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Diario di Zona. "Trovare un buon libro è sempre un incontro"

Creato il 20 gennaio 2015 da Cirano2

Un'immagine della presentazione del libro a Lamezia l'autore con LouPalanca3

Con gli occhi, le parole e la bici di Luigi Chiarella, seguiamo le trasformazioni d'inizio secolo di Torino; naturale per me l'accostamento alla letteratura operaia di un altro grande autore calabrese, Vincenzo Guerrazzi, che negli anni settanta fece epoca con il suo Il Nord e Sud uniti nella lotta.
Ma Yamunin, così si firma nel suo blog, https://yamunin.wordpress.com/  va ben oltre, perchè il suo è un vero e proprio oggetto narrativo indefinibile.
Il libro tra l'altro è inserito in una collana molto interessante diretta da Wu Ming 1,  che rientra in  progetto editoriale di Alegre che potete approfondire qui: http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/10x10-mi-abbono-ad-alegre-e-racconto-altre-storie
Un flusso di citazioni letterarie, musicali, sembra che per ogni zona nella quale è impegnato a lavorare, scorra una colonna sonora, si alternano a slogan letti sui muri e alle targhe in memoria dei partigiani uccisi, patrimonio comune che abbiamo cominciato a disperdere.
L'autore-protagonista porta con sè un doppio fardello, che per certi versi lo accomuna ad Alberto Prunetti,  un altro narratore di vaglia dell'Alegre edizioni,  Yamunin è un operatore  della cultura, recita e scrive per il teatro, ma per sopravvivere si cala nei tombini e nelle cantine di Torino per leggere da precario letturista i contatori dell'acqua.
E' in questo scendere nel ventre molle della metropoli che il racconto si fa più denso, ogni nome, ogni strada, ogni zona, ha una storia, un dettaglio, un incontro che Yamunin fissa con parole che dipingono in maniera fotografica luoghi e persone.
Mi sorprende della narrazione la messe di riflessioni alle quali induce, pur nella semplicità quotidiana del lavoro, mi sorprende la gentilezza e la calma con la quale si ribella, s'indigna con le domande e le parole, ecco Yamunin mi sembra in sella alla sua bicicletta, così provos, una staffetta partigiana delle lotte di oggi.
Anche quando lo sguardo è più distaccato, come nel passaggio della sua escursione in solitaria sulla collina di Superga, si coglie la capacità dell'autore di cogliere prospettive diverse:
"Così dalla collina più alta di Torino traccio una linea che passa dalla basilica di Superga, attraverso lo stivale e arriva al santuario della Madonna di Polsi a San Luca"  sembra Saba in Trieste: potente!

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