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È iniziata la marcia funebre della Spagna. Tra poco toccherà a noi

Creato il 30 agosto 2012 da Vincitorievinti @PAOLOCARDENA

                                                           di Paolo Cardenà - 
E' INIZIATA LA MARCIA FUNEBRE DELLA SPAGNA. TRA POCO TOCCHERA' A  NOI

È iniziata la marcia funebre della Spagna e sembra che abbia assunto una un tono abbastanza spedito.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, dopo la Catalogna, anche la Valencia avrebbe chiesto aiuti allo Stato centrale.
Da Il Sole 24 Ore:

Dopo la Catalogna è ora la Valencia a battere cassa al Governo spagnolo con la richiesta di aiuti finanziari per oltre 4,5 miliardi di euro. L'annuncio é stato reso noto dal presidente della Regione, Alberto Fabra, citato dai media locali. La Catalogna ha chiesto allo Stato spagnolo più di 5 miliardi di euro due giorni fa. E dopo che da più parti si indicano altre aree del Paese pronte a chiedere sostegno. Immediato l'impatto sullo spread Bonos-Bund: il differenziale tra i titoli spagnoli a 10 anni e quelli tedeschi vola fino a 525 punti col tasso sui Bonos decennali al 6,58%. Intanto la Catalogna rischia una sospensione dei pagamenti se non arriveranno in maniera immediati gli aiuti per 5,023 miliardi richiesti al Fondo di liquidità delle regioni (Fla). Se il governo della Generalitat non riceverà presto i finanziamenti, potrebbe avere «problemi enormi» per far fronte alle scadenze immediate, è il grido di allarme lanciato dal portavoce dell'esecutivo catalano, Francesc Homs, citato oggi dai media. Homs ha ricordato che il ministero delle finanze non ha ancora attivato il Fondo di liquidità. La Catalogna deve affrontare nel semestre crediti da 5,775 miliardi in scadenza, dei quali 2,639 relativi a bonos collocati fra piccoli investitori. Pertanto, gli aiuti richiesti al Fla non servono a saldare fornitori ed enti che prestano servizi sanitari ed educativi, per i quali già a luglio il governo catalano ha sospeso i pagamenti. Le comunità autonome devono far fronte a crediti in scadenza per complessivi 15,838 miliardi entro la fine dell'anno, inclusi prestiti, linee di credito e titoli di debito. Dovranno, inoltre reperire altri 15 miliardi per finanziare il deficit, il cui obiettivo di stabilità è fissato per l'anno all'1,5% del Pil. La richiesta di aiuti finora formalizzata da Valencia, Murcia e dalla Catalogna somma un totale di 8,8 miliardi di euro, circa la metà dei 18 miliardi coi quali il Governo ha finanziato il Fondo, al quale non hanno escluso di ricorrere a breve anche le regioni di Castilla-La Mancia, Baleari, Canarie e Andalusia.

In altre parole, le varie autonomi locali  spagnole stando gettando la spugna e pertanto sono costrette a chiedere aiuti finanziari allo stato centrale che ovviamente non dispone di tali risorse, se non finanziandosi sul mercato (ammesso che ci riesca) a tassi proibitivi.
Stessa sorte toccherà ad altre autonomie locali in Italia, a partire dal Comune di Alessandria a cui faranno seguito altri comuni e regioni, Sicilia in testa.
Nel frattempo, mentre i cialtroni  politici italiani stanno tentando di tessere alleanze in vista dei prossima tornata elettorale (ammesso che ci sia) al fine di mantenere i loro privilegi, proprio oggi l'agenzia di rating Moody's ha rivisto al ribasso le previsioni di (de)crescita italiane per il 2012 indicando una contrazione del PIL del 2%; ma appare fin troppo ottimistica stando il progressivo deteriorarsi del quadro congiunturale.
Al di la delle dichiarazioni profuse nelle scorse settimane dalla varie autorità europee, secondo le quali verrà fatto quanto necessario per salvare la moneta unica e  scongiurare la catastrofe (anche se non si sa ancora come) , sembra proprio che il tempo stia per scadere e, con ogni probabilità, il prossimo mese di  settembre  sarà ancor più infuocato di quello appena trascorso.


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