Magazine Cultura

Due

Creato il 13 ottobre 2012 da Libereditor

L’abito di Solange, adorno di volant di pizzo, bianco e leggero come la schiuma del mare, balenò per un istante, illuminato da una finestra aperta, poi attraversarono grandi corridoi bui; la sala del ristorante era vuota, le sedie di paglia capovolte sui tavoli. Oltrepassarono una terrazza spoglia, dal pavimento sabbiato, e videro finalmente i fari dell’auto, gialli e luminosi, che bucavano la nebbia. Marianne sentì all’improvviso il freddo del mattino sulle braccia nude e sul collo. Prese il cappotto che Antoine le porgeva. Solange mosse qualche passo, si portò la mano alla fronte, disse con voce alterata:
«Oh, non voglio andarmene da qui!».
Provavano tutti la stessa, voluttuosa, disperazione, quell’angoscia che prende l’anima quando la felicità è finita, ma è un’angoscia ancora intrisa di felicità, come il limo della terra è intriso d’acqua. Il fiume scorreva nel silenzio più profondo. Così a volte, in sogno, ci appare un’onda muta e incolore che scaturisce ai nostri piedi, passa e ci trascina verso pallide rive.
Stavano immobili sulle sue sponde, incantati, quando un piccolo grido freddoloso si levò da un cespuglio accanto a loro, e videro volar via un uccello dalle piume grigie, percorse da un fremito, che si appollaiò sulla cima di un albero. Un pesce saltò nell’acqua. Le campane cominciarono a suonare; era la mattina di Pasqua.
…

DueCon l’intensità della sua scrittura, Irène Némirovsky rappresenta con precisione la classe borghese del suo tempo e tutte le sue contraddizioni.
Non è ironica, ma severa, essenziale, sobria, delicata.
Profondamente russa e sofisticatamente francese, la Némirovsky scrive di giovani reduci della prima guerra mondiale che tornano a casa senza dimenticare l’orrore delle trincee e di una Parigi che vuole tornare a vivere e a gioire dopo tanta sofferenza. Sono loro i reali protagonisti di queste relazioni bizzarre, strambe, ma limpide, sorprendenti, così nuove e inconsuete per quei tempi.
Due è un piccolo capolavoro sull’eterno gioco dei sentimenti che può risultare scomodo per tutto ciò che rivela.

 

Irène Némirovsky
Due
Traduzione di Laura Frausin Guarino
Adelphi
2012


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Magazines