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Enrico Pea, Lucca

Da Paolorossi

Lucca - San Michele

Lucca – San Michele

Il colèra in inverno si combatte bene anche senza l’intervento del Volto Santo, che protegge le due Lucche. L’una la protegge dalle pestilenze, e l’altra dalla carestia.
Lucca racchiusa entro i bastioni, e cerchiata d’alberi, con un goriello d’acqua in giro, e con le porte protette dai guasti leoni di sudicia pietra, non soffre mai di carestia, ma di peste, si; perché il vivere lo comprano i Lucchesi da tutte le parti del mondo, e con il vivere comprano anche la peste che rivendono a caro prezzo, sul mercato di San Michele, sotto l’oriolo che marca il tempo ad uso dei paesi d’America: “Fare presto perché si muore”.

Lucca - Piazza San Michele

Lucca – Piazza San Michele


[…] La seconda Lucca: quella che sta fuori le mura, e arriva fino ai monti, e oltrepassa i fiumi, fresca, ventilata, fertile e fiorita, non ha quasi mai peste, ed ha qualche volta la carestia di un cereale, perché ha l’abbondanza di un altro.
Ed i Lucchesi vorrebbero la botte piena e la moglie ubriaca: si raccomandano al Volto Santo perché nessun prodotto della terra scemi, anche se il campo viene seminato a fagioli, a danno del grano e del granoturco.
Il colera, se viene durante l’inverno, si combatte con lavativi salati, e con decotti di Esculapio, aromàti di salvia e di rosmarino fiorito. Si staccano i limoni dalle spalliere della casa, sotto la stoia che li protegge dal gelo, e si tagliano a fette grosse come i talleri di Maria Teresa.
Si condiscono con olio, verdolino un po’ putto, fatto nel piano dei sette poderi: si spolverano di zucchero, e giù s’ingorbiano nel gargozzo dell’ammalato, se questi si rifiuta di mangiarli alle buone.
Dopo qualche giorno di queste cure, le unghie dell’ammalato lucchese diventano chiare, segno che il diavolo si allontana dal capezzale del suo letto.
Le mani dell’ammalato, allora, possono accoppiarsi e far Gesù, per ringraziare il Volto Santo del pericolo che sta pe scomparire.

( Enrico Pea, Il Volto Santo – Vallecchi, 1924 – Parte seconda del “Romanzo di Moscardino”, pag. 81-82 – Elliot Edizioni, 2008 )

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