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Di piccoli sollievi e un po’ meno piccoli pancakes

Da Lasere


Si scampano nella vita di quei piccoli o grandi inciampi che quando succede, di scamparli, bisogna festeggiare; e in questi casi “festeggiare”, nella mia mente di golosa, fa rima con “vincere la mia proverbiale ritrosia (eufemismo) ai fornelli e prepararmi una colazione come dico io”.

Oggi, per l’appunto, c’era di che. E’ d’uopo condividere con voi sollievo, ricettina per-modo-di-dire a beneficio delle più sprovvedute (come la sottoscritta) e relativo carico calorico ;-)

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Per preparare questa specie di Pancakes integrali bisogna, più o meno (le dosi sono per due persone o per una che abbia tantissima fame): montare un ovetto di media grandezza con la frusta a mano altrimenti se usi uno di quei marchingegni elettrici l’ovetto giustamente ti ride dietro (e ha ragionissima); aggiungere poi due bei cucchiaioni di farina integrale, un pizzichino di sale, un cucchiaio di zucchero integrale di canna (io ho usato l’amato mascobado), una spolverata di cannella (se piace) (a me tanto!) (se ancora non si fosse capito ;-); una punta di bicarbonato (o di lievito in polvere se li volete più gonfi); un po’ di latte, a occhio, quel tanto che basti a rendere l’impasto omogeneo, liscio ma non troppo liquido (dev’essere ben più consistente di quello per le crêpes, per intenderci). Sciogliete una noce di burro (anche meno) nel padellino antiaderente che userete per cuocere i pancakes e versatelo poi insieme agli altri ingredienti (non il padellino, bensì il burro fuso). Poi colate l’impasto a cucchiaiate nel padellino e fate cuocere di qua e di là: i pancakes sono più cicciotti – meglio: piccoli e spessi – delle crêpes. Via via che li preparate, tenete quelli già pronti al calduccio.
Per guarnire:
scaldate qualcosa di cremoso a vostro piacimento in un pentolino, affinché diventi più liquido (io ho usato del malto alla nocciola: 70% malto di riso e 30% crema di nocciola, del Baule Volante: bonissimo :-)), e colatelo tra un pancakes e l’altro via via che li impilate, fino a conquistare la cima. Successivamente, spezzettate grossolanamente con un coltello del buon cioccolato (io avevo quello di Modica della Coop, che mi piace assai e che ha una consistenza adattissima) e cospargetene la vetta; il suddetto cioccolato, ammorbidendosi lentamente, renderà il tutto assolutamente perfetto ed estremamente godurioso.

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In tazza, l’ormai celeberrimo Tè di Natale di Acilia, che è veramente il massimo per accompagnare certe dolciumezze (se non l’aveste ancora assaggiato – ma non ci voglio credere! -, o se ben più comprensibilmente temiate crisi d’astinenza nei mesi a venire, affrettatevi a fare scorta: rimarrà disponibile solo fino a fine gennaio!)

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PS – niente vieta di convertire lo stesso impasto in crêpes, se preferite: basta eliminare il bicarbonato/lievito e aumentare il latte per avere un composto sufficientemente liquido, che spargeremo più sottilmente sull’intera superficie del padellino. Et voilà! … Anche noi povere dis-cuoche ci sappiamo arrangiare, alla bisogna ;-)

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