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Dischi parlanti: Lucille.

Da Farmacia Serra Genova
"Lucille non suona più": così recitano molti dei titoli che annunciano la morte di B.B. King, avvenuta tra giovedì e venerdì, nella sua casa di Las Vegas. Lucille era la sua chitarra, o forse dovremmo comunque dire "è": non credo qualcuno voglia mai appropriarsene, qualora dovesse mai essere messa in vendita. In realtà bisognerebbe parlare al plurale, perché di chitarre del cuore B.B. ne ha avute diverse, ma tutte si sono chiamate Lucille.
Dischi parlanti: Lucille.

Ovviamente c'è una ragione, e ovviamente siamo andati a cercarla (non è poi così difficile, lo confesso). È successo tutto in Arkansas, in un locale chiamato Twist, dove King (la cosa bella è che King è il suo vero cognome) avrebbe dovuto esibirsi. Per scaldarsi – siamo negli anni Cinquanta – s'era dato fuoco a del cherosene in un barile, ma due uomini si erano messi a litigare proprio vicino al barile, facendolo rovesciare e innescando un incendio che investì tutto il locale.
Gran spavento e parapiglia, B.B. King corse a salvare la sua Gibson dalle fiamme; non tanto per i suoi trenta dollari di valore (che nel 1949 erano comunque una signorina cifra), ma per la sacertà che da sempre attribuiva al suo strumento.
Nell'incendio morirono due persone, e il giorno dopo si venne a sapere che il motivo di quella lite che scatenò tutto era una donna di nome Lucille. Da quel momento in poi, tutte le chitarre del re del blues si sono chiamate Lucille, come promemoria di quanto accaduto (e di quanto fosse sciocco mettersi a litigare per una donna).
Dischi parlanti: Lucille.


(Nella prima foto, B.B. King in una puntata de "I Robinson", serie più-che-di-culto degli anni Ottanta. Noi figli di quegli anni ne siamo rimasti così segnati che qualche buontempone ha dedicato un intero Tumblr ai maglioni improponibili di Bill Cosby ( ).
"I Robinson", comunque, era di una banalità tanto sconcertante quanto rassicurante – e per questo, forse, ipnotica – ma resta una serie bellissima: non succedeva praticamente mai niente, ma succedeva benissimo. Per esempio, vai a un concerto, e ti porti a casa il chitarrista perché è un amico di famiglia. Quel chitarrista, che si mette a strimpellare nel tuo salotto, è B.B. King. La puntata è questa:

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