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F1 – Carlos Reutemann: il gaucho triste (by Giulio Scaccia)

Creato il 20 dicembre 2013 da Simo785

La carriera in Formula 1

F1 – Carlos Reutemann: il gaucho triste (by Giulio Scaccia)
 Carlos Reutemann, argentino classe ’42 di Santa Fé, ha debuttato  in Formula 1 nel Gran Premio d’Argentina del 1972 al volante di una Brabham Bt 34 Ford. L’esordio è con i fiocchi: in prova sul circuito di casa ottiene la pole position, ma in gara poi deve accontentarsi di un settimo posto. Con la Brabham corre fino al 1976 ottenendo le sua prima vittoria nel Gran Premio del Sud Africa del 1974 e altre tre vittorie negli anni successivi.

F1 – Carlos Reutemann: il gaucho triste (by Giulio Scaccia)

Alla fine del  1976 abbandona la Barabham e arriva in Ferrari in occasione del Gran Premio d’Italia. Alcuni sostengono per sostenere la Ferrari in attesa di un Niki Lauda ancora convalescente, altri  ritengono che era la scelta per rimpiazzare l’austriaco dopo il grave incidente e di conseguenza non più ritenuto all’altezza della squadra di Maranello. Pare, siamo sempre nel campo delle ipotesi, che questo arrivo velocizzò il rientro di Niki. Come era nello stile Ferrari, la verità vera non si saprà mai. Ma forse la storia del rimpiazzo ha la sua plausibilità.

 

Nel 1977 Reutemann vince subito in Brasile, ma poi si perde e il mondiale va al suo compagno di squadra Lauda, dato troppo frettolosamente per finito. Nel 1978 continuò l’avventura con Ferrari e un nuovo compagno di squadra, Gilles Villeneuve. Arrivarono quattro vittorie,  ma praticamente 0 piazzamenti e contro la invincibile Lotus 79 di Mario Andretti non ci fu nulla da fare.

F1 – Carlos Reutemann: il gaucho triste (by Giulio Scaccia)

Reutemann per il 1979 decide di accasarsi proprio presso il Team Lotus di Colin Chapman, ma la squadra non è più quella dell’anno prima e arrivano, in una annata opaca, solo alcuni podi, ma nessuna vittoria.

Per il 1980 firma per la Williams, con il ruolo di spalla di Alan Jones, pupillo di Frank Williams, e destinato a vincere il mondiale. L’argentino riuscì però a togliersi una bella soddisfazione vincendo il Gran Premio di Montecarlo.

Il 1981 è  l’anno cruciale della sua carriera. Sempre al volante della Williams, si ribella allo status di seconda guida, e in Brasile supera il compagno Alan Jones, ignorando gli ordini dai box e andando a vincere.

Il fatto destabilizzò il team, con i due piloti che divennero nemici e separati in casa. Reutemann grazie ad un’altra vittoria in Belgio e a numerosi piazzamenti si ritrovò in testa al mondiale, lottando strenuamente con il giovane brasiliano Nelson Piquet.

All’ultima gara, il Gran Premio a Las Vegas,  l’argentino è in vantaggio di un punto. Durante le prove Carlos realizza il miglior tempo e parte dalla pole, ma qui si dimostrarono tutti i limiti dell’argentino. Reutemann fa una gara disastrosa, non prende punti  mentre Piquet con un quinto posto diventa campione del mondo. La delusione fu enorme e, ormai demotivato, dopo aver disputato i primi due Gran Premi del 1982, anche a causa della guerra delle Falklands e dei conseguenti problemi per lui, argentino indesiderato in Inghilterra come altri sportivi, decide di ritirasi per sempre dalla Formula 1 e dedicarsi ai suoi poderi nella pampa argentina.

Si è poi dato anche alla politica con successo facendosi eleggere governatore della sua provincia.  Attualmente è un politico militante del partito di centrosinistra Fronte per la Vittoria.

Nel 1995 durante il Gran Premio d’Argentina, con la Ferrari ha fatto un giro di pista con una vecchia monoposto, prima della gara, tra l’ovazione degli spettatori presenti.

 

Il pilota e l’uomo.

Carlos Reutemann fu definito da Enzo Ferrari “pilota tormentato e tormentoso”, anche in riferimento ai suoi frequenti d estremi alti e bassi. Il suo carattere, spesso cupo, gli valse il soprannome di “il gaucho triste”.

Carlos alternava i giornate in cui era praticamente perfetto ad altre in cui era irriconoscibile (vedi l’epilogo del Mondiale 1981). inoltre capitò spesso con la macchina giusta per vincere, ma nell’anno sbagliato  (vedi Ferrari nel 1977 e 1978, Lotus nel 1979, Williams nel 1980 e 1981), vuoi per la scarsa competitività della macchina che prima o dopo di lui vinceva il Mondiale, vuoi per  ingombranti compagni di squadra,  quali Lauda, Villeneuve, Andretti, e, il più terribile di tutti per lui, il duro Alan Jones, che non gli perdonò mai lo sgarbo del Brasile.

Niki Lauda e Carlos furono compagni di squadra in Ferrari durante la stagione 1977, ma il rapporto fra di loro non si discostò mai troppo da un sentimento molto simile a una sopportazione reciproca.
La motivazione forse risiede nelle circostanze in cui Carlos Reutemann si ritrovò a guidare una Ferrari per la prima volta: Monza 1976. Carlos viene chiamato a rinforzare la squadra quando Lauda è ancora convalescente dopo l’incidente al Nurburgring. E, come scritto in precedenza, si  vociferava  che il vero motivo del ritorno di Lauda già a Monza risiede nel fastidio dato dalla prevista presenza di Reutemann su una terza Ferrari in occasione del Gp d’Italia.
Comunque in vista della stagione 1977 viene chiesto a Niki come vede la presenza di Carlos nella squadra Ferrari; come un compagno di squadra o come un rivale? “Nessuno dei due”, la risposta di Niki.

L’epilogo della carriera è la gara di Las Vegas, in cui, separato in casa e con una squadra fino alla fine a favore di Alan Jones, letteralmente regala il titolo all’astro nascente Nelson Piquet.

 


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