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Ecco come la malattia ci insegna a vincere lo stress che l’aveva causata

Creato il 30 marzo 2015 da Informasalus @informasalus

stress
Lo stress familiare, l'educazione che riceviamo e le nostre convinzioni personali incidono profondamente sulla nostra salute

Noi medici siamo molto fortunati, perché andiamo a Scuola di Vita tutti i giorni: in ospedale, nei nostri ambulatori o nelle visite domiciliari alle persone malate.
Ecco la storia molto istruttiva di una mia paziente malata di tumore che ha imparato dalla malattia a cambiare il suo comportamento.
“Caro Dottore, mi sento in dovere di testimoniare che i consigli che mi ha dato in questi mesi sono stati talmente importanti da cambiare completamente la mia vita.
Ho sempre avuto un forte senso del dovere. Fin da piccola i miei genitori mi hanno abituata a sacrificarmi sempre e per tutti e non dicevo quasi mai i miei bisogni. Prima mi amavano solo perché dicevo sempre SI ed ero sempre disponibile. Dato che non mi sentivo amata dai genitori, ho imparato a fare tutto per tutti, a fare sempre quello che volevano gli altri ... e l'ho fatto per tutta la vita. A casa mia ho visto fare ciò che poi ho ripetuto nella mia famiglia con i miei figli ... ma dopo il tumore ho capito che devo essere più equilibrata e che devo pensare anche a me stessa, altrimenti, alla fine, non posso aiutare nessuno … anch’io ho bisogno di sentirmi amata per quella che sono.
Si dice che se le cose vengono fatte con amore, non pesano. Io affermo che non è sempre vero, perché dipende dalla persona. Forse, più che con amore io ho fatto tutto anche per dovere (ma l’amore non mancava mai) e alla fine facevo ben più di quello che avrei potuto e dovuto fare. Il mio cambiamento ha creato un nuovo equilibrio in tutti, anche i miei figli si sono riorganizzati. Ad esempio, mio figlio, che ha tre bambini piccoli, ha dovuto riorganizzarsi perché io non tengo più tutti i giorni i suoi figli ... devo anche pensare un po’ per me e non è egoismo, ma autodifesa.
Ho un’amica che mi critica per queste mie scelte, ma io ho capito che la devo amare così come è. Amare è anche lasciare la libertà di scegliere e anche di scegliere sbagliato.
Quando mi hanno trovato il cancro, mia madre aveva chiesto di morire al mio posto e poco dopo le è venuto veramente un tumore alla mammella! Quando l'ho saputo, sono andata un po' in crisi e mi sono venuti i sensi di colpa, ma poi ho ragionato e ho capito che ogni madre farebbe questo per i suoi figli. Ho capito che lei aveva fatto la sua vita e che questo suo gesto eroico me la faceva essere ancora più cara e accresceva quindi il mio amore per lei, ma da allora non mi sono più sentita in colpa. Le donne dure NON piangono.
In realtà, oggi ho pure capito che quando ci viene da piangere bisogna anche avere il coraggio di farlo e bisogna avere il coraggio di dire che non si sta bene, quando è vero.
Grazie ai colloqui con lei, ai suoi libri e alle sue conferenze, ho anche cambiato completamente la mia alimentazione. Ora sento quando il mio corpo ha difficoltà a digerire e non sono più stitica. Come sa, ero ridiventata stitica durante la malattia di mia madre e l'ansia non mi faceva più sentire bene il mio corpo. Ora non solo so, ma anche “sento” che devo continuare a mangiare nel modo che mi ha insegnato.
Ora, con piena consapevolezza e verità interiore, sono giunta a dire: per fortuna che ho avuto il tumore, altrimenti non sarei mai cambiata!!! .... Ero ingabbiata e non me ne accorgevo. Ora ho il coraggio di dire No quando è necessario per difendere la mia salute. A causa di questo ho perso alcuni “amici” (persone che pensano e sono come ero io prima e che volevano che io continuassi a fare come prima), ma nello stesso tempo ho trovato altre persone e capisco che sono più vere e quindi nettamente migliori ...
Ho anche iniziato a sentire un forte bisogno di pregare e di ringraziare per me e per gli altri. Insomma, sono cambiata su tutte e tre le componenti della persona, come dice lei ai suoi Convegni e cioè nel corpo, nella psiche e nello spirito.
Sento che questo è un vero Cammino di Guarigione totale.
Forse il cambiamento è stato attivato da una malattia un po’ pesante e dolorosa, ma sono convinta di averla superata e quindi, lo ripeto, per fortuna che ho avuto il tumore! Caro Dottore, continui a parlare di Prevenzione affinché quelli che non stanno male riescano a cambiare prima di ammalarsi gravemente … Grazie”.
Dopo poche altre frasi termina la lettera della mia paziente, che è una prova oggettiva in più che dimostra quanto incidono sulla nostra salute lo stress familiare, l’educazione che riceviamo dai genitori e le nostre convinzioni personali. Lo stress può veramente uccidere e a tale proposito la letteratura scientifica è ricca di dati.
Il prossimo Convegno l’ho organizzato proprio su questo argomento per dire a tutti che dallo stress si può uscire e che anche quando ci sono grossi problemi psico-comportamentali in famiglia, se li riconosciamo, possiamo superarli e vincerli, per esempio anche con la tecnica “diagnostica” delle Costellazioni Familiari. Pertanto, invito tutti a questo prossimo futuro Convegno intitolato: “Riconoscere lo stress quotidiano per prevenirlo e curarlo con le Terapie Naturali e con la consapevolezza che nasce dalle Costellazioni Familiari”.
Mentre chiudo questa lettera, mi ripeto interiormente:sì, noi medici che in ambulatorio parliamo a lungo con i nostri pazienti siamo proprio fortunati, perché molto spesso essi sono per noi veri Maestri di Vita.
Partecipa all'incontro del 18 aprile 2015 “Riconoscere lo stress quotidiano per prevenirlo e curarlo”


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