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«E laggiù, ma lontano, volare un aeroplano sopra il mare»

Da Lasere

15 lug 2011 @ 16:49

Varie (oltre il tè)

arturo nathan estate poesie raffaello baldini

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Caritutti, mi sono accorta che per me è pieno tempo di pausa estiva, ed eccomi ad annunciarla ufficialmente, anche se già si presentiva.

Non credevo l’avrei fatto, a dire il vero: pensavo avrei diminuito la frequenza dei post, questo sì, ma non che mi sarei zittita del tutto come invece ho urgenza di fare. Attraverso giorni di grande, sproporzionata stanchezza, di pochi pensieri e debole spinta a dar loro forma condivisibile; anche queste due parole che leggete le cavo fuori con sforzo penoso da un’inerzia che mi porta a trascorrere sulla superficie delle cose, ammutolita e assorta. Non triste: spenta.

Ho diversi post praticamente già fatti tra le bozze, nuovi tè di cui ero pronta a raccontarvi, ma rimandiamo tutto a dopo, a tra un mesetto e mezzo almeno. Recupereremo.

Non mi aspettano partenze, bensì un sospeso restare nei miei posti, in condiscendente isolamento: avrò per compagnia soprattutto alberi, cicale, libri (questo specialmente io credo mi sarà prossimo e caro), foglie di tè, riserbo. Serve così.

arturo_nathan_solitudine

Lascio come segnaposto una poesia del cuore, che ad ogni estate ridico qua e là, impunemente: qui però mancava.

«Il nove luglio, una domenica,
doveva essere verso le cinque del pomeriggio,
a Ciola, proprio in cima,
alla casa di Baròus,
ma di dietro, nell’ombra,
tra la siepe, che di là cala giù dritto
nel fondo di Lasagna,
e il muro, che era tutta una verdura,
con un venticello che faceva ogni tanto
un po’ di tramestío tra le canne,
a un tavolino giocavano a tressette
e tenevano i sassi sulle carte
perché non volassero via.
E quando a quello di mano
gli è venuta la cricca di coppe
e tre tre senza danari,
s’è gonfiato un po’, ma zitto, non s’è fatto capire,
s’è accomodato sulla sedia,
poi è uscito con l’asso, e non diceva ancora niente,
ma dalla contentezza
ha dato una botta sul legno
che nei bicchieri il vino ha tremato tutto,
e la cicala sul ciliegio
si è zittita di botto dalla paura.
L’aria allora è diventata così leggera
che sul crocicchio s’è sentito tintinnare
il campanello arrugginito di una bicicletta,
e laggiù, ma lontano,
volare un aeroplano sopra il mare.»

Raffaello Baldini, Lói (Luglio), in La nàiva

A rileggerci presto. Fate buone vacanze.


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