altri la colpa della sua tragedia.Nel caso di Giobbe, la depressione fu un periodo di maturazione e di crescita che lo condusse a conoscere meglio Dio. Prima della depressione Giobbe aveva "sentito parlare" di Dio; dopo, Giobbe aveva "visto" Dio nella sua sofferenza.Questi casi biblici ci dimostrano che la depressione può nascere da circostanze dolorose esterne all’uomo, per una malattia, o per un peccato commesso e dal relativo senso di colpa.

Ma si incontrano facilmente molte altre cause della depressione:

  • i traumi subiti durante l’infanzia,
  • la difficoltà di relazione con il prossimo (nel mondo del lavoro, della scuola, in famiglia),
  • la mancanza di valore che si dà alla propria persona (a causa di insuccesso, di fallimenti scolastici, lavorativi, divorzi, ecc.)
Ci sono poi le depressioni causate da stress prolungati; ad un certo punto del percorso della sofferenza, la mente va in cortocircuito e non ha più riserve per affrontare il dolore.Bisogna infine aggiungere che esistono delle depressioni cliniche che non dipendono da questi fattori esterni all’uomo; esistono casi di depressione dovuti a squilibri chimici del nostro cervello che non possono essere risolte semplicemente con un approccio psicologico o spirituale.Dio può guarire questo tipo di depressione, così come guarisce l’uomo da altre malattie, ma normalmente esse devono essere curate con farmaci adeguati.L’adolescenza è foriera di depressione, ma lo sono anche la gravidanza o la menopausa e la vecchiaia: generalmente gli squilibri ormonali hanno una parte importante di colpa negli stati depressivi. Infatti molte donne sperimentano che durante il ciclo mestruale sono afflitte da instabilità emotiva, angoscia improvvisa e tristezza (questo stato viene riconosciuto come “sindrome premestruale”). Infatti il medici affermano che le donne sono afflitte maggiormente dalla depressione rispetto agli uomini per il 20% in più.Vi sono invece persone che una predisposizione innata alla depressione, che può essere ereditaria.


Come si riconosce?Come si riconosce la depressione? Dal fatto che, inizialmente, si ha una stanchezza generale, si è scoraggiati riguardo al futuro, si è deboli e incapaci nell’affrontare anche le attività più semplici della giornata lavorativa, si è ansiosi nei confronti delle persone che amiamo. Successivamente questi sentimenti si trasformano in una forma di astenia più forte, una malinconia che non si allontana, un sentimento di totale abbandono rispetto alla vita.Nel caso specifico di un cristiano, il figlio di Dio non è più in grado di confidare in Lui per il proprio futuro, non riesce più a credere che le promesse del Padre celeste si compiranno, la fede lascia il posto allo scoraggiamento, allo sconforto, alla delusione riguardo a Dio. La preghiera non è più un soccorso possibile e nemmeno la lettura della Parola di Dio.Molte depressioni nascono improvvisamente,  perché una serie di pensieri negativi diventano il leit-motiv della giornata; è come se si insediassero pian piano nella mente, fino ad occuparne tutto lo spazio. La persona in questione ne è tormentata notte e giorno, finché la depressione diventa evidente anche alle persone che la circondano.Giobbe diceva:«Io provo disgusto della mia vita;voglio dar libero sfogo al mio lamento,voglio parlare nell'amarezza dell'anima mia!” (Giobbe 10:1)Cerchiamo di trovare degli indizi, capaci di discernere se siamo afflitti da una qualche forma di depressione.

Irritazione. Uno dei sintomi primari della depressione, è un’eccessiva irritazione e l’incapacità di rispondere con gentilezza e pacatezza alle domande che ci vengono rivolte. Questo crea delle relazioni difficili con la famiglia, nel mondo del lavoro e con gli amici. Altre persone, al contrario, diventano eccessivamente accondiscendenti, incapaci di reagire alle offese, agli attacchi esterni; si installa una sorta di passività che non è normale.Insonnia. Molte persone vedono arrivare la depressione quando la notte sono incapaci di riposare, e di ricuperare le forze fisiche e psichiche. Il problema nasce a causa di pensieri che arrovellano il cervello e che impediscono alla persona di prendere sonno. Ma l’insonnia pian piano cronicizza e diventa un’abitudine nociva.Ossessioni. I pensieri negativi hanno il potere di generare uno stato mentale negativo continuo e di insediarsi nella mente in modo permanente. Questi pensieri negativi, che generalmente hanno poca attinenza con la realtà, diventano una sorta di ossessione; la persona diventa dunque incapace di considerare la realtà con verità, e ha una visione deformata della propria situazione. Non ha più la capacità di giudicare oggettivamente le cose, ma soppesa ogni situazione dal proprio personalissimo punto di vista negativo.Pianto irragionevole. La persona depressa ha una tendenza al pianto immotivato, che non è nemmeno generato da vere situazioni di disagio.Autocommiserazione. La persona depressa è convinta di essere al centro di una congiura, di essere vittima delle circostanze, della propria famiglia, del proprio destino, della società, del mondo del lavoro. Si instaura così nei suoi pensieri una forte autocommiserazione, un compatimento irragionevole del proprio stato, dei propri comportamenti (anche quelli sbagliati). Chiunque cerchi di portare equilibrio in questi errati ragionamenti, viene immediatamente tacciato di insensibilità, di freddezza, di egoismo e spesso viene azzittito con sarcasmo.Incapacità di gestire le proprie emozioni. La persona depressa è travolta dalle emozioni, dai sentimenti ed è incapace di trattenere il pianto, il riso, le urla, ecc… Infatti il depresso può passare in poche ore da uno stato di euforia irragionevole, a momenti di tristezza profonda, di ansia illogica. Questo stato emotivo altalenante affatica moltissimo e provoca nella persona forti stress.

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Desidero affrontare questo argomento molto delicato, perché non si può chiudere gli occhi sul numero allarmante di giovani che decidono di porre fine alla propria vita.Un tempo chi non riusciva ad individuare una soluzione ai problemi, e non trovava un senso alla propria vita, era trattenuto di fronte ad una fine tragica, dal pensiero sconvolgente che Dio non può perdonare un essere umano che decide di porre fine ai propri giorni. La religione cattolica era molto severa con i suicidi, e non ammetteva neppure la celebrazione del loro funerale.Ma nel corso degli ultimi 25 anni il tasso di suicidi tra i giovani è triplicato. La religione non riesce più a colpevolizzare la loro morte prematura.Oggi, la morte volontaria viene vista talvolta come una possibilità di fuga, oppure viene addirittura considerata in alcuni casi come un atto eroico.Basti pensare ai molti giovani che, aderendo ad una causa politica o religiosa, immolano la propria vita, facendosi saltare in aria come bombe umane. Essi fanno un patto con un leader politico e questo patto li porta tragicamente a decidere per la propria morte: sono stati convinti ed ingannati, che questo atto crudele e terribile sia in realtà un atto nobile e glorioso.Esistono anche casi in cui una setta conduce centinaia di persone alla convinzione che il suicidio li faccia incontrare con gli extraterrestri o raggiungere uno stato spirituale alternativo alla vita terrestre: pensiamo ai suicidi collettivi del Tempio del Sole, ecc…Ci sono poi coloro che arrivano al suicidio a causa di una malattia debilitante o del dolore insostenibile: se ne parla molto, perché questo tipo di suicidio viene anche chiamato eutanasia, o suicidio assistito. Alcuni pensano che questo tipo di morte volontaria sia un “diritto” per ogni uomo.Ma desidero analizzare più profondamente coloro che scelgono la fuga del suicidio, per ragioni più profonde e più personali: il fatto che molti giovani considerino il suicidio come una scelta logica dimostra che sono sempre meno in grado di affrontare le difficoltà della vita. Molti vivono in un isolamento triste, anche se hanno una famiglia e degli amici, e sono convinti di essere rifiutati, e che nessuno si occupi di loro.Il gesto tragico è dunque l’unica risposta possibile ad una vita intollerabile: la depressione è pertanto il fattore-chiave nella maggior parte dei suicidi. In particolare, negli ultimi tempi, siamo colpiti dalle notizie di giovani uomini che mettono fine alla propria vita in seguito ad un divorzio; accade che prima di uccidersi, arrivino anche a togliere la vita ai propri cari, alla moglie che li ha lasciati, ai figli. Sono casi sempre più frequenti.Io credo che il suicidio sia soprattutto la normale conseguenza dell’assenza di ideali morali, della mancanza di senso della vita umana in questo mondo del consumismo che apparentemente offre molto, ma che lascia un vuoto terribile nell’anima.La Bibbia parla anche del suicidio (senza citare mai il termine) e ne dà alcuni esempi negativi; ma emana chiaramente dal messaggio biblico che:
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 La vita è un dono di Dio
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 Chi sceglie il suicidio viola il comandamento “Non uccidere”
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 Le circostanze avverse non sono una ragione per uccidersi, ma per avere fede in Dio
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 Il suicidio usurpa un diritto che appartiene solo a Dio: solo Dio può decidere il momento in cui la nostra vita deve terminare
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 Dio ha un piano per la nostra vita: col suicidio poniamo termine a questo piano arbitrariamente
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 Il suicidio è un atto di egoismo nei confronti di quelli che ci circondano e che soffriranno a causa di questa nostra scelta.
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Vorrei però rivolgermi a te, personalmente: forse l’idea del suicidio ti è balenata qualche volta?Forse in questo momento stesso stai valutando questa tragica possibilità?Allora, accantonala per un momento, e scegli di leggere alcuni miei consigli.Se sei un cristiano, nato di nuovo, salvato per grazia per mezzo del sangue di Cristo, sappi che Dio perdona ogni tipo di peccato, anche il pensiero del suicidio: il suicidio è un atto di ribellione verso Dio, ma la grazia di Dio afferma che “chiunque crede sarà salvato”. Non esistono per Dio dei peccati che non possono essere perdonati.Ma non permettere assolutamente che questo pensiero trovi spazio nel tuo cuore! Come ogni altro peccato deve essere allontanato immediatamente, confessandolo a Dio e chiedendo perdono! 
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 Se la depressione ti ha portato a questa decisione è venuto il momento di GRIDARE a Dio e di chiederGli di rinnovare il tuo spirito turbato dalla crisi esistenziale.
«I giusti gridano e il SIGNORE li ascolta; li libera da tutte le loro disgrazie. Il SIGNORE è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito.Molte sono le afflizioni del giusto; ma il SIGNORE lo libera da tutte…Il SIGNORE riscatta la vita dei suoi servi,nessuno di quelli che confidano in lui sarà considerato colpevole.»(Salmo 34:17-22)
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 CHIEDI AIUTO a qualcuno: se Satana ti ha convinto che nessuno ti ama e si preoccupa di te, caccia il tuo avversario chiedendo a Dio di liberarti dalle sue catene e poi cerca qualcuno attorno a te. Io sono a tua disposizione, se lo desideri… scrivimi!
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 Chiedi a Gesù di farti vedere nuovamente LO SCOPO DELLA TUA VITA: è proprio su questo punto che il diavolo è riuscito ad ingannarti. Gesù, ti ha detto:
«Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere;io son venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.»(Giovanni 10:10)Ed ancora: «Infatti io so i pensieri che medito per voi», dice il SIGNORE:«pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza.»(Geremia 29:11)
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 La vita di Gesù è in te: com’è possibile che tu possa decidere che essa non ha alcun valore?
TU SEI MOLTO IMPORTANTE AI SUOI OCCHI: sei come quella pecora che si è smarrita e non sa trovare il sentiero che conduce all’ovile.Gesù ha una grande compassione per questo tipo di pecore: «Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore.» (Matteo 9:36)Lui ha detto di Sé stesso: «Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore.» (Giovanni 10:11)Gesù, il buon pastore, ti sta cercando: «Chi di voi, avendo cento pecore, se ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro a quella perduta finché non la ritrova? E trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle; e giunto a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: "Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta".» (Luca 15:4-6)Lui ha dato la sua vita per te… tu non toglierti la vita, ma affidala a Colui che è in grado di farla diventare ricca e soddisfacente, piena di significato e di gioia!Ti rinnovo la mia offerta di ascolto: se hai bisogno di parlare con qualcuno, ti prego, scrivimi!tratto da: Donne Cristiane nel web


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